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«Scherzi a parte», che delusione

Enrico Papi
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Ricicliamo tutto. Compresa l’idea di una televisione che funzionava benissimo vent’anni fa ma che ora, complice YouTube, gli influencer e la fame di un pubblico che aspetta con ansia di vedere qualcosa che pochi secondi dopo sarà già passata di moda, ha bisogno di ben altro per sopravvivere e restare al passo. E così, dopo il tentativo fallito di Luca e Paolo nel 2015 e le due edizioni targate Paolo Bonolis che tentarono quantomeno di creare un nuovo approccio, più sobrio e pulito, allo spettacolo, Scherzi a parte torna con una nuova edizione e un nuovo conduttore, Enrico Papi, di ritorno a Mediaset dopo una fortunata stagione su Tv8. La sensazione, però, è quella del passo indietro, di una serie di espedienti che guardano al passato con sguardo polveroso e fin troppo nostalgico, specie quando di scherzi ai vip, negli ultimi anni, ne abbiamo visti a bizzeffe su altre piattaforme e altri canali.

Gli intermezzi in studio, per esempio, anziché dettare i tempi dello spettacolo, finiscono con l’appesantirlo inutilmente spezzando la visione degli scherzi che, pure, dimostrano idee abbastanza vetuste fatta eccezione per quello ad Andrea Roncato, che ha pungolato la vanità e l’orgoglio professionale (il punto debole di quasi tutti i famosi) stuzzicando una sua riflessione – rimbombata sui social – sia sul Grande Fratello, che reputa un «covo di falliti», sia (indirettamente) sull’ex moglie Stefania Orlando che al Grande Fratello ha partecipato proprio quest’anno. Debole l’impianto dello scherzo a Manuela Arcuri, eccessivo nei toni e nella verosimiglianza quello ad Antonella Elia, per non parlare di quello discutibilissimo a Gianfranco Vissani, che ha scomodato addirittura le norme anti-Covid in un momento in cui la ristorazione sta cercando ancora di prendere le misure per l’autunno che ci aspetta.

Forse non siamo ancora pronti a riderne e a lasciarci tutto alle spalle, anche se una cosa la produzione di Scherzi a parte dovrebbe spiegarcela: perché spacciare per dirette quelle che dirette non sono. È successo con il secondo appuntamento settimanale dell’ultima edizione dell’Isola dei Famosi, che vantava il claim «in diretta dalla Palapa» quando sapevamo tutti che la puntata era stata registrata poche ore prima per non sovrapporsi alla versione spagnola che usava gli stessi spazi, ed è successo ancora una volta alla prima puntata di Scherzi a parte, quando ci hanno detto di fare uno scherzo a Orietta Berti «in diretta» anche se era chiarissimo che fosse stato messo a punto diversi mesi fa (il 12 settembre 2021, a Milano, c’erano 30°, mentre nei filmati erano tutti abbottonati e coperti dai cappotti). L’effetto curiosità ha portato il programma al 21,3% si share – molto più di Live – Non è la D’Urso -, tuttavia sarebbe stato bello, al di là del budget, aspettarsi qualche sovrastruttura in meno e ritrovare il cuore delle prime edizioni.

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