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Super OSS in Veneto: la Regione riapre le trattative con gli OPI per sostituire Infermieri e OSS mancanti.

In Veneto si torna a parlare di Super-OSS. L’assessore Lanzarin ne è convinta: “potrebbero sostituire Infermieri ed OSS mancanti e garantire la continuità assistenziale”.

L’assessore regionale alla sanità Manuela Lanzarin (LEGA), braccio destro del Governatore Luca Zaia, riapre le trattative con gli Ordini delle Professioni Infermieristiche sull’Operatore Socio Sanitario con Funzioni Complementari, meglio conosciuto con il nome di Super-OSS. L’obiettivo è sempre lo stesso: trovare un accordo per combattere la carena di personale infermieristico e di OSS di base.

Il Super-OSS, sotto la supervisione dell’Infermiere, secondo le volontà di Lanzarin, che continua ad avere le pesanti pressioni di RSA, RSSA, Case di Riposo e Aziende Servizi alla Persona, potrà occuparsi di manovre e di mansioni di matrice infermieristica, oltre a tutto ciò che è già sancito nel Profilo dell’Operatore Socio Sanitario.

Per cui sempre secondo le idee della Leghista potrà somministrare la terapia, gestire le medicazioni, gestire le nutrizioni enterali, gestire i cateteri vescicali e via discorrendo. Tutto sotto l’attenta supervisione dell’Infermiere.

All’uopo la Lanzarin sta proponendo da tempo, anche attraverso una apposita Delibera regionale poi bocciata dal tribunale, di creare una sorta di mini-Infermieri che con specifiche mansioni tecniche sono in grado di prestare assistenza in maniera più professionale.

Insomma, la carenza di Infermieri, che per giunta sono laureati, si potrebbe bypassare a suo dire con un corso complementare di qualche centinaia di ore. Tale ipotesi è contestata da tutti, anche dalla stragrande maggioranza delle organizzazioni OSS, che chiedono una riforma seria della formazione di base e di quella post-base, univoca a livello nazionale e con adeguati riconoscimenti delle competenze e delle spettanze stipendiali.

Sulla questione sia gli OPI che la Federazione Nazionale Ordini Professioni Infermieristiche (FNOPI) hanno ribadito da tempo il loro no. Invece di sostituire gli Infermieri mancanti con mini-Infermieri meglio trovare una soluzione differente alle carenze, magari riorganizzando l’assistenza in queste strutture e dando più potere manageriale proprio agli che vi lavorano, che hanno capacità incredibili utilizzate solo all’1%.

Vedremo cosa accadrà, intanto la Lanzarin è tornata all’attacco e per ora, complice anche una Pandemia non ancora terminata, vuole averla vinta a tutti i costi. Sembra quasi che quella del Super-OSS sia diventata anche una mission politica, che ne va della sua credibilità all’interno di una Regione Veneto che pensa più agli introiti economici e al risparmio che alla tutela della salute della popolazione più fragile, ovvero anziani e diversamente abili.

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