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Si può andare in spiaggia con i cani? Ecco le regole da sapere in Italia

In spiaggia con i propri cani: ormai una scelta più che una necessità. Sarà stato il Covid, che ci ha insegnato quanto sia preziosa la loro presenza, sarà che a febbraio i cani iscritti nelle Anagrafi regionali italiane degli animali d’affezione erano oltre 13 milioni, ma le famiglie italiane sono sempre più propense  anche durante l’estate a non separarsi dai cani con cui hanno condiviso l’inverno.

In quali spiagge si può andare? e in quali no?

Sempre più utile, quindi, capire come muoversi con un cane al seguito e, soprattutto, in quali spiagge possiamo andare e in quali no, e cosa rischiamo se andiamo nella spiaggia “sbagliata”. L’Oipa, Organizzazione internazionale protezione animali ha cercato di fare un po’ di chiarezza. «Il numero di spiagge aperte ai cani è in crescita, circostanza che risponde alle esigenze dei loro familiari umani  -conferma Claudia Taccani, responsabile Sportello legale dell’organizzazione – Anzitutto è bene fare due distinzioni principali: spiaggia libera e privata. In caso di spiaggia privata, i singoli concessionari possono dedicare a Fido zone, se non l’intero stabilimento, avendo una specifica autorizzazione comunale. Diverso è il discorso per i cani salvataggio e per i cani guida dei non vedenti, non sussistendo per loro limiti di accesso. Quanto alle spiagge libere, ogni anno le Regioni, con ordinanza balneare, fissano le prescrizioni che riguardano l’accesso e l’uso della spiaggia, lasciando ai singoli Comuni la possibilità di determinare le zone libere ai cani. Fatta questa premessa, purtroppo risultano ancora presenti ordinanze comunali limitative, che addirittura chiudono qualsiasi possibilità d’accesso ai quattrozampe».

Secondo Spiaggie.it è l’Emilia Romagna la regione più friendly con i nostri cani

La conferma della tendenza di portarsi il cane in spiaggia, condividendo con lui anche le giornate più piacevoli dall’anno, arriva anche da spiagge.it , portale tutto italiano per la prenotazione di ombrelloni e la gestione degli stabilimenti balneari, che nell’ultimo anno ha visto crescere, fino ad arrivare al 25% del totale delle spiagge presenti sulla piattaforma, il numero di lidi che consentono l’accesso ai cani o offrono servizi aggiuntivi dedicati agli animali domestici. «Tra le regioni dello Stivale, la regina delle vacanze pet-friendly è l’Emilia-Romagna, dove si concentra quasi il 30% degli stabilimenti italiani prenotabili su Spiagge.it che accolgono anche gli amici a quattro zampe e offrono servizi basici come la fornitura di ciotole e la possibilità di utilizzare vaporizzatori e fontanelle – spiega Gabriele Greco, CEO dell’impresa. – Ad affiancarla sul podio ci sono Lazio e Toscana (entrambe al 10%), seguite da Puglia, Campania, Liguria, Calabria, Abruzzo, Sicilia e Marche».

Spiaggia dog friendly o dog beach?

Ma che differenza c’è fra spiaggia dog friendly e dog beach, che sono i due modi più utilizzati per indicare le spiagge dove possiamo arrivare accompagnati dai nostri quadrupedi? «Se si parla di dog beach ci si riferisce, solitamente, ad uno stabilimento che comprende al suo interno aree attrezzate con servizi come ciotole per acqua e cibo, fontanelle, servizi igienici dedicati, zone d’ombra e, talvolta, anche bag di cortesia – spiega ancora Greco. – Le spiagge dog friendly, invece, mettono a disposizione dei clienti un veterinario e un dog sitter ma anche aree giochi per i cani e zone dedicate all’addestramento». E anche per gli stabilimenti pet-friendly l’Emilia Romagna è in testa alla classifica. «Per quanto riguarda i servizi aggiuntivi per il benessere e l’intrattenimento degli animali, l’Emilia-Romagna è ancora una volta in testa alla classifica con il maggior numero di stabilimenti pet-friendly che offrono anche servizi extra come aree relax per lo svago e il gioco, piscine, servizi di dog sitting, controlli sanitari e assistenza veterinaria, consulenze educative e percorsi mobility o di approccio all’acqua. Seguono Toscana, Liguria e Puglia».

