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Rientro a scuola: la Dad non è prevista, niente temperatura e mascherine solo per i più fragili. Sindacati contrari a Dad il sabato per risparmiare – RavennaNotizie.it

Il caro energia apre un nuovo fronte di polemiche anche all’interno della scuola, tra chi è a favore e chi è contro l’ipotesi di chiudere gli istituti il sabato in inverno per risparmiare energia appunto, ricorrendo alla Dad. Qualcuno ha proposto questa ipotesi. Ma contro la Dad c’è chi è pronto a fare le barricate. Fra l’altro la Dad non è più prevista in caso di Covid e come si sa anche i docenti e non docenti no vax possono tornare a scuola.

“Da quello che sappiamo non sarà possibile che le scuole attivino la Dad autonomamente, sia per i malati di Covid che per i lungodegenti a casa. Siamo ovviamente contrari a che ogni scuola possa decidere autonomamente, altrimenti ci sarebbe l’anarchia”. A dirlo all’ANSA è Mario Rusconi che guida i presidi di Anp Roma. “Bisognerà chiedersi quale potrà essere in futuro l’uso della Dad se le scuole per esempio dovessero essere chiuse tutti i sabati come si sta ipotizzando per risparmiare il gas: la Dad diventerebbe necessaria per il sabato”, ragiona Rusconi. “Né è pensabile che se le scuole chiudono il sabato bisogna ridurre gli orari e fare le ore di 50 minuti e le giornate scolastiche di 6-7 ore: sarebbe un’aggressione al diritto dello studente ad aver garantita la formazione”.

“La scuola deve essere l’ultima da prendere in considerazione per procedere con le limitazioni del tempo scuola e con eventuali conversioni delle lezioni dalla presenza alla distanza: siamo consapevoli che ci saranno problemi per l’emergenza energetica ma ci sono scelte radicali che devono essere in questa fase, per la salvaguardia dei servii essenziali”. Questa la posizione di Ivana Barbacci, segretario Cisl Scuola. “Si possono abbassare le luci nei centri commerciali, cominciando a tenerli per esempio chiusi la domenica – suggerisce la dirigente sindacale – si possono abbassare i riscaldamenti negli uffici pubblici in linea generale; si può fare molto, insomma, ma va preservato il diritto allo studio senza far pagare l’emergenza energia ai giovani.”

Sulla stessa linea la Uil Scuola. “La Dad rappresenta per noi un tipo di didattica emergenziale quindi legata solo all’emergenza Covid. Credo nel ruolo della scuola intesa come garante nel mantenimento di legami e di relazioni interpersonali “in presenza” in quanto è proprio all’interno delle dinamiche di classe e di scuola che emergono situazioni di fragilità psicologica ed emotiva che, a seconda delle diverse fasce di età, riguardano le nostre studentesse e i nostri studenti. Non volendo fare proclami o slogan penso che tutti/e i nostri studenti/esse devono poter tornare a scuola e svolgere le attività didattiche nelle aule scolastiche. Utilizzare la Dad per ridurre un giorno di lezione per risparmiare sul caro gas mi sembra pura follia se pensiamo che le linee guida inviate alle scuole per prevedono solo ed esclusivamente di aprire le finestre magari con i termosifoni accesi! La scuola è una cosa seria e risparmiare su di essa significa non investire sul futuro di questo paese. Piuttosto tagliamo sugli sprechi”. Così all’ANSA il segretario della Uil Scuola Giuseppe D’Aprile.

COSA DICE IL VADEMECUM PER LE SCUOLE

Gli alunni positivi non possono seguire le lezioni in Didattica digitale integrata poiché la normativa speciale per il contesto scolastico legata al Covid, che consentiva tale modalità, cessa i propri effetti con la conclusione dell’anno scolastico 2021/2022. È quanto spiega il Ministero dell’Istruzione in un vademecum inviato alle scuole con le principali indicazioni per il contrasto della diffusione del Covid-19 in ambito scolastico in vista dell’avvio dell’anno 2022/2023. Il testo sintetizza i documenti elaborati dall’Istituto superiore di sanità nelle scorse settimane, già inviati alle scuole.

Il documento del ministero, per tutelare gli alunni fragili, precisa che “i genitori degli alunni/bambini che a causa del virus SARS-CoV-2 sono più esposti al rischio di sviluppare sintomatologie avverse comunicano all’Istituzione scolastica questa condizione in forma scritta e documentata, precisando anche le eventuali misure di protezione da attivare durante la presenza a scuola. A seguito della segnalazione ricevuta, l’Istituzione scolastica valuta la specifica situazione in raccordo con il Dipartimento di prevenzione territoriale ed il pediatra/medico di famiglia per individuare le opportune misure precauzionali da applicare per garantire la frequenza dell’alunno in presenza ed in condizioni di sicurezza”.

Non ci sarà più la misurazione della temperatura corporea per accedere nelle scuole. “Per accedere ai locali scolastici non è prevista alcuna forma di controllo preventivo da parte delle Istituzioni scolastiche. Ma, se durante la permanenza a scuola, il personale scolastico o il bambino/alunno presenti sintomi indicativi di infezione da Covid viene ospitato nella stanza dedicata o area di isolamento, appositamente predisposta e, nel caso dei minori, devono essere avvisati i genitori”. Rientrano tra la sintomatologia compatibile con il Covid – chiarisce il ministero – sintomi respiratori acuti come tosse e raffreddore con difficoltà respiratoria, vomito (episodi ripetuti accompagnati da malessere), diarrea, perdita del gusto, perdita dell’olfatto, cefalea intensa.

È consentita la permanenza a scuola a bambini e studenti con sintomi respiratori di lieve entità ed in buone condizioni generali che non presentano febbre. Lo stabilisce il vademecum. “Nei bambini la sola rinorrea (raffreddore) è condizione frequente e non può essere sempre motivo di non frequenza o allontanamento dalla scuola in assenza di febbre”, fa notare il ministero, il quale aggiunge che “gli studenti possono frequentare in presenza indossando mascherine chirurgiche/FFP2 fino a risoluzione dei sintomi ed avendo cura dell’igiene delle mani e dell’osservanza dell’etichetta respiratoria”.

Le mascherine non sono previste per il rientro a scuola tranne nel caso in cui ci siano alunni fragili e nel caso di personale scolastico fragile.  Il personale scolastico a rischio di sviluppare forme severe di Covid “utilizza i dispositivi di protezione respiratoria del tipo FFP2 e i dispositivi per la protezione degli occhi forniti dalla scuola in base alle indicazioni del medico competente”, stabilisce la circolare diffusa alle scuole in queste ore dal ministero dell’Istruzione. Il documento prevede inoltre che “anche il personale che ha la volontà di proteggersi con un DPI può usare un dispositivo di protezione respiratoria del tipo FFP2 e dispositivi per la protezione degli occhi”.

Le persone risultate positive al Covid sono sottoposte alla misura dell’isolamento; per il rientro a scuola è necessario il test antigenico rapido o molecolare con esito negativo, anche in centri privati. Lo prevede la circolare del ministero dell’Istruzione diffusa in queste ore alle scuole in vista del nuovo anno scolastico. Il ministero precisa inoltre che “nell’eventualità di specifiche esigenze di sanità pubblica sono previste le ulteriori misure, che potrebbero essere implementate, singole o associate, su disposizione delle autorità sanitarie per il contenimento della circolazione virale e la protezione dei lavoratori, della popolazione scolastica e delle relative famiglie qualora le condizioni epidemiologiche peggiorino”.

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