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Rompicapo Tim, Donnet strapazza Cirinà, Minniti stronca D’Alema il colombiano

Tim, Generali, Leonardo, Twitter, guerra e non solo. Pillole di rassegna stampa nei tweet di Michele Arnese, direttore di Startmag

 

L’EX DALEMIANO MINNITI PIZZICA IL D’ALEMA COLOMBIANO

 

ROMPICAPO TIM

 

DONNET STRONCA IL CALTAGIRONIANO CIRINA’

 

IL PENTAGONO INTRAVVEDE LA VITTORIA DELL’UCRAINA

 

SCENARIO E PREVISIONI NATO SULLA GUERRA

 

GENOCIDIO?

 

LE CONSULENZE PER MACRON

 

TWITTER SI MODIFICA?

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ESTRATTO DI UN ARTICOLO DEL SOLE 24 ORE SU TIM, KKR, CVC E APAX:

Dopo Cvc, anche il private equity Apax guarda al dossier della ServCo (la società dei servizi) di Tim. Secondo indiscrezioni raccolte dal Sole 24 Ore il gruppo finanziario, che ha sede a Londra, starebbe avviando approfondimenti in quanto interessato ad alcune delle attività di Tim che saranno oggetto dei carve-out preannunciato dal management.

In questo quadro un team Apax, specializzato sulle Tlc, è in Italia e starebbe esaminando il dossier. Nel radar le attività di ServCo, suddivise in Consumer ed Enterprise. Anche altri private equity internazionali, come Apollo, sono alla finestra sull’operazione, ma Apax appare come il nome più credibile in quanto ha una forte esperienza di telecomunicazioni.

Il gruppo finanziario nel 2008 si è affacciato sul dossier Wind e nel 2005 ha rilevato, assieme a Tpg, Tim Hellas per 1,1 miliardi di euro. Qualche mese fa era stato impegnato, in alleanza con Iliad, in un’offerta per il 100% di Vodafone Italia. La compagnia francese che fa capo a Xavier Niel – 7,6 miliardi di ricavi; sesto operatore di Tlc del Vecchio Continente con 42 milioni di abbonati; due terzi dei ricavi in arrivo dalla Francia, un 20% dalla Polonia e un 10% dall’Italia – si era fatta avanti, appunto con Apax, con un’offerta da 11,2 miliardi di euro per le attività di Vodafone in Italia. La multinazionale inglese ha rispedito al mittente, nonostante il pressing dei fondi attivisti come ad esempio Cevian Capital che non aveva fatto mistero di voler accelerare un riassetto.

In questo quadro, nelle sale operative si dà per scontato che Iliad stia guardando al dossier Tim con grande attenzione. Che lo schema con Apax si possa replicare, come nel caso dell’offerta per Vodafone Italia, è tutto da vedere, ma analisti e osservatori non lo danno per escluso.

Del resto mai come in questo momento il riassetto di Tim sembra essere approdato a una fase cruciale, in cui la suddivisione fra servizi (ServCo) e rete (NetCo) starebbe per diventare realtà, rispondendo così alla strategia che l’ad Pietro Labriola ha tratteggiato per il suo piano industriale lo scorso 2 marzo.

Ultimo, ma non per ordine di importanza, c’è il dossier rete unica con Tim e Cdp (azionista al 10% di Tim e al 60% di Open Fiber) che hanno siglato un accordo di riservatezza in vista di un memorandum of understanding da firmare entro il 30 aprile. Governo e Cdp paiono molto indirizzati su questa strada. Nell’attesa l’accordo commerciale fra Tim e Open Fiber sulle aree bianche è in dirittura.

 

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