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Stretto di Messina, ma quanto sono alti i prezzi di Caronte & Tourist?! Multa Agcm

Perché l’Autorità Antitrust ha comminato una multa di oltre 3,7 milioni di euro a Caronte & Tourist, storica società privata di trasporto marittimo attiva sullo Stretto di Messina

 

Chi ha avuto la fortuna di recarsi in Sicilia non può non aver notato che la maniera più semplice per spostarsi da Villa San Giovanni a Messina è affidarsi a un traghetto della Caronte & Tourist. Secondo l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM) la società che solca lo Stretto di Messina trasportando passeggeri con auto al seguito occupa una posizione di assoluta dominanza che ha sfruttato per applicare prezzi ingiustificatamente gravosi per i consumatori. Per questo l’Agenzia ha comminato alla C&T una sanzione di oltre 3,7 milioni di euro.

La Caronte & Tourist

La Caronte & Tourist S.p.A. è la storica società privata di trasporto marittimo attiva sullo Stretto di Messina, nata dalla fusione tra Caronte S.r.l. e Tourist Ferry Boat S.p.A.. La società offre servizio di traghettamento di passeggeri, con e senza auto al seguito, e di automezzi commerciali, sulle rotte Villa San Giovanni/Messina-Rada San Francesco e Villa San Giovanni/Messina- Tremestieri. La società è attiva anche, direttamente o tramite controllate, sulla rotta che collega Messina a Salerno e sui collegamenti tra la Sicilia e le isole minori siciliane (Ustica, Eolie ed Egadi). La società detiene partecipazioni, anche di controllo, in diverse società attive nel settore del trasporto marittimo, inclusi i comparti logistica e operazioni portuali, cantieristica navale, agenzie marittime, gestione di terminal.

L’istruttoria dell’AGCM su Caronte & Tourist

L’istruttoria dell’AGCM è iniziata il 28 luglio scorso, sulla base di una segnalazione di un consumatore. L’Agenzia ha effettuato una valutazione sulla politica di pricing applicata da C&T ai servizi di traghettamento passeggeri con mezzi gommati al seguito lungo la rotta VSG-MRSF, dove la società gode di una posizione di monopolio di fatto. C&T, proprio grazie alla posizione dominante, imporrebbe ai consumatori prezzi di acquisto dei titoli di viaggio ingiustificatamente alti, causando effetti discriminatori per coloro che viaggiano da soli con autovettura al seguito rispetto a nuclei di più passeggeri che transitano sullo Stretto con la medesima autovettura.

Lo studio del Ministero dei Trasporti

Secondo uno studio del Ministero delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibile l’area metropolitana integrata dello Stretto comprende il sistema urbano messinese e quello reggino. I servizi di collegamento nell’area dello Stretto costituiscono una prosecuzione intermodale del trasporto tra il versante siciliano e quello calabrese consentendo, oltre all’imbarco dei pedoni, anche il trasporto di auto e veicoli privati, nonché furgoni/camion (mezzi pesanti) utilizzati per il trasporto delle merci. Secondo lo studio l’individuazione dell’area metropolitana integrata dello Stretto identifica uno specifico bacino d’utenza dei servizi di attraversamento. Lo studio attribuisce all’area dello Stretto particolare importanza anche in un’ottica europea, in quanto interessata dal corridoio scandinavo-mediterraneo della rete TEN-T (Trans-European Transport Network).

Le criticità infrastrutturali e dei servizi

Lo studio del Ministero delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibile evidenzia la presenza di numerose criticità sia sotto il profilo infrastrutturale che dei servizi di trasporto. In particolare le analisi svolte dal Ministero rilevano:

  • la bassa qualità dei terminal passeggeri (pre-imbarco, imbarco e bigliettazione),
  • la bassa accessibilità delle stazioni ferroviarie e dei terminal marittimi (uso promiscuo della viabilità urbana),
  • l’inadeguatezza del numero/qualità degli approdi (che non permette una reale competizione nel mercato di più operatori),
  • una bassa resilienza del sistema a fenomeni di picco/punta (congestione su viabilità locale di accesso al porto).

L’analisi di eccessiva onerosità

L’AGCM ha sviluppato l’attività istruttoria acquisendo informazioni da C&T, dall’Autorità del Sistema Portuale dello Stretto (nel seguito, anche ‘AdSP’ o ‘Autorità Portuale’) e da Bluferries S.r.l. (nel seguito, anche ‘Bluferries’), società appartenente al Gruppo Ferrovie dello Stato e attiva sullo Stretto (con circa 8-9mila corse annue). L’Agenzia ha verificato l’eccessiva onerosità dei ticket commercializzati dalla società marittima attraverso un test in due fasi: “l’istruttoria ha accertato che le tariffe applicate da C&T ai passeggeri con autoveicolo risultano sproporzionate rispetto ai costi sostenuti (eccessività) e tale sproporzione è irragionevole rispetto al valore economico del servizio reso (iniquità)”, si legge nel comunicato stampa dell’AGCM. Secondo le analisi effettuata esiste una “significativa sproporzione tra i ricavi e i costi di C&T nell’offerta di servizi di traghettamento di passeggeri con auto al seguito”.

Il benchmark

I prezzi sono risultati iniqui, ossia irragionevolmente sproporzionati rispetto al confronto con benchmark internazionali. Il benchmark ha riguardato 14 società che svolgono prevalentemente attività di trasporto marittimo di merci e passeggeri tramite traghetti, quasi tutte attive in Italia e in Europa, su rotte comparabili con quelle sulle quali opera C&T. Le società facenti parte del benchmark sono: Blueferries, Medmar, MOBY (escluso CIN/Toremar), Grimaldi Euromed, SNAV, Scandilines (Danimarca), Destination Gotland (Ferries, Svezia), Tallink Grupp (Finland ia), D F D S (Ferries , D a n ima r c a ) , Irish Ferries division (Irlanda), TESO (Olanda ) , Sealink (Australia), Fjord Line (Norvegia) e Wightlink (Regno Unito).

Prezzi troppo alti

Dall’analisi del benchmark è emerso che C&T applica tariffe molto più elevate rispetto agli operatori attivi su rotte comparabili, che peraltro offrono servizi decisamente più evoluti. Il differenziale di prezzo rispetto al benchmark non è dunque giustificato dal livello qualitativo del servizio offerto: la flotta di C&T è caratterizzata da un’età media molto elevata (27 anni) e il servizio di traghettamento viene giudicato scarso dalla maggioranza degli utenti. Secondo l’Autorità Antitrust presieduta da Roberto Rustichelli, l’illecito concorrenziale è grave anche considerando l’area geografica interessata, ossia lo Stretto di Messina; il potere economico di C&T; la tipologia di servizio erogato (in totale, C&T offre un servizio composto da circa 20.000-30.000 corse annuali), che risulta indispensabile per i circa 10 milioni di persone che ogni anno – abitualmente o solo nel periodo estivo – devono attraversare lo Stretto di Messina con il proprio autoveicolo.

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