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Striscia la Notizia, attenzione a quel call center: Max Laudadio segnala lo strano comportamento di alcuni centralinisti

L’ultimo servizio di Max Laudadio, inviato di Striscia la Notizia, ha fatto luce sullo strano comportamento dei dipendenti di un call center

Max Laudadio, noto inviato di Striscia la Notizia, ha realizzato un servizio, andato in onda ieri sera, nel corso della messa in onda della puntata quotidiana del noto show Mediaset, che potrebbe interessarvi. Il conduttore e attore teatrale toscano ha parlato di un call center molto particolare, che, secondo le segnalazioni ricevute da numerosi telespettatori, avrebbe causato fastidi non indifferenti ad alcuni lavoratori. Tali fastidi avrebbero avuto origine dalle ‘tecniche di vendita un po’ particolari‘ di quest’ultimo.

Secondo quanto dichiarato dall’inviato del tg satirico ideato da Antonio Ricci, il call center opererebbe per una società molto conosciuta. “Propone soluzioni di comunicazione per le aziende, attraverso la presenza in appositi elenchi cartacei, oppure l’offerta di servizi digitali sul web” ha detto il noto personaggio televisivo. L’inviato ha fatto ascoltare ai telespettatori una telefonata registrata, tra un ex cliente del call center e una centralinista, che ha colpito molto chi ha seguito il programma. Nella telefonata, l’ex cliente ha spiegato alla centralinista di aver fatto disdetta due anni prima, ma ha dichiarato di aver ricevuto ancora le richieste di pagamento del servizio web.

Striscia la Notizia: il servizio di Max Laudadio

Voi due anni fa avete mandato la PEC per la disdetta sulla parte cartacea, ma per la parte web no. Siete ancora presenti!” ha segnalato la centralinista. Eppure, il cliente ha dichiarato di non aver specificato che la disdetta era solo per il servizio cartaceo, ma di averla inviata per tutti i servizi. “Sembrerebbe che questo operatore tenti di convincere l’ex cliente del fatto che il suo contratto sia ancora in essere per la parte online, nonostante la disdetta fatta. Ma sarà davvero così?” ha chiesto Laudadio.

A dare la risposta, è stato l’Avvocato Luca Scarnato, il quale ha spiegato che “in caso di risoluzione del contratto per tempestivo esercizio del diritto di recesso da parte del cliente, il contratto si risolve definitivamente e vengono meno le reciproche obbligazioni, sia dei servizi di inserzione su elenchi cartacei, sia dei servizi di pubblicazione sul web“. Eppure, questo modus operandi, ha spiegato l’inviato, sembrerebbe essere adottato anche da altri centralinisti. Fin quando, ha aggiunto, qualcuno non si esaspera, dichiarando di non voler pagare 400 euro per questo tipo di servizio.

Il modus operandi dei centralinisti del call center

Gli operatori, ha detto Laudadio, avrebbero cercato di convincere i clienti a restare, sempre con la ‘stessa storia‘, come da lui definita, della permanenza sugli elenchi web. L’inviato ha, inoltre, fatto ascoltare un’altra telefonata di un cliente con un contratto ancora attivo, durante la quale un’operatrice avrebbe segnalato che i costi del contratto sarebbero aumentati a causa…di ‘Google’! “Google, secondo la signora, avrebbe aumentato i suoi prezzi e questi ricadrebbero sul cliente” ha detto Laudadio. E si tratta di aumenti di centinaia di euro che, secondo il cliente che aveva telefonato, non sono segnalati sul contratto.

Interpellati da Laudadio, i dipendenti di Google hanno spiegato che “il Profilo dell’attività su Google (Business Profile) è uno strumento senza costi, che permette alle aziende di tutto il mondo di far conoscere la propria attività online […] chiaramente, le aziende che lo desiderano, di affidare a una terza parte la gestione del proprio Profilo dell’attività; tale gestione è un servizio, ulteriore rispetto a quelli offerti da Google, che può essere remunerato, secondo gli accordi tra le parti. Tali terze parti, tuttavia, non possono ovviamente rendere dichiarazioni che non corrispondono al vero rispetto ai servizi forniti da Google“. Praticamente, come detto dall’inviato, “Google non chiede soldi, ma è la terza parte che potrebbe farlo, ma senza scaricare la colpa su Google“. Cosa che, invece, non si è verificata nel corso della suddetta telefonata.

Striscia la Notizia: la conclusione del servizio di Max Laudadio

Anzi: l’operatrice avrebbe, addirittura, minacciato il cliente di fargli perdere il profilo, che è da considerarsi una pratica scorretta. Per questo motivo, la Responsabile della sopracitata Società di Comunicazione, interpellata da Laudadio, ha dichiarato che “chiamate di questo tipo non ci devono essere“. Ha, inoltre, promesso che si interverrà nei confronti dei fornitori esterni, che entrano in contatto diretto con i clienti della società, perché pretendono da loro “trasparenza e correttezza nei confronti dei clienti“. Come avevamo segnalato nel primo paragrafo, il call center in questione opera per la società, ma come terza parte.

Laudadio ha, poi, parlato con il responsabile del Call Center, e gli ha segnalato il problema. “Non so cosa dire, onestamente, cercheremo di fare l’impossibile perché ciò non accada più” ha promesso quest’ultimo. Speriamo che tali problemi non si verifichino ancora.

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