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Sondaggio horror per Letta: la stima dei seggi è una Caporetto

Nuovo giro, nuovo sondaggio. Ieri durante l’ultima puntata di Quarta Repubblica sono stati mostrati i sondaggi realizzati da Tecnè riguardo il listino proporzionale per la camera dei Deputati. I risultati non si discostano molto da quelli realizzati nei giorni scorsi. Ma su cui forse vale la pena comunque porre l’attenzione.

Partiamo dai partiti. In cima alle preferenze c’è sempre Fratelli d’Italia con il 24,6% dei voti. Subito dopo viene il Pd, fermo al 22,2%. Decisamente distanti tutti gli altri. La Lega, praticamente doppiata da Meloni, è al 12,9%, mentre il M5S non va oltre il 10,9% al pari con Forza Italia. Il Terzo Polo di Renzi e Calenda, invece, è dato al 5,1%. E qui arriva il dato curioso. Tra i micro-partitini in lizza, solo il cartello elettorale di Sinistra Italiana ed Europa Verde riesce a superare, seppur di poco, la soglia di sbarramenti (3,1%). Tutti gli altri, invece, stanno sotto. Non dovrebbe andare molto lontano +Europa di Emma Bonino (2,4%) così come ItalExit di Paragone (2,6%). Stesso discorso per Noi Moderati, fermi all’1,3% e per Impegno Civico di Di Maio, che pare non riesca a raggranellare più dello 0,8%. Una debacle.

Se poi allarghiamo lo sguardo alle coalizioni (valido dunque per i collegi uninominali dove si corre appaiati), ecco che il centrodestra col 49,7% non dà scampo agli avversari del centrosinistra bloccati al 28,5%. I primi, peraltro, sono considerati in salita e i secondi in scesa.

Ancora più interessante, invece, è la stima dei seggi. Che poi è quello che conta. Per formare un governo servono i voti dei parlamentari: più riesce ad ottenerne una delle coalizioni, maggiori sono le possibilità di formare un governo (e di farlo durare a lungo). Secondo Tecnè il centrodestra potrà contare su una forchetta di deputati alla Camera che va da 254 a 264 onorevoli. Decisamente sotto il centrosinistra, i cui partiti dovranno spartirsi qualcosa come 83-93 seggi. Conte invece riuscirà a piazzare solo tra i 27 e i 29 deputati contro i 12-14 del Terzo Polo.

Va detto però che è al Senato che spesso si fanno e si disfano i governi. In questo caso, secondo il sondaggio Tecné, il centrodestra potrà contare su 126-134 senatori contro i 40-48 del centrosinistra, i 13-15 del M5S e i 3-6 del Terzo Polo. Cosa significa? Se le cose dovessero andare così, allora il centrodestra avrebbe un margine abbastanza ampio oltre la metà dei senatori (che, ricordiamo, dalla prossima legislatura saranno solo 300).

Sintesi: la strategia di Letta del rosso contro il nero non sembra funzionare. Il centrodestra infatti è molto vicino alla conquista – in entrambi i rami del Parlamento – dei 2/3 dei seggi che permetterebbe alla coalizione, come previsto dalle norme, di modificare la Costituzione in autonomia. Neppure la somma dei voti di Terzo Polo e Campo Largo (quindi tutti dentro) permetterebbe

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