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Sbaraglia (Assessore alla Cultura di Ravenna) su dichiarazioni del Ministro Sangiuliano su Dante: “nulla di più irrispettoso e grottesco di appuntargli spille di partito” – RavennaNotizie.it

Fabio Sbaraglia

Anche l’Assessore alla Cultura di Ravenna Fabio Sbaraglia è intervenuto – con un commento postato su Facebook – sulle recenti dichiarazioni su Dante del nostro Ministro alla Cultura Gennaro Sangiuliano, secondo il quale Dante sarebbe all’origine della cultura di destra in Italia.

“Sono convinto che una delle tentazioni più forti in cui si può inciampare nel confronto con la storia, che sia attraverso il racconto storico, o le opere che nel suo corso l’arte ha prodotto, sia di leggerla attraverso le lenti del presente. È una tentazione perché spesso siamo davanti a qualcosa di talmente imponente e assoluto che supera la dimensione del tempo. – scrive Sbaraglia – Ma ogni opera, ogni evento, ogni pensiero è inscindibilmente figlio innanzitutto del proprio tempo, ogni attimo della storia o dell’arte sono stati contemporanei: sono nati nella loro contemporaneità e per la loro contemporaneità. Qualsiasi lettura non può che partire da qui e la più grande violenza che si possa fare loro è quella di trascinarle fuori dall'(ormai proprio) assoluto per piegarle alle misere logiche dell’oggi.”

“Noi ravennati abbiamo la fortuna di poterci confrontare da secoli con l’eredità di Dante, della sua opera e del suo pensiero, e conosciamo l’enorme portata delle sue parole, la loro forza che risuona intatta ancora oggi. Qui abbiamo toccato con mano, soprattutto in occasione delle celebrazioni del settimo centenario dantesco, la loro potenza trascinante, la loro capacità di ispirare. Credo che non ci sia nulla di più irrispettoso e grottesco che appuntargli goffamente al petto stravaganti spille di partito. – conclude Sbaraglia – Se l’attuale Ministro della Cultura avesse fatto visita a Ravenna nei mesi delle celebrazioni avrebbe sicuramente trovato infinite occasioni per capire come sviluppare un dialogo tra Dante e l’oggi senza cadere nel paradossale.”

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