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Sarah Gilbert, chi è (e cosa pensa) la prof che ha scoperto il vaccino AstraZeneca

Scienziata e co-creatrice del vaccino anti Covid di AstraZeneca. Curriculum e informazioni su Sarah Gilbert, che ora dice: “La pandemia Covid non è ancora finita e la prossima potrebbe essere ancora più letale”

 

“La pandemia di Covid non è ancora finita e la prossima potrebbe essere ancora più letale” è la frase per cui in questo momento la professoressa Sarah Gilbert è finita sotto i riflettori. Ma è anche, e non solo, colei che ha co-creato il vaccino anti Covid di AstraZeneca.

CHI È SARAH GILBERT

Nata a Kettering, Northamptonshire, nell’aprile 1962, Sarah Gilbert si è laureata in Scienze alla University of East Anglia e ha conseguito un dottorato alla University of Hull.

Anni fa – ha raccontato Gilbert alla BBC – mentre studiava per il dottorato, ha preso in considerazione di mollare il suo percorso: “Ci sono alcuni scienziati che lavorano volentieri più o meno da soli su un argomento per un tempo molto lungo… Non è il modo in cui mi piace lavorare. Mi piace cercare di prendere in considerazione idee da molte aree diverse”.

Tornata subito sui suoi passi, Gilbert è stata poi ricercatrice presso Delta Biotechnology e lettrice all’Università di Oxford dal 2004 al 2010.

COSA FA GILBERT

Attualmente è professoressa di Vaccinologia presso lo Jenner Institute dell’Università di Oxford, un istituto di ricerca indipendente che deve il suo nome proprio a Edward Jenner, l’inventore della vaccinazione.

Ha inoltre co-fondato, insieme al professor Adrian Hill, Vaccitech, una società di biotecnologia che sviluppa vaccini e immunoterapie per tumori e malattie infettive.

I RICONOSCIMENTI

Gilbert, che ha iniziato a progettare un vaccino anti Covid all’inizio del 2020 quando il virus è apparso in Cina, è la responsabile del progetto di Oxford per il vaccino realizzato con AstraZeneca e il successo ottenuto ha fatto sì che quest’anno fosse insignita del titolo di Dame, un’onorificenza inglese per il servizio reso alla scienza e al genere umano.

Il “suo” vaccino, scrive BBC, è ora il più usato in tutto il mondo, con dosi inviate in più di 170 Paesi.

Oltre al titolo di Dame, le è stata anche dedicata una Barbie a sua immagine e somiglianza.

OCCHI PUNTATI SUI VACCINI

Gilbert è un’esperta nello sviluppo preclinico e clinico di vaccini vettoriali virali e ha lavorato sui vaccini contro la malaria. Sul sito dell’Università di Oxford si legge che “la professoressa Sarah Gilbert produce e testa vaccini progettati per indurre risposte delle cellule T da oltre dieci anni, utilizzando principalmente antigeni della malaria e dell’influenza. Molti dei vaccini sviluppati nel suo laboratorio sono passati alla sperimentazione clinica”.

Allo Jenner Institute, Gilbert ha creato il suo gruppo di ricerca nel tentativo di creare un vaccino universale contro l’influenza, cioè un siero che sarebbe efficace contro tutti i diversi ceppi.

UNA SERIE DI (S)FORTUNATE COINCIDENZE

Nel 2014, ha guidato la prima sperimentazione di un vaccino contro l’Ebola. E quando è sopraggiunto il virus Mers (sindrome respiratoria del Medio Oriente) si è recata in Arabia Saudita per cercare di sviluppare un vaccino per questa forma di coronavirus.

La seconda sperimentazione di quel vaccino era appena iniziata quando, all’inizio del 2020, è stato identificato il Covid-19 in Cina. In quel momento, Gilbert ha capito che avrebbe potuto usare lo stesso approccio.

COSA HA DETTO SULLE PROSSIME PANDEMIE

“Questa non sarà l’ultima volta che un virus minaccia le nostre vite e i nostri mezzi di sussistenza. La verità è che la prossima potrebbe essere peggiore. Potrebbe essere più contagiosa, o più letale, o entrambe le cose. Non possiamo permettere una situazione in cui abbiamo passato tutto quello che abbiamo passato e poi scoprire che le enormi perdite economiche che abbiamo subito significano che non ci sono ancora fondi per la preparazione alla pandemia”, ha affermato Gilbert alla BBC.

La professoressa ha infatti spiegato che sono necessari maggiori finanziamenti per la preparazione alla pandemia al fine di evitare che i progressi fatti finora vadano persi.

COSA PENSA DELLA VARIANTE OMICRON

Nonostante sia ancora necessario del tempo per capire quanto è “più contagiosa” la variante Omicron – e l’immunologo Anthony Fauci abbia detto che i primi dati sull’incidenza sono “incoraggianti” – Gilbert ha dichiarato che la proteina spike della variante Omicron contiene mutazioni note per aumentare la trasmissibilità del virus.

Ragion per cui la professoressa ha aggiunto che i vaccini potrebbero essere “meno efficaci contro la variante Omicron” e che “le persone dovrebbero essere caute fino a quando non se ne saprà di più”.

Tuttavia, Gilbert ha sottolineato che una protezione ridotta contro l’infezione e la malattia lieve non significa necessariamente una protezione ridotta contro la malattia grave e la morte.

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