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Tutte le sfide della scuola: covid, contratti e assunzioni

Ecco le sfide della scuola italiana: il ritorno a una “normalità vigilata”, le assunzioni dei docenti e il rinnovo del contratto

Dopo due anni di gestione straordinaria dettata dalla pandemia da Covid 19 la scuola italiana prova a tornare a una “normale amministrazione”. La libertà di azione di alunni, docenti e personale scolastico sarà, in ogni caso, bilanciata dalla necessità di restare vigili circa la recrudescenza dell’epidemia.

La gestione post-pandemica non è l’unica sfida che la scuola italiana deve affrontare. Resta da risolvere il nodo delle assunzioni, della sicurezza e il rinnovo del contratto dei docenti.

UN ESPERIMENTO DI NORMALITÀ A SCUOLA

“Abbiamo deciso di togliere la mascherina a scuola e ora vediamo cosa succede, è una sorta di esperimento che però richiede tra 20 giorni una verifica sul piano epidemiologico”. A parlare così è Massimo Ciccozzi, responsabile dell’Unità di Statistica medica ed Epidemiologia della Facoltà di Medicina e Chirurgia del Campus Bio-Medico di Roma. “Ricordiamoci che il problema non sono i ragazzi ma il fatto che a casa possono avere familiari fragili e nonni molto anziani aggiunge il prof. Ciccozzi -. Saranno anche tutti vaccinati ma un certo grado di rischio rimane”.

LE SCUOLE SI PREPARANO AD AFFRONTARE IL COVID

Le regole quest’anno saranno a scuola diverse da quelle degli ultimi due anni scolastici. “Sebbene la situazione epidemiologica sia diversa da quella del 2021 e si caratterizzi attualmente per un impatto clinico dell’epidemia contenuto, attribuibile all’aumento progressivo dell’immunità indotta da vaccinazione/pregressa infezione oltre che alle caratteristiche della variante Omicron, non è possibile prevedere quale sarà la situazione alla ripresa delle attività scolastiche; pertanto non è possibile decidere fin d’ora se e quali misure implementare – si legge nel testo del Ministero della Salute e il Ministero dell’Istruzione -. È necessario tenere conto della possibilità di variazioni del contesto epidemiologico e attuare un’azione di preparedness e readiness che possa garantire la risposta degli Istituti Scolastici ad un eventuale aumento della circolazione virale o alla comparsa di nuove varianti in grado di determinare un aumento di forme gravi di malattia, in assenza di vaccini che possano mitigarne l’impatto”.

LE REGOLE DELL’ANNO SCOLASTICO 2022/2023

Si potrà andare anche se raffreddati ma i sintomi respiratori devono essere di lieve entità. In caso di raffreddamento sarà obbligatorio indossare la mascherina Ffp2. Le mascherine non sono più obbligatorie per tutti ma solo per gli alunni e per tutto il personale fragile in possesso della certificazione necessaria. Per chi è in classe a garantire il ricambio dell’aria ci penseranno le finestre sempre aperte. Se ci dovessero essere casi di positività in classe scatterebbe nuovamente l’obbligo di Ffp2 come misura preventiva. Tra le altre indicazioni delle linee guida del ministero si trovano:

  • Sanificazione ordinaria (periodica) e straordinaria in presenza di uno o più casi confermati
  • Strumenti per gestione casi sospetti/confermati e contatti
  • Distanziamento di almeno 1 m (ove le condizioni logistiche e strutturali lo consentano)
  • Precauzioni nei momenti a rischio di aggregazione
  • Aumento frequenza sanificazione periodica
  • Gestione di attività extracurriculari, laboratori, garantendo l’attuazione di misure di prevenzione
  • Concessione palestre/locali a terzi con obbligo di sanificazione
  • Somministrazione dei pasti nelle mense con turnazione
  • Consumo delle merende al banco

BASTA DAD IN OGNI CASO

L’indicazione più importante che arriva dal Ministero dell’istruzione è che è finito il tempo della Dad che non sarà un’opzione neanche per gli studenti positivi. “Consentire la frequenza scolastica è prioritario – dice Valentina Grimaldi, pediatra di famiglia-psicoterapeuta, consigliera Omceo Roma – perché questi due anni in cui i ragazzi hanno seguito le lezioni a distanza, non hanno avuto contatti con i coetanei e hanno perso tanti momenti di socialità, hanno creato una serie di problemi dal punto di vista comportamentale, relazionale e di crescita. Ora l’orientamento di favorire il ritorno in presenza mi sembra quello giusto”.

