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Siamo alla vigilia di una guerra nucleare?

Ieri pomeriggio sono arrivate le richieste al Cremlino, da parte dei filorussi delle autoproclamate repubbliche di Donetsk e Lugansk, ma anche delle regioni di Kherson e di parte dell’Oblast di Zaporizhzhia, di essere annessi alla Federazione russa in caso di un esito positivo dei referendum che si svolgeranno dal 23 al 27 settembre (a Zaporizhzhia solo il 23).

In serata era previsto un discorso di Putin alla nazione, ampiamente annunciato dai media russi, che invece è stato cancellato. Secondo molti osservatori politici l’annessione dei territori occupati, attualmente minacciati dall’avanzata delle truppe ucraine, segnerebbe una significativa escalation nel conflitto: se il Donbass diventasse territorio russo, è il ragionamento, Putin avrebbe una giustificazione per poter usare ordigni atomici, perché la dottrina nazionale prevede anche l’uso di armi nucleari per difendere il «suo» territorio. 

Questo timore nel frattempo è stato bocciato subito dal mercato, e ieri l’indice Moex della Borsa russa è arrivato a perdere anche più del 10% scendendo sotto quota 2.200 punti.

Nel frattempo, al Palazzo di Vetro delle Nazioni Unite a New York si è aperta l’assemblea generale dell’Onu con l’intervento del segretario generale Antonio Guterres, che ha dichiarato: «Il mondo è in grave pericolo». Si riferiva sia alla crisi climatica, che alle sfide della pandemia, ma anche all’invasione russa, che, ha ribadito Guterres, «non rappresenta soltanto la violazione della sovranità di un Paese ma ha concretamente messo il mondo di fronte al pericolo di una catastrofe nucleare». Oggi è atteso anche il discorso di Joe Biden. La Casa Bianca ha tuttavia già definito i referendum del Donbass una «farsa» e dichiarato che non avrebbe riconosciuto i territori annessi.

Stessi commenti unanimi ieri in serata da parte dell’Unione Europea. «Non riconosceremo mai il tentativo della Russia di legittimare la sua occupazione illegale e brutale dei territori ucraini», ha tetto la presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen. «Cercare di cambiare i confini dell’Ucraina è completamente inaccettabile», ha aggiunto parlando con la Dpa a margine dell’Assemblea Generale dell’Onu, «ed una chiara violazione della carta dell’Onu e dell’indipendenza, la sovranità e l’integrità territoriale dell’Ucraina». Anche l’Italia, attraverso il ministro degli esteri Luigi Di Maio ha annunciato che non riconoscerà i territori annessi.

Anche Emmanuel Macron ha evocato il pericolo nucleare intervenendo all’Assemblea generale dell’Onu: «Lavoriamo insieme per prevenire un incidente nucleare le cui conseguenze sarebbero devastanti. Spetta a noi sostenere gli sforzi dell’Agenzia atomica internazionale per prevenire le conseguenze della guerra». E oggi Macron incontrerà il capo dell’Aiea, Rafael Grossi.

Anche Zelensky ha fatto sentire la sua voce, per far capire che i referendum di annessione sono un punto di non ritorno: «Senza i referendum, c’è ancora una piccolissima chance di una soluzione diplomatica. Dopo i referendum, no», ha detto il portavoce dell’ufficio della presidenza ucraina, Serhiy Nykyforov.

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