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Schillaci insiste: prorogati i tamponi per chi arriva dalla Cina – Claudio Romiti

Il ministro della Salute, Orazio Schillaci, ha intenzione di prorogare i tamponi per chi arriva in Italia dalla Cina fino al 15 o al 28 febbraio. “Per un po’ vogliamo procrastinare questa misura per maggiore sicurezza anche se i dati Covid nell’ultima settimana sono scesi molto”, ha spiegato il ministro della Salute a margine di un convegno al Fatebenefratelli Isola Tiberina-Gemelli Isola a Roma.

Infatti, malgrado le previsioni dei tanti virologi catastrofisti in servizio attivo permanente, i quali immaginavo ospedali e obitori al collasso, attualmente in tutto il Paese vi sono poco più di terapie intensive occupate da pazienti Covid. Non solo, sebbene noi non ci beviamo le notizie ufficiali provenienti dalla più grande dittatura comunista del mondo, sta di fatto che le famose varianti che sarebbero arrivate dalla Cina come una colossale ondata di cavallette virali non si sono viste. D’altro canto, dopo oltre tre anni, in un mondo globalizzato come mai in precedenza, non ci vuole un Nobel per la medicina per comprendere che il Sars-Cov-2, oramai endemico, circola liberalmente in ogni ambito del globo, senza che le nostre ridicole misure possano in alcun modo ostacolarne la diffusione. 

Misure ridicole in stile colabrodo, come quella che il ministro Schillaci intende reiterare, dal momento che riguarda essenzialmente i viaggiatori che arrivano dalla Cina con volo diretto, lasciando aperto l’enorme varco di tutti coloro che giungono in Italia da altri scali internazionali o con altri mezzi di trasporto. 

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Dunque, così come accadeva durante l’era Speranza, in cui si sono prese molte misure inutili e liberticide, anche quest’ultima genialata del buon Schillaci risponde alla solita logica tendente a dimostrare ad un popolo ancora confuso che si fanno cose con l’unico scopo di proteggere la loro salute.  Personalmente, al di là dell’aspetto illiberale della misura, la ritengo profondamente sbagliata dal punto di vista di un veloce ritorno alla perduta normalità, in quanto essa, insieme al mantenimento di altri obblighi che non si sono mai adottati in passato – come l’obbligo delle mascherine negli ospedali e nelle Rsa – mantiene in allerta la cittadinanza, ricordando alle persone che l’infinita emergenza sanitaria è lungi dall’essere superata. 

In questo senso Matteo Bassetti, primario delle malattie infettive del San Martino di Genova, in un tweet ci racconta una storia assai diversa: “Dal 1 febbraio in Francia stop all’isolamento obbligatorio e al tampone per gli asintomatici da Covid. Stop a tamponi, obblighi e regole Covid-19 anche in Italia. Doveroso e necessario per il completo ritorno alla normalità“.Sicuramente il Covid che abbiamo conosciuto negli ultimi 3 anni è finito” – dichiara poi Bassetti all’Agi – “Oggi abbiamo alcuni pazienti che arrivano in ospedale, ma sono di categorie ben specifiche: immunodepressi e grandi anziani non vaccinati con quarta dose, ma abbiamo comunque pochissime polmoniti – spiega -. Il Coronavirus oggi è uno dei tanti microrganismi respiratori e compete con gli altri virus e gli altri batteri”. “A questo punto, è evidentemente diventato normale contagiarsi, esattamente come nel 2018 lo era avere l’influenza. Con il Covid conviveremo per sempre, ma in maniera diversa, perché abbiamo farmaci e vaccini”Stando così le cose, come i numeri confermano da tempo, sarebbe il caso che il ministro Schillaci, che fa parte di un governo dichiaratamente aperturista, ne traesse le dovute conseguenze.

Claudio Romiti, 30 gennaio 2023

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