di Vittorio Sgarbi e Francesco Giubilei

Secondo i principali sondaggi il centrodestra è in vantaggio in vista delle elezioni del 25 settembre. Se la coalizione si deve accingere a governare, anche grazie alle contraddizioni e al caos del centrosinistra, non può in alcun modo lasciare l’agenda culturale alla propaganda del Pd. Il cattivo uso dei musei a Roma e nelle città più importanti d’Italia, spesso con la trascuratezza e l’abbandono, impedisce la formazione e la conoscenza per i giovani del valore stesso dell’Italia, del suo onore, del suo orgoglio e della sua storia.

Aprire realmente i musei e le chiese d’Italia, musei della civiltà cristiana, vuol dire farli vivere, farli fermentare, agire e definire valori. Allo stesso modo è necessario impedire che il paesaggio italiano, il più memorabile e ricercato del mondo, dal Piemonte alla Sicilia, dalle Alpi al val di Noto, sia sfregiato, distrattamente e senza un piano di tutela nazionale, da un uso spregiudicato delle rinnovabili (pannelli solari e pale eoliche) che sfigurano terre mirabili e piene di storia. Non è accettabile e così facendo non si conserva la natura e tutela il paesaggio.

Il prossimo governo deve difendere l’Italia e la sua identità culturale. Non c’è nulla di più politico. Pensare alla transizione ecologica e non alla bellezza e alla difesa della Nazione, nella sua immagine riconosciuta nel mondo, è una mancanza che non possiamo permetterci. Allo stesso modo non dedicare la giusta attenzione al mondo dell’editoria, dei teatri, dei festival e delle manifestazioni culturali significa non tenere in considerazione settori che interessano milioni di italiani.

La sinistra, applicando il concetto gramsciano di egemonia culturale, si è impossessata del tema della cultura attraverso una capillare occupazione degli spazi a tutti i livelli nominando persone vicine al mondo progressista. Regalare un tema centrale per il futuro del Paese come la cultura alla sinistra sarebbe un errore. Per questo chiediamo a Meloni, Salvini, Berlusconi di assumere una chiara responsabilità su questo tema centrale e vitale per il lavoro e per i giovani a partire dalla composizione delle liste elettorali e dalle prossime eventuali nomine di governo. Sarebbe un gesto concreto per superare lo stereotipo di un centrodestra non attento alla cultura e privo di una tradizione culturale quando in realtà affonda le proprie radici nel pensiero di figure del calibro di Augusto Del Noce, Benedetto Croce, Giuseppe Prezzolini.

I nostri movimenti Rinascimento e Nazione Futura, con migliaia di associati e simpatizzanti in tutta Italia e numerosi consiglieri comunali e amministratori, hanno portato avanti in questi anni numerose attività e iniziative a sostegno della cultura e del patrimonio artistico, storico, paesaggistico italiano e rappresentano un serbatoio da cui attingere persone e idee. È necessario evitare di presentarsi al prossimo appuntamento elettorale di settembre scoperti sulla cultura, la  ragione stessa, politica e morale, per cui l’Italia ha il primato nel mondo.

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