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Tutte le ultime baruffe fra centrodestra e centrosinistra

Temi e toni polemici fra centrodestra e centrosinistra. Ecco le ultime novità. La nota di Paola Sacchi

Silvio Berlusconi all’uscita dalla partita del suo Monza, non andata bene, accompagnato da Licia Ronzulli e Marta Fascina, va giù duro con il centrosinistra. Dal calcio alla politica: “Dobbiamo restare in serie A, le guerre vanno combattute tutte. Sono pronto a fare le Olimpiadi. Se ora vogliamo parlare di politica, penso che questi signori della sinistra siano al di là del bene e del male. Parolai, noi siamo gli uomini del fare. Io sono un imprenditore prima ancora che un politico. Il Pd propone la patrimoniale, esattamente il contrario di quello di cui ha bisogno il Paese. Stiamo proponendo il programma del centrodestra. Dove è necessario che Forza Italia torni il traino. Noi siamo i continuatori della tradizione liberale, cristiana, riformista, europeista, atlantica”. Annuncia: “Lavoriamo per un nuovo miracolo, come quando risalimmo dall’11 al 21 per cento”.

Gli chiedono i giornalisti cosa pensa della “novità di Carlo Calenda: come lei nel “94 ?”. Il Cav taglia corto: “Parliamo di cose serie”. La mattina la dedica alla presentazione dei candidati azzurri a Milano, dopo quella fatta a Roma con Antonio Tajani, il suo numero due, Maurizio Gasparri, Sestino Giacomoni, Annagrazia Calabria e gli altri candidati. Stefania Craxi lo ringrazia perché “il socialismo riformista è una delle radici di Forza Italia”. La Craxi, presidente della commissione Esteri del Senato, poi lancia stoccate a Enrico Letta e Luigi Di Maio, di cui chiede le dimissioni, per le accuse di presunte ingerenze russe che “screditano l’immagine dell’Italia”.

La giornata è dominata dall’emergenza energetica, acuita dal massimo storico toccato dal prezzo del gas, e dalle proposte dei partiti. E dire che un po’ curiosamente la mattina era iniziata sui social con la nuova campagna rosso-nero del Pd  stavolta con un post ironico, “con pancetta o con guanciale (questo in rosso, quindi il preferito), però sfortunato perché non cade nel momento più adatto.

Matteo Salvini di buon mattino fa telefonate urgenti con rappresentanti di Comuni, Regioni, governo e istituzioni europee sul dossier energia, “argomento che la Lega aveva sollevato per prima già diversi mesi fa parlando del caro bollette come emergenza nazionale”. Poi, videoconferenza con Giancarlo Giorgetti e Federico Freni, i senatori Alberto Bagnai e Paolo Arrigoni, l’europarlamentare Marco Zanni. Tra le proposte che la Lega formulerà a Draghi, “in attesa di un eventuale e fortemente richiesto scostamento di bilancio, che si auspica sarà realizzato dal nuovo governo di centrodestra”: tassazione degli extra profitti, proroga immediata degli sconti su carburanti e bollette in scadenza a settembre, semplificazione e maggiore informazione su tutti gli strumenti già attivi per ottenere sconti e dilazione dei pagamenti a vantaggio delle famiglie. Salvini chiede il via libera al nucleare, potenziamento e costruzione di nuovi termovalorizzatori, revisione delle politiche europee su Green Deal, “ma soprattutto un PNRR sull’energia da almeno 30 miliardi, in accordo con l’Europa”. Le proposte vedono compatto il centrodestra. Giorgia Meloni: “No a pregiudizi contro il nucleare, io sono per un mix energetico”.

Il segretario del Pd, dal canto suo, torna a proporre oltre al tetto al prezzo del gas, “il raddoppio immediato del credito d’imposta per le imprese, un piano risparmio energetico”. Sottolinea Letta: “Questo per noi è un impegno prioritario. La scelta di Putin sta mettendo in ginocchio le nostre economie”. Ma le proposte divergono tra gli schieramenti. Berlusconi pure sull’energia attacca: “Bisogna dare avvio a tutte quelle iniziative, compreso il nucleare, che la sinistra ha irresponsabilmente bloccato per anni”. Salvini gli fa eco: “Chi dice no a gas e nucleare è irresponsabile”. Calenda torna a proporre di sospendere la campagna elettorale “per un giorno” e invita tutte le forze politiche a sedersi a un tavolo: si rischia lo tsunami energetico”.

Si discute anche di premiership nel centrodestra. “Se vincesse il centrodestra e ci fosse l’affermazione di Fdi non ho ragione di credere che Mattarella possa assumere una scelta diversa rispetto alla mia indicazione”, dice la presidente di Fratelli d’Italia, il partito dato in testa dai sondaggi, che propone anche l’introduzione a regime del quoziente familiare, “più è numerosa la famiglia meno tasse si pagano”. Il vicepresidente e coordinatore di FI, Tajani ricorda quanto è stato sottoscritto dal centrodestra: “Non abbiamo pregiudizi nei confronti di chicchessia: ci siamo dati la regola che chi avrà più voti indicherà un nome al Capo dello Stato. Poi toccherà a lui nominare il Presidente del Consiglio. Se toccherà a Giorgia Meloni saremo felici di sostenerla”.

La competiton interna è aperta, ma nell’ambito di regole comuni che tutti i partiti hanno sottoscritto dopo il vertice clou a Montecitorio di fine luglio. È scritto nella nota unitaria:” La coalizione proporrà quale premier l’esponente indicato da chi avrà preso più voti”. “Da chi”, è scritto. Non dal partito. Per cui, se ad esempio FI e Lega prendessero insieme più voti, oltre che naturalmente singolarmente, potrebbero anche loro proporre il premier. Sempre che vinca ovviamente il centrodestra.

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