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Sulla guerra in Ucraina Beppe Grillo rilancia la visione cinese

Grillo batte un colpo sulla guerra in Ucraina. Il fondatore del Movimento 5 stelle ha rilanciato su Twitter un articolo apparso sul blog che porta il suo nome. L’editoriale porta la firma di Fabio Massimo Parenti, professore alla China Foreign Affairs University e assiduo retweettatore del filocinese Petrocelli, e si intitola Il ruolo della Cina nella crisi Russo-Ucraina. L’articolo spiega come oggi “non abbiamo altra strada se non impegnarci ogni giorno nella costruzione dell’unità del genere umano nel pieno rispetto della diversità dei popoli”, un obiettivo per cui dobbiamo ispirarci alle mosse della Repubblica popolare cinese, che “sembra fornirci un approccio unico ed efficace per costruire la pace, agendo da stabilizzatore per le relazioni internazionali”. La Cina sarebbe poi “artefice di una globalizzazione inclusiva” a differenza delle potenze occidentali, che non esitano a servirsi di “guerre di invasione, guerre per procura, cambiamenti di regime (cioè, colpi di stato), ecc.”, muovendo ad arte “minoranze, gruppi di estremisti, terroristi, usati alla bisogna”. Insomma, una versione analoga a quella dei propagandisti di Pechino.

 

In oltre due mesi di guerra si tratta del primo contenuto che Beppe Grillo dedica alla crisi, nonostante sul suo profilo abbia pubblicato più di 20 articoli sui temi più disparati (energie rinnovabili, innovazione, agricoltura, ecc.). Lo stesso giorno un altro articolo, sempre sul blog del patron grillino, riportava uno stralcio del libro Salva la terra che descriveva la bontà del modello Costa Rica. La piccola nazione centroamericana sarebbe l’unica al mondo ad aver dismesso le forze militari per dedicare fondi “all’istruzione e alla sanità” e ad impegnarsi per risolvere le proprie dispute territoriali senza armi. Un sogno che la “violenza economica” delle istituzioni internazionali come il Fmi minaccerebbe di distruggere. Un evidente appello al pacifismo e un’altrettanto evidente critica al riarmo e al supporto militare a Kyiv – a cui i suoi remano contro da settimane in Parlamento.

 

Un commento tardivo quello del fondatore, che arriva solo dopo che Grillo ha raggiunto un importante accordo con la direzione grillina. Il Movimento 5 stelle ha accettato di pagare l’ex comico circa 300 mila euro all’anno per i suoi servizi di “supporto nella comunicazione con l’ideazione di campagne, promozione di strategie digitali, produzione video, organizzazione eventi, produzione di materiali audiovisivi per attività didattica della Scuola di formazione del Movimento, campagne elettorali e varie iniziative politiche”. A questi compiti si aggiungono anche “la promozione delle attività del Movimento all’estero attraverso la partecipazione a convegni, giornate di studio, incontri con personalità scientifiche e istituzionali”. E a quale estero guardi con più attenzione Grillo possiamo immaginarlo.

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