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Salvini: “Il ruolo di Putin in Italia? Tutte fesserie. Gli immigrati? Votano Lega”

dal nostro inviato

Cervia – “Anche mezzo punto al giorno, piano piano e ci riprendiamo tutto quello che è nostro”. Alla festa della Lega a Cervia – vicina ma lontanissima dal Papeete di Milano Marittima – il sogno di tutti è il recupero su Giorgia Meloni. Lo dicono i parlamentari, big e peones, che sono arrivati fin qui con la speranza magari di un cinque o di un sorriso del capo, colui che fra venti giorni farà le liste elettorali. Mauro Lucentini, deputato made in Marche e dunque leghista di seconda generazione, spiega: “In campagna elettorale Matteo tirerà fuori le unghie, possiamo ancora puntare sulla rimonta di FdI”. D’altronde, come racconta il padrone di casa Jacopo Morrone, “la scossa politica ha ridato entusiasmo al nostro elettorato”.

 Fra i 300 simpatizzanti salviniani – non di più perché stasera il derby è con Patty Smith in concerto qua vicino – Mario Draghi è già un puro amarcord felliniano. Senza Nino Rota, ma con Casadei in sottofondo.     

Ecco Nicola Molteni, sottosegretario all’Interno, quel ministero tanto agognato dal Capitano per un bis che fa storcere il naso ai meloniani (il vicepresidente della Camera Fabio Rampelli ha già detto alla Stampa che “se ne parlerà se e quando alzeremo la coppa”) .

 

“Il recupero sulla Meloni è fattibile, Matteo lo conosciamo com’è quando può stare fra la gente”, dice convinto Luca Toccalini, deputato e responsabile dei giovani.

E allora in camicia bianca e con un filo di barba, reduce dalla festa della fidanzata Francesca Verdini, spunta Matteo Salvini, finalmente.  Alloggia a Cervia, perché a Milano Marittima non ci vuole passare nemmeno per dormire, e domattina partirà subito per il Veneto, lontano da questa casa degli spiriti.   

Ovviamente l’entrata trionfale è dalle cucine. Per un saluto alle cuoche di Lenin, scena molto da festa dell’Unità. “Ragazzi, si vince: mancano 56 giorni all’alba”, carica il leader della Lega, dietro ai fornelli. 

“Vuoi i cappelletti al ragù, Matteo?”. “Meglio una fettina”. Piccola ressa di telecamere. Foto ricordo. Sul palco lo attende Gennaro Sangiuliano, direttore del Tg2, reduce da una dotta intervista ieri, in quel di Pisa, a Enrico Letta. “E mercoledì sarò alla festa dem di Reggio Emilia”, tiene a far sapere il giornalista, cavallo su cui punta il centrodestra se andrà al governo e gestirà, di default, anche la Rai. Prima dellì’intervista il format prevede un grande forum con il mondo delle imprese e delle associazioni di categoria. La polemica di giornata è contro la proposta di “patrimoniale” di Letta.

A tal proposito la linea di Salvini è: ” Nessuna patrimoniale e nessuna tassa in più, con la Lega faremo il contrario di quanto dice Letta”. E l’immigrazione? “Nel luglio di quest’anno abbiamo superato gli sbarchi registrati in tutto il 2019. Non vediamo l’ora di tornare al governo per occuparci di lavoro, sicurezza, difesa dell’Italia. Alla faccia di una sinistra arrabbiata, che insulta e cavalca fake news. E sulla scuola faremo l’opposto di quello che sostiene Calenda: vogliamo più specializzazioni, più istituti tecnici, professionali e alberghieri collegati col mondo del lavoro”.

 

Visto che siamo in campagna elettorale la ricetta economica del Carroccio prevede anche un investimento da un miliardo di euro per assumere migliaia e migliaia di poliziotti senza dimenticare la flat tax. “Il governo non è caduto per colpa di Salvini o di Putin, ma per l’incapacità dei 5 Stelle”, dice Salvini alla ricerca dell’applauso facile sul tasto dolente. E quindi “il reddito di cittadinanza va cambiato perché non funziona: hanno avvistato i navigator sul pedalò”.

 

Odore di governo, fame di ministeri: “Tra i primi temi di cui ci occuperemo al governo ci saranno l’agricoltura, la pesca e l’allevamento”.  Curve nella memoria: “Azzereremo la Fornero e metteremo quota 41. E poi pace la fiscale va fatta subito”. La guerra, “stramaledetta”, rimane sempre sullo sfondo. E siccome come spiega Salvini “c’è ancora un governo in piedi e un presidente del Consiglio in carica” ci sarà “da mettere subito un miliardo di euro per l’Iva sui beni alimentari come pane e latte”. Sull’omicidio di Civitanova Marche spende “una preghiera” e assicura “l’Italia è uno dei paesi meno razzisti al mondo”. Di più: “Gli immigrati regolari votano quasi tutti per la Lega”. 

Non proprio incalzato da Sangiuliano sulla Russia, Salvini cita Franco Gabrielli e il vignettista Osho. “Ma vi pare che Putin fa cadere i governi, fa arrivare i barconi, fa aumentare la bollette della luce, fa divorziare Totti e Ilary? Sono tutte fesserie”.    

 

 

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