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Violoncello e arpa a Bologna per ‘Conoscere la Musica’

Il 31 marzo con Roberto Trainini e Emanuela Degli Esposti

(ANSA) – BOLOGNA, 30 MAR – Violoncello e arpa: un connubio musicale molto felice seppur raro in sala di concerto. Si potranno ascoltare domani sera ella Sala Biagi a Bologna per la stagione di “Conoscere la Musica – Mario Pellegrini”, protagonisti il violoncellista Roberto Trainini e l’arpista Emanuela Degli Esposti. Barese, vincitore di molti concorsi internazionali fra cui il Vittorio Veneto nel 1990 e il Lorenzo Perosi di Biella nel 1995, Roberto Trainini vanta un’intensa carriera solistica, cameristica, come primo violoncello in varie orchestre e una notevole discografia. Bolognese, Emanuela Degli Esposti è una delle musiciste più attive sotto le due Torri, con molteplici esperienze sinfoniche in grandi orchestre e nella musica da camera, in particolare accanto all’arpista Ieuan Jones con cui ha fondato il Leonard Harp Quartett. Il programma della serata si apre col dolcissimo Notturno per violoncello e arpa Op. 12 del compositore milanese ottocentesco Fermo Bellini (non parente di Vincenzo), e prosegue con Introduzione, Tema con Variazioni di Bravura sulla preghiera “Dal tuo stellato soglio” dal Mosè di Rossini di Niccolò Paganini, nella rielaborazione per violoncello e pianoforte di Luigi Silva. A seguire un felice brano cameristico di Johann Strauss figlio, il quale oltre ad essere il re del Valzer e dell’operetta viennese, ha scritto notevolissimi fogli d’album fra cui la struggente Romanza n. 1 in re minore “Une Pensée” (Un pensiero). Segue l’impegnativa Sonata per violoncello e arpa Op. 208 di Mario Castelnuovo-Tedesco, scritta nel 1967, un anno prima della morte dell’autore. E ancora il brano Fratres del compositore estone Arvo Pärt, il più autorevole esponente della corrente compositiva del minimalismo mistico, e in conclusione Quattro Canciones di Manuel De Falla dalla Suite Popoulaire Espagnole, scritte a Parigi tra il 1913 e il 1914, con spunti dalla Murcia (Seguidilla), dalle Asturie (Asturiana) e dall’Aragona (Jota) che si uniscono e succedono a moduli tematici tipicamente andalusi. (ANSA).

   

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