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Tutti i no di Fratoianni: da Finlandia e Svezia nella Nato alle armi in Ucraina

L’ultimo voto è contrario. Ieri alla Camera, Sinistra italiana si è schierata in opposizione alla richiesta di adesione alla Nato di Svezia e Finlandia a seguito dell’invasione russa. Nicola Fratoianni, d’altronde, aveva già commentato quest’accordo in netto dissenso alla posizione del governo Draghi, sottolineando che “il popolo curdo è stato venduto al dittatore Erdogan”. Il riferimento è all’accordo firmato con la Turchia in cambio del suo via libera all’ingresso nell’Alleanza altantica dei due paesi nordici, dove risiedono rifugiati politici curdi. 

 

Ma quello di ieri non è il primo voto in contrasto al programma del governo di cui il Partito democratico è stato azionista Fratoianni oppositore. All’agenda politica di Draghi, il leader di Sinistra italiana ha contrapposto “l’agenda Greta”, fatta di lotta al nucleare – sul quale il nuovo alleato dei dem,Carlo Calenda, spinge da tempo – e contrarietà al rigassificatore di Piombino, sul quale il governo punta per garantire la sicurezza energetica del paese. Un piano politico che riconduce all’alleanza con i Verdi e al distacco con tutti i partiti vicini all’esperienza di governo. A rimarcare la lontananza c’è inoltre la storica battaglia in favore della redistribuzione della ricchezza e dell’introduzione di una tassa sui patrimoni.

 

I temi divisivi non finiscono qui. C’è il rifiuto all’aumento della spesa militare e alla consegna di armi all’Ucraina, per le quali l’esecutivo italiano si è impegnato dall’inizio del conflitto, tanto che lo scorso giugno il presidente del Consiglio Draghi ha affermato: “Chi è contro l’invio di armi vuole che l’Ucraina si sottometta alla Russia”.

 

La recente trattativa con il Pd per valutare una coalizione in vista delle elezioni non ha ammorbidito le posizioni del leader di Sinistra Italiana. Tanto più ora che nell’alleanza è subentrato il gruppo Azione +Europa. “Se per un’intesa devo accettare rigassificatore di Piombino e armi all’Ucraina, allora arrivederci”, ha detto oggi Fratoianni in un’intervista alla Stampa. E ancora: “Se c’è l’agenda Draghi, non ci sono io. Non farò mai campagna elettorale parlando bene del governo di cui sono stato opposizione”. Posizioni difficilmente conciliabili con il contenitore politico che si sta delineando intorno al Pd, ma che forse potrebbero trovare una sponda nel Movimento 5 stelle. E d’altra parte nella stessa intervista Fratoianni ammette: “Il dialogo con i Cinque stelle va riaperto”. Il polo dei delusi dal governo Draghi.

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