È in atto un vero e proprio scontro tra i titani del vaccino anti-Covid. Moderna, azienda farmaceutica del Massachusetts che con l’affare dei vaccini ha visto esplodere il suo titolo in borsa, chiudendo il 2021 con un fatturato stellare di circa 35 miliardi di euro, ha intentato due cause a Pfizer e a Biontech, azienda tedesca che ha realizzato, insieme al colosso americano, la tecnologia vaccinale vera e propria.

Ed è esattamente su questo aspetto che è scaturita la richiesta di giudizio di Moderna, coinvolgendo il tribunale distrettuale degli Stati Uniti per il distretto del Massachusetts e il tribunale regionale di Dusseldorf in Germania. In merito a quanto si legge in un comunicato, Moderna ritiene che il vaccino covid-19 di Pfizer e Biontech, Comirnaty, violi i brevetti che la stessa società ha depositato tra il 2010 e il 2016 sulla tecnologia basata sull’ mRna.

“Questa tecnologia rivoluzionaria è stata fondamentale per lo sviluppo del vaccino mRna covid-19 di Moderna, spikevax – si legge nel testo -. Pfizer e Biontech hanno copiato questa tecnologia, senza il permesso di Moderna, per realizzare comirnaty”. “Stiamo intentando queste cause per proteggere l’innovativa piattaforma tecnologica mRna che abbiamo creato e su cui abbiamo investito miliardi di dollari durante il decennio precedente la pandemia – ha affermato Stèphane Bancel, amministratore delegato di Moderna – questa piattaforma fondamentale, che abbiamo iniziato a costruire nel 2010, insieme al nostro lavoro brevettato sui coronavirus nel 2015 e nel 2016, ci ha permesso di produrre un vaccino covid-19 sicuro e altamente efficace in tempi record dopo lo scoppio della pandemia. Mentre lavoriamo per combattere le sfide sanitarie che vanno avanti, Moderna sta utilizzando la nostra piattaforma tecnologica mRna per sviluppare medicinali in grado di curare e prevenire malattie infettive come l’influenza e l’hiv, nonché malattie autoimmuni e cardiovascolari e forme rare di cancro”.

E in relazione alla iniziativa a scoppio ritardato, visto che il vaccino Pfizer è in distribuzione da quasi due anni, i vertici di Moderna hanno dichiarato che “coerentemente con il loro impegno per un accesso globale equo ai vaccini, nell’ottobre 2020 Moderna si è impegnata a non far valere i suoi brevetti relativi al covid-19 mentre era in corso la pandemia. Ma ora che siamo entrati in una nuova fase – prosegue il comunicato – in cui la fornitura di vaccini non rappresenta più una barriera all’accesso in molte parti del mondo, ci aspettavamo che aziende come Pfizer e Biontech rispettassero i nostri diritti di proprietà intellettuale ed eravamo pronti a considerare ‘una licenza commercialmente ragionevole’ qualora venisse richiesta per gli altri mercati”.

Insomma, per farla breve, l’impressione che a tutta prima si ricava su questo scontro tra i due colossi farmaceutici è quello di una lotta all’ultimo sangue per spartirsi ciò che resta di una torta economica che si sta rapidamente restringendo. Una lotta che Moderna infarcisce di nobili e altruistiche intenzioni ma che, a parere di un modesto profano, sembra nascondere il tentativo di monopolizzare una tecnologia innovativa che potrebbe essere utilizzata per altre campagne sanitarie di massa in previsione di ulteriori pandemie a bassa letalità ed alta remuneratività vaccinale. Chi vuol capire capisca.

Claudio Romiti, 26 agosto 2022