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Sorpresa: il fuoriclasse Neymar sta con Bolsonaro – Paolo Manzo

Neymar appoggia Bolsonaro 

Il campione del Paris Saint-Germain ha ringraziato ieri Bolsonaro per la sua visita all’istituto da lui diretto nella città brasiliana di Santos. A quattro giorni dalle elezioni presidenziali, Bolsonaro ha visitato il progetto sociale guidato dal calciatore e ha pubblicato sulle sue reti un messaggio registrato dall’attaccante della squadra brasiliana, autore di uno dei gol nella vittoria del Brasile contro la Tunisia il giorno prima (5-1), a Parigi. “Sono molto felice che tu sia lì. Molto felice per tutti. Basta mandare un abbraccio a tutti. Grazie sempre per l’affetto… Sai che sei per me motivo di orgoglio. Un abbraccio”, ha detto Neymar. “Il nostro Neymar, la nostra stella della nazionale, uno dei migliori giocatori al mondo, è motivo di orgoglio per tutti noi. Il mondo intero lo supporterà e sosterrà la nostra nazionale ai Mondiali di novembre”, ha risposto Bolsonaro.

Ortega: “La Chiesa è una dittatura perfetta”

Il dittatore sandinista del Nicaragua Daniel Ortega ha dichiarato mercoledì che la Chiesa cattolica è una “dittatura perfetta” perché non permette alla maggioranza dei cattolici di eleggere il Papa e il resto delle sue autorità. Nella Chiesa “tutto è imposto, è una dittatura perfetta, è una tirannia perfetta”, ha detto il presidente, nel mezzo delle relazioni tese che il suo governo ha con la Chiesa cattolica. “Se vogliono essere democratici, dovrebbero iniziare a eleggere il Papa, i cardinali e i vescovi con il voto dei cattolici”, ha aggiunto durante un discorso televisivo nazionale a reti unificate.

Ortega espelle l’ambasciatrice dell’Unione Europea 

Ieri Bettina Muscheidt è stata dichiarata dal dittatore del Nicaragua persona “non grata” e ne ha ordinato l’espulsione dal Paese centroamericano, ha riferito la stampa locale, citando fonti del Parlamento europeo. Secondo la stampa di Managua, il governo sandinista ha notificato verbalmente alla diplomatica tedesca Muscheidt il suo status di “non grata” per presunte “interferenze e mancanza di rispetto della sovranità nazionale” da parte dell’UE.

Se Lula vince, le 7 maggiori economie dell’America Latina saranno governate dalla sinistra

Se Lula sconfiggerà Bolsonaro, le 7 maggiori economie dell’America Latina – Brasile, Messico, Argentina, Colombia, Venezuela, Cile e Perù – saranno presto guidate da leader di sinistra o di estrema sinistra al pari di Bolivia, Nicaragua e Honduras.

Gli ambientalisti latinoamericani i più a rischio di omicidio

L’anno scorso in America Latina sono stati uccisi più ambientalisti di qualsiasi altra regione del mondo, secondo un rapporto del gruppo di difesa Global Witness, che sottolinea la crescente minaccia per gli attivisti nella regione. Dei 200 ambientalisti uccisi nel mondo nel 2021, tre quarti di loro provenivano dall’America Latina. Il totale è inferiore ai 227 uccisi nel 2020. Il Messico è il paese più letale al mondo, con 54 attivisti uccisi nel 2021, rispetto ai 33 della Colombia e ai 26 del Brasile. Gli indigeni Yaqui del Messico settentrionale sono stati i più colpiti.

Argentina: Kirchner incriminata in un altro processo

Un tribunale argentino ha confermato ieri l’incriminazione della vicepresidente per l’uso irregolare di aerei ufficiali tra il 2007 e il 2015. Appropriazione indebita di beni pubblici il resto. Gli aerei uffi stato sono stati usati per spostare mobili destinati ad attrezzare uno degli hotel della famiglia Kirchner di El Calafate, in Patagonia. Questa incriminazione si aggiunge ad altri procedimenti. Ad agosto un altro pubblico ministero aveva chiesto 12 anni di carcere per la Kirchner per i reati di associazione a delinquere e amministrazione fraudolenta di fondi pubblici.

La Guardia Costiera Usa cerca 23 emigranti cubani scomparsi in mare 

Il gruppo di migranti cubani in fuga dal paradiso comunista stava tentando di attraversare lo Stretto della Florida per sfuggire alla fame.

Crolla un ponte in Amazzonia brasiliana, 3 morti e 15 dispersi

Era un ponte sull’autostrada BR-319 nella città di Careiro, a circa 100 chilometri da Manaus. Il ponte aveva una crepa che aveva causato un ingorgo prima del crollo.

Paolo Manzo, 29 settembre 2022

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