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Uccise il patrigno servendogli piatto di pasta avvelenato: per i Giudici l'assassino è un “lucido manipolatore” – RavennaNotizie.it

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Il 31 maggio scorso i giudici hanno condannato a 30 anni di reclusione il 20enne faentino Alessandro Leon Asoli, accusato di aver ucciso il patrigno (Loreno Grimandi) nell’aprile del 2021 avvelenandolo con un piatto di pasta, tentando di avvelenare anche la madre con la medesima modalità. Secondo i giudici “il delitto di Ceretolo” è stato pianificato lucidamente dal 20enne.

Il patrigno di Alessandro Leon, 57enne, è deceduto mangiando un piatto di penne al salmone avvelenate con nitrito di sodio. Il ragazzo ha tentato di eliminare la madre Monica Marchioni con le stesse modalità utilizzate nei confronti del 57enne.

Secondo quanto riportato dalla stampa l’imputato si sarebbe dapprima informato sul web per poi acquistare il nitrito e i bulbi di Gloriosa Superba, una pianta tossica. I magistrati descrivono la sequenza dell’omicidio come quella di un film dell’orrore. Un dramma lungo e molto doloroso.

La pm Rossella Poggioli aveva chiesto l’ergastolo per l’omicidio e 18 anni per il secondo delitto imputato al ragazzo.

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