IL RINNOVO DEL CONTRATTO DI DOCENTI E PERSONALE SCOLASTICO

Il prossimo Governo dovrà occuparsi di sciogliere il nodo del rinnovo del contratto di docenti e personale scolastico. La Legge di Bilancio che il prossimo esecutivo dovrà varare sarà almeno di 25 miliardi e dovrà contenere anche i costi per il rinnovo del contratto per il personale della scuola. I docenti dovrebbero vedere in busta paga un aumento medio di 123 euro lordi al mese, quindi poco più di 50 netti, per 13 mensilità (21 euro provengono dal MOF per contrattazione integrativa e quindi non per tutti gli insegnanti). Il personale ATA, invece, dovrebbe avere un aumento di 75 euro + 9,79 per l’ordinamento professionale + 3,91 nel MOF per contrattazione integrativa, per un totale circa di 90 euro.

IL CALENDARIO DELLE RIAPERTURE DELLA SCUOLA

Il 5 settembre è suonata la campanella per gli studenti dell’Alto Adige, i primi a tornare nelle aule. Lunedì prossimo, il 12 settembre, toccherà a quelli abruzzesi, di Basilicata, Friuli Venezia Giulia, Trentino, Piemonte, Veneto e Lombardia. Il giorno dopo, il 13 settembre sarà la volta dei ragazzi campani, mentre per gli studenti calabresi, liguri, di Marche, Puglia, Sardegna, Umbria e Molise la campanella suonerà il 14 settembre. Il giorno dopo tornano tra i banchi gli studenti di Lazio, Emilia Romagna e Toscana. Gli ultimi a rientrare in classe, il prossimo 19 settembre, saranno i ragazzi e le ragazze di Sicilia e Valle d’Aosta.

MINISTRO BIANCHI: “AVREMO TUTTI GLI INSEGNANTI AL LORO POSTO”

Il ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi, dopo le chiusure dovute alla pandemia ha rifiutato con forza l’ipotesi di ricorrere alla Dad anche come opzione per ridurre i consumi in conseguenza del caro energia. “L’Esecutivo non ha mai parlato della possibilità di fare un giorno in Dad per via del caro energia – ha detto il ministro Bianchi -. In ogni caso la mia posizione è chiarissima. Di fronte ai problemi che abbiamo e che tutti conosciamo, la scuola deve essere l’ultima a essere toccata”. Il ministro ha assicurato che non vi saranno lacune di organico e che “avremo tutti gli insegnanti al loro posto”.

ALLARME DEI SINDACATI: “MANCANO 200MILA DOCENTI A SCUOLA”

sindacati della scuola, però, condividono la preoccupazione circa la scarsità di insegnanti. A fronte di liste di supplenti in attesa di essere contattati si rileva “una carenza sulla copertura dei posti vacanti dei docenti, le cattedre in alcuni casi verranno coperte sotto al 50% rispetto alle disponibilità offerte dal ministero dell’Economia e bisognerà ricorrere a contratti a tempo determinato”, dice Ivana Barbacci, segretaria della Cisl Scuola. Dello stesso avviso anche la Flc CGIL, Snals Confsal, Uil Scuola e ANP. “È sicuramente un anno che affrontiamo con maggiore positività rispetto agli ultimi anni trascorsi ma rimangono tanti problemi: mancano anche i dirigenti scolastici, i cui gli organici sono sottodimensionati per motivazioni economiche”, ha detto Cristina Costarelli, presidente ANP regionale. “Si parte con il piede sbagliato – ha dichiarato Giuseppe D’Aprile, a capo della Uil Scuola -. Nulla di diverso rispetto agli altri anni. Nessuna concessione relativa all’organico di fatto aggiuntivo rispetto allo scorso anno, le graduatorie Gps sono piene di errori e il contratto di lavoro non è stato rinnovato”. Francesco Sinopoli, della Flc CGIL, ricorda le carenze di organico: “migliaia di precari, 150mila, tante cattedre vuote e tanti che mancano nelle segreterie, gli addetti tecnici, il personale Ata. Serviva l’organico Covid ma non è stato rinnovato: è una enorme responsabilità che porta il governo Draghi”. La situazione rischia di essere aggravata dalla crisi energetica. “Diventa indispensabile potenziare, rendendolo gratuito per alunni e personale il trasporto pubblico locale che resta uno dei fattori più importanti per garantire il rientro a scuola in sicurezza”, commenta all’ANSA Elvira Serafini dello Snals.

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