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Farmaci, cosa fa l’irlandese Amryt comprata dall’italiana Chiesi

Maxi acquisto per la biofarmaceutica Chiesi, che ha acquisito l’irlandese Amryt Pharma per 1,48 miliardi di dollari. Fatti, numeri e commenti

La biofarmaceutica Chiesi, con sede a Parma, ha chiuso un accordo da 1,48 miliardi di dollari per l’acquisto dell’irlandese Amryt Pharma, specializzata nello sviluppo di trattamenti per malattie rare.

L’ACCORDO

Secondo quanto riferito da Amryt Pharma, il valore totale dell’accordo, interamente in contanti, rappresenta un premio del 107% rispetto al prezzo di chiusura dell’ADS di Amryt pari a 7 dollari il 6 gennaio.

Gli azionisti di Amryt riceveranno 14,50 dollari per ADS in anticipo, oltre a Contingent Value Rights (CVR) fino a ulteriori 2,50 dollari per ADS in base al raggiungimento di determinati obiettivi di approvazione da parte della Food and Drug Administration (Fda) circa Filsuvez, un farmaco approvato in Europa per una rara malattia ereditaria della pelle chiamata epidermolisi bollosa.

L’operazione, approvata all’unanimità da entrambi i consigli di amministrazione, dovrebbe concludersi entro la prima metà del 2023.

Marco Vecchia, amministratore delegato di Chiesi, ha commentato così l’accordo: “L’aggiunta del portafoglio di Amryt e la sua esperienza ci aiuteranno a portare i farmaci ai pazienti, indipendentemente dalla rarità della loro patologia”.

I NUMERI DI AMRYT PHARMA

Per i primi nove mesi del 2022, si legge su Reuters, Amryt ha registrato un fatturato di 188,8 milioni di dollari e ha riaffermato la previsione di un fatturato per l’intero anno compreso tra 260 e 270 milioni di dollari.

Il farmaco più venduto, Myalept o Myalepta, ha registrato vendite per 37,9 milioni di dollari nel terzo trimestre.

“Sono incredibilmente orgoglioso di ciò che Amryt ha realizzato per i pazienti, le loro famiglie, gli operatori sanitari e gli azionisti da quando abbiamo fondato la nostra azienda nel 2015. In meno di 8 anni, abbiamo costruito da zero un’azienda in forte crescita e rispettata a livello globale nel settore delle biotecnologie e delle malattie rare”, ha detto l’amministratore delegato di Amryt, Joe Wiley.

IL FARMACO DI PUNTA DI AMRYT

Tra i vari trattamenti sviluppati da Amryt, Myalept o Myalepta, è usato per curare problemi connessi alla carenza di leptina in pazienti con lipodistrofia, una condizione causata dalla perdita di tessuto adiposo conseguente a una mutazione in alcuni geni (lipodistrofia congenita o familiare) o associata ad altre condizioni mediche (lipodistrofia acquisita).

La perdita di cellule adipose determina una carenza di leptina, che a sua volta provoca anomalie metaboliche, tra cui una grave resistenza all’insulina, il diabete, l’ipertrigliceridemia e la malattia del fegato grasso (steatosi).

Myalept, autorizzato dalla Fda nel 2014, se preso in aggiunta a una dieta specifica, afferma Amryt, ha dimostrato di migliorare questi parametri metabolici con conseguente riduzione dei livelli di trigliceridi, della glicemia e dell’HbA1C (una misura del controllo del diabete).

Anche la Commissione europea ha autorizzato questo farmaco con il nome di Myalepta nel luglio 2018.

FILSUVEZ, IL FARMACO PER L’EPIDERMOLISI BOLLOSA

Filsuvez è un medicinale usato in Europa negli adulti e nei bambini di età pari o superiore a 6 mesi affetti da epidermolisi bollosa, una malattia ereditaria che rende la cute molto fragile e causa eruzione cutanea grave con vescicole e cicatrizzazione.

L’epidermolisi bollosa, afferma l’Osservatorio Malattie Rare, è una malattia genetica cutanea rara, cronica e dolorosa, che colpisce neonati, bambini e adulti provocando la separazione degli strati cutanei e della superficie degli organi interni. La sua incidenza globale è stimata in circa 1 caso su 20.000 persone: ci sono quindi fino a 30.000 individui affetti negli Stati Uniti e oltre 500.000 in tutto il mondo.

L’esatto meccanismo d’azione, si legge in un documento dell’Agenzia europea per i medicinali (Ema), non è ancora noto. Si ritiene che il principio attivo del medicinale, l’estratto di corteccia di betulla, possa aiutare le cellule che costituiscono lo strato esterno della cute (cheratinociti) a crescere e a migrare verso lo spazio creato dalle ferite, contribuendo in tal modo alla loro guarigione.

Filsuvez ha ricevuto la qualifica di “farmaco orfano” dalla Commissione europea nel febbraio 2011, ora c’è attesa per il raggiungimento di nuovi obiettivi entro dicembre 2024.

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