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San Gennaro, cronologia del prodigio durante la pandemia: il sangue si è sciolto alle ore 10,01. Niente bacio dei fedeli causa Covid

Ore 18. Il giorno prima del “prodigio” si accendono le luminarie da sagra di paese sulla facciata del Duomo. Sembra la festa di Dolce & Gabbana, al posto delle top model sfilano prelati e deputati della Real Cappella del Tesoro di San Gennaro in gran rispolvero di uniforme. Cominciano i riti di preghiera con la celebrazione dei Primi Vespri, tanto per ingraziarsi il Santo Patrono. Poi c’è l’accensione della lampada votiva posta accanto alla reliquia, il sangue è duro come granito quando l’arcivescovo prende in mano l’ampolla che lo contiene. In duomo sono ammessi solo 450 fedeli per garantire il distanziamento, si messi in fila da stamani all’alba. Altri 200 sono sistemati sul sagrato del duomo davanti a due maxi-schermi, per il bello della diretta e in streaming, collegati in mondovisione, tra cui Little Italy di New York.

Alle 9 l’Arcivescovo Domenico Battaglia e il Sindaco Luigi De Magistris hanno aperto la cassaforte che contiene il Reliquiario con le ampolle del Sangue. Ore 10,01. Il sangue si è sciolto. C’è da ricordare che l’ultima volta, lo scorso 16 dicembre 2020 (data del terzo Miracolo di San Gennaro, il cosiddetto “Miracolo laico”), il prodigio non si era ripetuto. Solenne celebrazione Eucaristica. Dopo il rituale dello sventolio del fazzoletto bianco da parte di un rappresentante di una delle “famiglie di Seggio” si dà l’annuncio ai presenti. Benedizione conclusiva, l’Arcivescovo percorre la navata centrale portandosi all’esterno della Cattedrale, per esporre ai fedeli e alla Città le ampolle con il sangue. Applausi, grida d’euforia. Faccia gialla, così lo chiama il popolino, ha fatto il miracolo. Al termine l’ampolla del Sangue verrà affidata ad un Canonico per la venerazione del popolo fino alle 12.30. Ore 17 e ore 18, 30 altre celebrazioni da protocollo e preghiere di ringraziamento. Annullati drink e finger food per i vip che solitamente sono serviti in una cappella di fianco. Brindisi con vino rosso che sta a simboleggiare il sangue del martire nell’adiacente San Gregorio Armeno, la strada dei presepi.

Miracolo bis: dopo 50 anni di chiusura riapre anche la Chiesa di San Gennaro, nel Real Bosco di Capodimonte, firmata dall’architetto e scenografo Ferdinando Sanfelice, su richiesta di Carlo di Borbone. Arie di festa suonano anche dallo storico organo. La restituzione in forma rinnovata della chiesa ha un valore artistico e monumentale e porta la firma dell’archistar Santiago Calatrava, un’opera d’arte totale di ceramica, tessitura, smaltatura e pittura. E nell’Istituto Superiore Caselli De Sanctis che nasce da una costola della Real Fabbrica di Capodimonte, un’ eccellenza diretta da Valter Luca De Bartolomeis, Calatrava ha personalmente condotto laboratori con gli studenti e i maestri artigiani per realizzare i decori della chiesa. Dal soffitto di stelle alle nicchie con disegni di rose, foglie e uccelli ai paramenti d’altare con le preziose sete di San Leucio. Un “umano” prodigio.

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