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Saipem, ecco perché Eni e Cdp hanno silurato Caio

Francesco Caio si dimette da amministratore delegato di Saipem: al suo posto è stato nominato Alessandro Puliti, il direttore generale voluto da Eni e Cdp. Tutti i dettagli, i perché e le anticipazioni di Startmag dei mesi scorsi sull’uscita di Caio

Ebi e Cdp silurano Caio dai vertici di Saipem.

Francesco Caio si è dimesso oggi, con decorrenza immediata, dalla carica di amministratore delegato di Saipem, che ricopriva dal 2021. Non farà più parte del consiglio di amministrazione della società.

ALESSANDRO PULITI NUOVO AD DI SAIPEM

Al suo posto è stato nominato Alessandro Puliti, già direttore generale (conserverà l’incarico). Ex-manager di Eni, Puliti è entrato in Saipem lo scorso febbraio per volere dei due principali azionisti della società, Eni e CDP Industria, che ne possiedono rispettivamente il 31,1 e il 12,8 per cento del capitale.

LA RIORGANIZZAZIONE DOPO IL PROFIT WARNING

La riorganizzazione organizzativa di Saipem – oltre che da Puliti, Caio era stato affiancato anche da Paolo Calcagnini, ex-dirigente di Cassa depositi e prestiti – è stata imposta da Eni e CDP dopo il profit warning di gennaio, quando la società preannunciò la chiusura del bilancio civilistico dell’esercizio 2021 con perdite superiori a un terzo del capitale sociale.

L’ADDIO DI CAIO E LE ANTICIPAZIONI DI STARTMAG

Tutte le deleghe precedentemente assegnate all’ex-amministratore delegato sono state assunte da Puliti. L’AGI scrive che Caio si è dimesso dopo aver ritenuto concluso il suo apporto al piano di riorientamento e rilancio di Saipem a seguito della pubblicazione dei risultati (positivi) del primo semestre del 2022.

Il 22 aprile scorso Startmag scriveva: “Si moltiplicano i rumors – raccolti in ambienti istituzionali e finanziari da Startmag – di una richiesta da parte di CDP ed Eni affinché Caio rinunci alla cospicua buonuscita prevista dal contratto in caso di una sua prossima uscita ‘spontanea’ da Saipem”. Le indiscrezioni sul siluramento di Caio sono state più volte smentite da Saipem; ma col senno di poi, si potrebbe dire che le smentite riguardavano la mancata buonuscita visto che ora esce con 3,3 milioni di euro lordi.

Le voci erano state però rilanciate anche dalla rappresentanza sindacale unitaria della società (composta da Filctem-CGIL, Femca Cisl e UILTEC), che in un comunicato di marzo si riferiva all’allora amministratore delegato Caio come “ex”.

DIVISIONI TROPPO AUTONOME?

Con la nomina, nei mesi scorsi, a direttore generale, Alessandro Puliti ha assunto il monitoraggio delle varie linee di business di Saipem in un’ottica di riorganizzazione delle deleghe dei manager.

Startmag ad aprile aveva registrato malumori interni per l’autonomia delle divisioni di Saipem e si era chiesta per quale motivo “se c’era un tetto troppo alto per l’autonomia delle direzioni – eredità di una gestione plasmata in epoca Eni – come mai il vertice attuale e passato […] non ha mai attuato modifiche per abbassare quel tetto e far passare dal CdA più contratti e commesse?”.

Prima che amministratore delegato, Caio è stato presidente di Saipem dal 2018.

A maggio, intervistato dal Sole 24 Ore, Caio si era riferito alla situazione della società parlando parlando di “problemi” che “vengono da lontano”: “bisogna ricordare”, aveva spiegato, “che negli ultimi 6 anni questa azienda ha accumulato quasi 5 miliardi di perdite e si trova a competere in un contesto in rapidissima evoluzione e con una organizzazione in cui il centro aveva delegato molto alle divisioni”.

Caio non avrebbe quindi proposto di cambiare l’assetto organizzativo di Saipem, pur avendone il compito?

3,3 MILIONI DI BUONUSCITA

Caio otterrà, entro un mese dalla cessazione del rapporto lavorativo, una buonuscita di 3,3 milioni di euro lordi: 650mila euro sono a titolo di preavviso, 1,95 milioni sono di incentivo e 700mila euro sono a titolo di patto di non concorrenza.

I CONTI DI SAIPEM

A fine luglio Saipem ha pubblicato i risultati del primo semestre del 2022, dove ha registrato ricavi per 4,4 miliardi di euro, un EBITDA adjusted di 321 milioni e ordini per 5,8 miliardi. Il miglioramento della liquidità è stato possibile anche grazie alla vendita delle operazioni di driling a terra alla britannica KCA Deutag. Il 15 luglio è stato completato completato l’aumento di capitale da 2 miliardi.

IL TITOLO IN BORSA

Dopo la nomina di Puliti, il titolo di Saipem in borsa è cresciuto dell’1,5 per cento.

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