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Salvini in Vaticano, non notizia

Roma. Per la rubrica “notizie che non lo sono”, Matteo Salvini ieri ha incontrato in Vaticano Monsignor Paul Richard Gallagher, Segretario per i Rapporti con gli stati. Anticipato con singolare entusiasmo dai giornali vicini alla Lega, e condito di impliciti e astrusi significati attribuiti dalle veline dello staff salviniano, l’incontro viene in realtà considerato in Vaticano quanto di più normale e banale possa esistere. Il segretario per i rapporti con gli stati è infatti l’equivalente di un ministro degli esteri, ed è la figura che solitamente il governo della santa sede designa per incontrare qualsiasi esponente politico richieda una visita nei pressi di San Pietro. Altro è il segretario di stato vaticano, che equivale al primo ministro. Ma Salvini non ha incontrato Monsignor Pietro Parolin. 

Sarebbe invece stata una notizia se, malgrado la richiesta del segretario della Lega, il Vaticano avesse negato a Salvini un incontro persino con Gallagher. Trattandosi di incontro che non si nega a nessuno, se gliel’avessero negato ci sarebbe stato da scrivere ben più di un piccolo box sul Foglio. E insomma niente (o quasi) di quanto era stato anticipato da alcuni quotidiani consanguinei alla Lega corrisponde al vero. Nessuna benedizione vaticana può essere desunta da questo incontro. Nessun trattamento di particolare attenzione. Nessun argomento di particolare interesse delle politica italiana – forse nemmeno il ddl Zan – può essere stato trattato a quattrocchi da Salvini e da Monsignor Gallagher. La Chiesa ha i suoi codici, la sua grammatica, le sue liturgie politiche, e se dal punto di vista di Salvini l’incontro voleva essere  (come dicono i suoi collaboratori) un modo per riannodare i fili di un rapporto con il soglio di Pietro ebbene questo punto di vista non sembra coincidere del tutto con quello vaticano. A quanto si apprende Salvini e Monsignor Gallagher avrebbero parlato “della crisi umanitaria in Afghanistan, delle prospettive per il futuro dell’Europa, degli interventi a favore della famiglia e della natalità, del sostegno ai più deboli e della gestione dei flussi migratori”. Come si diceva: notizie che non lo sono.

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