Doccia gelata per l’Ucraina. Dopo che Zelensky e i suoi ministri hanno chiesto per giorni alla Nato e al mondo intero di riconoscere la Russia come “Stato terrorista”, adesso la Casa Bianca risponde “picche”.

A spiegarlo è stato il portavoce del Consiglio di sicurezza nazionale Usa, John Kirby. Ai giornalisti che gli chiedevano se gli Stati Uniti avrebbero mai aderito alla richiesta avanzata da Kiev, il portavoce fa sapere che “francamente, questo potrebbe minare la nostra capacità di mantenere l’Ucraina al tavolo dei negoziati”. Alzare il livello dello scontro in questo momento, insomma, sarebbe controproducente. “Quando arriveremo alla fase in cui l’Ucraina sarà al tavolo dei negoziati – ha aggiunto Kirby – vogliamo assicurarci che l’Ucraina abbia la massima flessibilità possibile durante questa discussione. Penso che l’inclusione della Federazione Russa nell’elenco degli stati sponsor del terrorismo non dia questa flessibilità”.

A rilanciare la richiesta ucraina era stato lo stesso presidente a margine di una telefonata con la neopremier britannica, Liz Truss. “Ho coordinato con lei ulteriori pressioni su Mosca – ha scritto Zelensky, che ha invitato la premier a “visitare l’Ucraina” e a “designare la Russia come Stato terrorista”. Una dichiarazione che Kiev ritiene “importante” e la Casa Bianca invece “controproducente”. Perché forse non ora, ma un giorno bisognerà arrivare ai negoziati. E sedersi a un tavolo con uno Stato definito terrorista può “togliere flessibilità” alle trattative.

We discussed the participation of 🇬🇧 in the recovery of 🇺🇦. Coordinated further pressure on the RF. The goal is to stop the aggression & bring the perpetrators to justice. It’s important to designate the RF a terrorist state. We’ll continue active interaction in all formats. 2/2

— Володимир Зеленський (@ZelenskyyUa) September 6, 2022

Intanto la guerra procede. Zelensky ha sentito anche il cancelliere Olaf Scholz che ha riconfermato “sostegno militare, umanitario ed economico” nonostante il ministro della Difesa tedesco abbia fatto sapere che le scorte delle forze armate hanno “raggiunto il limite”. Dall’Ue invece arriveranno cinque miliardi di euro in aiuti finanziari. I soldi serviranno ancora a lungo, almeno secondo quanto scrivono il comandante in capo delle forze armate, Valerii Zaluzhnyi, e il numero due della commissione difesa e intelligence del parlamento, Mykhailo Zabrodskyi. Oggi infatti Kiev ha ammesso per la prima volta di aver avuto un ruolo nelle esplosioni alle basi aeree russe in Crimea (dieci caccia abbattuti, secondo l’Ucraina). Però non si vede ancora la luce in fondo al tunnel. In un articolo pubblicato sull’Ukrinform, infatti, i due generali hanno escluso che la guerra possa concludersi nel 2022. “La guerra su larga scala, scatenata dalla Federazione Russa contro l’Ucraina il 24 febbraio, è da tempo andata oltre il concetto di conflitto locale a media intensità”, si legge nel testo in cui la durata delle ostilità “viene già misurata in mesi”. “Vi è ogni motivo di ritenere – concludono – che questo conto andrà oltre il 2022”.

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