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Tutte le mosse straordinarie di Biden sul petrolio

Biden ha annunciato ieri il rilascio di 180 milioni di barili di petrolio dalla riserva strategica degli Stati Uniti, il più grande di sempre. E sta spingendo le aziende a produrre di più. Tutti i dettagli

 

Giovedì il presidente americano Joe Biden ha annunciato il più grande rilascio di petrolio di sempre dalla riserva strategica degli Stati Uniti, oltre ad aver spronato le società petrolifere nazionali ad aumentare la produzione di greggio.

L’OBIETTIVO

L’obiettivo è far abbassare i prezzi della benzina e del gasolio, cresciuti molto dall’inizio dell’invasione russa dell’Ucraina, e contenere la crescita dell’inflazione. È una necessità non solo economica ma anche politica ed elettorale, visto che a novembre ci saranno le elezioni di metà mandato e il Partito democratico ha bisogno di mantenere il controllo del Congresso, altrimenti l’agenda della Casa Bianca rischierebbe di venire compromessa.

COSA FARANNO GLI STATI UNITI SUL PETROLIO

A partire da maggio gli Stati Uniti rilasceranno 1 milione di barili di greggio al giorno dalla Riserva strategica di petrolio (è la scorta che il paese mantiene per le emergenze, istituita all’inizio degli anni Settanta), per sei mesi. Biden ha parlato di un “momento di dolore alla pompa [del carburante] per le famiglie americane”, visto il rincaro della benzina. A destare preoccupazione è anche l’aumento del prezzo del gasolio perché, essendo utilizzato dagli agricoltori e dagli spedizionieri, si ripercuoterà sul costo finale di molti prodotti e servizi.

L’APPELLO ALLE SOCIETÀ PETROLIFERE

“È anche un momento di patriottismo”, ha aggiunto il presidente rivolgendosi alle società petrolifere, per chiedere loro di servire i clienti, cioè i cittadini americani, e non gli investitori. Nonostante gli Stati Uniti siano i maggiori produttori di petrolio al mondo, e nonostante i prezzi del greggio siano alti, le aziende del settore non stanno infatti trivellando quanto potrebbero: al contrario, stanno limitando le spese e mantenendo un certo rigore di bilancio in modo da compiacere gli azionisti e distribuire loro ricchi dividendi.

Per provare a forzare le imprese ad accrescere l’output, Biden ha proposto al Congresso di istituire una tassa su tutte quelle aziende che possiedono concessioni di idrocarburi inutilizzate su terreni pubblici.

“Non è questo il momento di sedersi sui profitti record, è il momento di fare un passo avanti per il bene del vostro paese”, ha detto Biden ai dirigenti delle società petrolifere. Significa, tradotto: trivellate.

L’IMPATTO DEL RILASCIO DI BARILI

I 180 milioni di barili che gli Stati Uniti rilasceranno nei prossimi mesi equivalgono – scrive il New York Times – all’1 per cento della domanda petrolifera globale e al 5 per cento di quella americana.

Altro dettaglio rilevante è che si tratta della terza volta che Washington attinge alla Riserva strategica di petrolio negli ultimi sei mesi, riporta Reuters. Il 1 marzo ad esempio, su coordinamento dell’Agenzia internazionale dell’energia, un gruppo di governi ha immesso sul mercato oltre 60 milioni di barili di greggio, prelevandoli dalle rispettive scorte; il contributo americano è stato di circa la metà del totale.

Il volume annunciato da Biden è più che sufficiente a coprire le importazioni petrolifere dalla Russia, bandite nelle scorse settimane (Mosca produce il 10 per cento del greggio al mondo ma non è una fornitrice rilevante per Washington). Non basta affatto però a sostituire i circa 3 milioni di barili giornalieri di petrolio russo che, secondo l’Agenzia internazionale dell’energia, si “perderanno” sul mercato per mancanza di acquirenti, rivoltisi verso altri fornitori.

Per quanto riguarda la benzina, la stima dell’amministrazione Biden dice che il rilascio di petrolio ne favorirà l’abbassamento dei prezzi da 10 ai 35 centesimi: dipenderà se i paesi alleati contribuiranno allo sforzo americano rilasciando barili a loro volta (per 30-50 milioni).

COSA CHIEDONO I PETROLIERI

L’American Petroleum Institute, un gruppo che rappresenta gli interessi delle aziende americane del settore oil & gas, ha detto che l’amministrazione Biden, piuttosto che concentrarsi su misure emergenziali come il rilascio di barili dalle riserve, dovrebbe implementare delle politiche che stimolino la produzione nazionale di idrocarburi attraverso un allentamento delle regole.

DOVE SI TROVA LA RISERVA DI PETROLIO

Le riserve americane di petrolio sono contenute in quattro siti sulla costa del Golfo. Il greggio è stoccato in caverne saline sotterranee. La capacità massima è di 714 milioni di barili.

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Al momento contiene all’incirca 600 milioni di barili, ovvero quanto basta per soddisfare il fabbisogno americano mensile. È in grado di rilasciarne fino a 4,4 milioni al giorno.

La scorta venne istituita dopo la crisi energetica del 1973, quando l’Arabia Saudita e altri importanti produttori mediorientali imposero un embargo petrolifero.

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