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Ucciso nel bolognese: famiglia ‘non ha potuto difendersi’

L’avvocato, ‘Non ha partecipato a nessuna colluttazione’

“Alla luce delle molteplici notizie apparse sulla stampa e sui social in merito alla morte di Fabio Cappai, la famiglia desidera precisare che dagli elementi in proprio possesso è dato escludere, nel modo più assoluto, che Fabio abbia partecipato attivamente a qualsivoglia colluttazione”. Lo dice l’avvocato Daniela Mascherini che assiste i familiari di Fabio Cappai 23enne ucciso nella notte tra il 15 e il 16 luglio a Castel del Rio (Bologna) sull’Appennino imolese da un ragazzo di 16 anni attualmente nel carcere minorile.

    “Fabio – dice l’avvocato – è stato brutalmente ucciso senza nemmeno avere il tempo e il modo di difendersi. In questa fase non è possibile dire altro. In riferimento alle dichiarazioni rilasciate dalla difesa dell’imputato si rileva che, allo stato, sulla base di quanto risulta alla famiglia, l’indagato non sta affatto contribuendo ad una piena ricostruzione dei fatti per come effettivamente accaduti. Non è in discussione la libertà dell’indagato di difendersi come meglio crede; ciò che non convince è che si voglia far passare l’idea che vi sia la più ampia collaborazione quando in realtà molti aspetti di questo omicidio restano ancora da chiarire”.

    “Un ragazzo di 23 anni è stato ucciso, la sua vita, le sue aspirazioni… tutto svanito, la sua famiglia distrutta dal dolore con negli occhi immagini che non potranno essere mai cancellate. La famiglia, chiusa nel proprio immenso dolore, ripone piena fiducia nell’operato della Procura augurandosi che presto venga fatta chiarezza e vengano individuate le responsabilità di tutti i soggetti coinvolti”, aggiunge l’avvocato Mascherini. (ANSA).

   

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