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San Giovanni in Persiceto: Daspo urbano per 6 cittadini

Il Questore di Bologna, a seguito di segnalazioni da parte dei Carabinieri di San Giovanni in Persiceto, relative ad episodi occorsi lo scorso 26 febbraio 2022, ha emesso sei provvedimenti di divieto di avvicinamento a esercizi pubblici ed ai locali di pubblico trattenimento come previsto dall’art. 13 bis del D.L. n. 14/2017 misura di prevenzione conosciuta come “Daspo Urbano”.

Trattasi questi provvedimenti di misure special-preventive avente valenza fondamentalmente amministrativa, il cui scopo è quello di evitare la commissione di ulteriori reati da parte di soggetti socialmente pericolosi.

Destinatari delle misure di cui sopra sono 5 uomini e una donna di età compresa tra i 20 e i 30 anni, residenti nei comuni di Sala Bolognese, Sant’Agata e Calderara, a cui è stato vietato l’accesso e lo stazionamento nei pressi del pubblico esercizio “La rotonda sul pane” sito in San Giovanni in Persiceto, divieto che avrà la durata di due anni.

Inoltre, è da precisare che due dei soggetti destinatari dei provvedimenti Dacur, sono stati ulteriormente gravati dall’osservanza di prescrizioni consistenti nell’obbligo di firma e di presentazione presso la Compagnia Carabinieri San Giovanni in Persiceto per la durata di un anno.

L’applicazione della misura si è resa necessaria in quanto le persone coinvolte erano state deferite alla A.G. a seguito del loro coinvolgimento in una violenta rissa avvenuta proprio nel locale commerciale di San Giovanni in Persiceto.

In considerazione della pericolosità sociale desunta da svariati precedenti penali e di polizia, di cui i soggetti risultavano gravati, il Questore della provincia di Bologna ha ritenuto legittima l’applicazione di detta Misura.

Il Daspo Urbano, così come applicato ai sensi dell’art. 13 bis del D.L. n. 14/2017 modificato dal D.L. 130/2020 convertito con modifica dalla legge 173 del 2020 è una misura che mira a sanzionare la condotta di chi ostacola l’accesso e la libera fruizione di determinati luoghi pubblici, e in generale si propone di contrastare il degrado urbano comportato da condotte quali bivacchi non autorizzati, accattonaggio, comportamenti violenti o molesti.

L’inosservanza del divieto comporta l’arresto fino ad un anno (due anni, se il soggetto risulta precedentemente condannato per reati contro la persona o il patrimonio).

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