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‘Senza di te’, un buon giallo con una potente storia d’amore. E tanta ironia

È un buon giallo, ma è anche una storia d’amore a tinte forti il libro di Ivo Tiberio Ginevra, Senza di te, casa editrice I buoni cugini. Leggiamo l’incipit:

La luce del neon proiettava a terra l’ombra della sua pancia. “Dovrei fare dieta” pensò Falzone, poi prese la pantofola, spiaccicò una zanzara nella mattonella del bagno e si andò a coricare. Erano le quattro di mattina. Immaginava la sua morte, il suo funerale, le facce dei colleghi e quelle dei conoscenti. I discorsi della gente. Quasi quasi, la cosa cominciava pure a piacergli. Non era depresso, ma gli piaceva fantasticare su questa cosa, nel buio della sua stanza da letto. Pensò pure al suicidio che non avrebbe mai fatto.

“Senza di te” è un giallo colorato di Sicilia con “infiltrazioni” mafiose. Un giallo che si salda alla storia d’amore tra il commissario Mario Falzone, il tranquillo poliziotto protagonista, e Caterina, una gnocchissima medico legale tutta pepe, che ama scorrazzare in moto e cenare in trattorie dove si mangia il pesce buono. È una storia d’amore folle, strana, ma soprattutto insolita, perché racconta di un amore impossibile che poi diventa possibile per poi tornare impossibile o forse no, e che comunque incanta. Il libro, come detto, è un giallo. Bene, lo è anche la storia d’amore, non foss’altro per il finale a sorpresa, che non ti aspetti.

Ma è il protagonista, il commissario Mario Falzone, che vede indagare su alcuni strani suicidi, il vero punto di forza del libro. Per tante ragioni. Perché non è un duro e non si prende troppo sul serio. Perché non è ambizioso. Perché in amore è maldestro. Perché tra figli ed ex moglie avvelenata e avvocati che non si trovano mai fa solo incetta di casini. Perché – soprattutto – quando pensa, e quando pensa spesso ricorre a un siciliano comprensibile anche ai nordici, il commissario Mario Falzone fa ridere e sorridere, pagina dopo pagina. Cosa rara, questa, per un libro giallo, ma che che segue la scia del grande Camilleri.

Ricapitolando, i grandi protagonisti di questo sono tre: la trama gialla di buona fattura, una storia d’amore potente e a tratti un po’ crudele, e una quintalata di sana ironia (che fa bene al sistema immunitario).

Siciliano di Caltanissetta, Ivo Tiberio Ginevra, classe 1961, per anni ha letto e recensito decine di libri, soprattutto gialli. Anni fa si è dato all’editoria, fondando (a Palermo) la casa editrice I Buoni Cugini che ha il grande merito di aver valorizzato, ripubblicandone i romanzi storici e le poesie, il grande scrittore siciliano Luigi Natoli.

“Senza di te” è il terzo libro giallo scritto da Ivo Tiberio Ginevra. Come abbiamo detto un gran bel giallo. Il titolo, diciamolo, non è un granché: l’autore, dal momento che è anche un editore, poteva sforzarsi un po’ di più per trovarne uno un po’ più originale.

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