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Tecnici di Laboratorio Biomedico sempre più punti di riferimento per ricerca, innovazione e sviluppo.

Tecnici di laboratorio riuniti a Bologna. Fari su ricerca, innovazione e sviluppo nell’interesse ultimo del Cittadino-Assistito.

L’utilizzo dei Tecnici sanitari di laboratorio biomedico (Tslb) in farmacia, l’idoneità professionale al prelievo e l’integrazione della professione all’interno del Comitato per il buon uso del sangue. Infine la collaborazione, con la Federazione nazionale dell’Ordine delle professioni sanitarie, per definire tecnologie, sistemi organizzativi, operativi e il fabbisogno minimo standard di personale tecnico sanitario da impiegare nei servizi di laboratorio previsti nelle nascenti Case e ospedali di Comunità. Sono queste le proposte rilanciate da Saverio Stanziale, presidente nazionale della Commissione d’Albo dei Tecnici sanitari di laboratorio biomedico, che ha aperto stamani la tavola rotonda a margine del primo congresso nazionale della categoria in corso di svolgimento a Bologna, presso l’auditorium dell’Hotel Savoia.

Il Pnrr il tema prescelto per il confronto con le istituzioni e per la valorizzazione dell’area tecnico sanitaria all’interno dei nuovi servizi diagnostici delineatisi dopo la pandemia.

“La medicina e l’assistenza del territorio si è enormemente sviluppata negli ultimi decenni diventando specializzata, in continua evoluzione – ha detto Stanziale – sempre più tecnologica e in costante progresso. Se pensiamo ad un sistema assistenziale più snello, che ottimizzi l’erogazione dei servizi, va capovolta la tradizionale organizzazione ospedaliera. La cura, per rendere più efficiente il Ssn, deve prevedere meccanismi per ottenere prestazioni migliori e più efficaci alla persona a partire dal suo domicilio, in cui le componenti cliniche vengano disgiunte da quelle produttive. Una simile scelta – ha poi aggiunto Stanziale – pone con attenzione un ridimensionamento organizzativo concordato e pianificato che ci permetta di non perdere un grande patrimonio assistenziale come quello territoriale”.

Fari puntati sulla centralità di lavorare in vere equipe multi professionali: “Un patrimonio che la nostra Federazione nazionale e le 19 professioni sanitarie ritengono un bene da proteggere, custodire e valorizzare. Se la Sanità italiana è una delle migliori al mondo – ha aggiunto Stanziale – è grazie anche alle diversità, agli scambi, alla crescita. Se negli ultimi due anni abbiamo dovuto fronteggiare un carico di lavoro eccessivo, una mancanza di crescita e soddisfazione professionale e una vita di fuga, intesa come cambiamento di luogo di lavoro, oggi ha un peso anche la retribuzione economica insoddisfacente rispetto all’impegno, alla fatica quotidiana e alla pandemia da Covid 19 che ci è piovuta addosso”.

Dito puntato sulle opportunità per operatori e pazienti offerte dalle strutture sanitarie intermedie, sulla penuria di professionisti sanitari in special modo personale medico, infermieri e tecnici sanitari (all’appello mancano 2mila tecnici in Italia). C’è dunque bisogno di qualificare i percorsi diagnostici, terapeutici e assistenziali e svilupparli dove c’è maggior bisogno. In pratica far tesoro della pandemia, studiare l’area territoriale, i servizi diagnostici e di cura, tararli sulla base delle situazioni che si vengono a creare, puntando su servizi flessibili.

Il Pnrr? E’ un’opportunità di finanziamenti e progetti ma la sfida è integrare il lavoro di squadra dove tutti i professionisti operano in sinergia esprimendo ciascuno le proprie competenze nel rispetto del proprio ruolo. Una funzione di cura centrata sul cittadino.

“In sintesi – ha concluso Stanziale – il nostro valore aggiunto è la multi professionalità, l’interprofessionalità e la multi disciplinarietà.

L’esito della tavola rotonda.

Alla tavola rotonda di stamani, hanno partecipato la senatrice Paola Boldrini che recentemente a presentato il DDL sulla riforma della formazione specialistica universitaria delle professioni sanitarie; Vito De Filippo, Stefano Lorusso responsabile in seno al ministero dell’attuazione del Pnrr.

Un dibattito fitto di interventi e spunti di riflessioni andato avanti con i contributi di Francesco Gabrielli direttore del Centro nazionale per la Telemedicina e le nuove tecnologie assistenziali dell’Istituto Superiore della Sanità, Lorena Martini Direttore UOC Formazione ECM Agenas e il dr. Saverio Proia già consulente del Ministero della Salute. In teleconferenza sono poi intervenuti Andrea Belardinelli responsabile di settore Sanità digitale e innovazione, regione Toscana, Gerardo Ferrara Direttore UOC Anatomia patologica ospedale di Macerata dell’Asur Marche, Massimo Mazzieri direttore professioni sanitarie area tecnico sanitarie Asur Marche e consulente della federazione per la dirigenza, Alessandro Beux componente del Comitato centrale della Federazione degli Ordini delle professioni sanitarie Tsrm Pstrp.

A chiudere la sessione Tersa Calancra presidente della Federazione nazionale degli Ordini delle professioni sanitarie.

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