Come capire quando possiamo entrare in una spiaggia senza essere sanzionati?

Ma come fare a capire se una spiaggia è disposta ad accogliere i nostri amici senza rischiare di essere sanzionati? La regola alla quale attenersi è certamente quella di capire la situazione specifica del posto dove vogliamo andare. Infatti fra ordinanze regionali e disposizioni comunali è fondamentale la verifica della loro attuazione caso per caso. «Consultiamo anzitutto i siti del Comune e della Regione per trovare l’elenco delle spiagge aperte a Fido. Sono online anche siti internet specializzati in questo ambito, che pubblicano elenchi di strutture pet-friendly – spiega la responsabile dell’ufficio legale di Oipa che conferma la buona fama della Regione Emilia Romagna.- Non fidiamoci del passaparola, controlliamo i cartelli all’entrata della spiaggia, in cui di solito è specificato se possiamo o meno entrare con il cane, la fascia oraria e il periodo di riferimento. La mancanza di un cartello, o la scarsa chiarezza, potrebbe essere motivo di ricorso contro un’eventuale sanzione, ma il buon esito è comunque incerto».

Le sanzioni in genere vanno dai 25 ai 50 euro, ma fare attenzione anche agli orari vietati

«Le sanzioni per aver portato il cane in spiagge che non autorizzano il suo ingresso, sono sempre di tipo pecuniario. Anche in questo caso possono variare, ma una forbice che si aggira tra i 25 e i 50 euro a seconda dei diversi ordinamenti comunali – aggiunge la Taccani. – E ricordiamoci che, se pur con l’autorizzazione all’accesso, molti Comuni permettono bagni e passeggiate solo ad orari precisi, che quindi è bene conoscere». Anche se, va sottolineato, negli ultimi anni si è andata affermando una tendenza più garantista della libertà di ognuno di portarsi il cane in spiaggia, ovviamente nel rispetto degli altri bagnanti. «Nella tendenza generale della Giurisprudenza la libertà della persona di andare al mare con il cane è garantita ovviamente sempre nel rispetto degli altri interessi come ad esempio l’igiene e la sicurezza degli altri bagnanti».

Il Tar può considerare l’ordinanza di divieto sproporzionata

Non è un caso infatti che aumentino i ricorsi accolti da Tar. L’ultimo a Diamante, in Calabria, dove è stata annullata l’ordinanza comunale che vietava l’ingresso dei cani in spiaggia non solo in estate ma durante tutto l’anno. «ll TAR regionale l’ha annullata in quanto considerata sproporzionata in quanto limitava la libertà personale». L’Oipa suggerisce infatti, in caso di disaccordo con i Comuni e con le loro ordinanze, di procedere con un ricorso anche attraverso le associazioni che spesso si accollano le spese legali. Il successo non è garantito ma è possibile. Come ad esempio ancora in Calabria anche nel 2020. «Insieme all’associazione Leal e con l’aiuto di un gruppo di cittadini, abbiamo presentato e vinto un ricorso al Tar della Calabria che chiedeva l’annullamento dell’ordinanza del sindaco di Falerna (CZ), n. 89 del 29 giugno 2020 nella parte in cui vietava, durante la stagione balneare, di condurre sugli arenili “cani o altri animali, anche se muniti di museruola e/o guinzaglio”. Il provvedimento infatti era stato giudicato dal tribunale «eccessivamente limitativo della libertà di circolazione delle persone». La Calabria è quindi la pecora nera d’Italia quando si tratta di cani in spiaggia? «IL’Oipa  non è un osservatorio nazionale e quindi quello che posso fare è soltanto riferirmi al numero di ricorsi che ci vengono presentati o che vengono presentati ad altre associazioni animaliste con cui sono in contatto. Non voglio assolutamente puntare il dito contro questa regione, quindi, perché probabilmente si tratta di un fenomeno a macchia di leopardo su tutta la penisola. Possiamo però dire che da quello che ci risulta alcuni comuni, e tra questi diversi calabresi, malgrado il trend attuale continuano a bloccare l’ingresso dei cani in spiaggia, e facendo questo a volte spingono gli stessi turisti a rivolgersi altrove».

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