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Riccardo Frizza chiude la sinfonica del Comunale di Bologna – Emilia-Romagna

Il 23 dicembre assieme al soprano Aleksandra Kurzak

(ANSA) – BOLOGNA, 21 DIC – Archiviato il successo di Traviata, tre serate di tutto esaurito da 1700 spettatori più una saltata causa sciopero, Riccardo Frizza, uno dei direttori italiani più richiesti nel panorama musicale internazionale, torna sul podio dell’Orchestra del Teatro Comunale di Bologna per l’ultimo dei concerti della stagione sinfonica. Il 23 dicembre il cinquantunenne maestro bresciano sarà all’Auditorium Manzoni assieme al soprano polacco Aleksandra Kurzak per un appuntamento tra i più interessanti e seducenti fra quelli fin qui proposti dal cartellone della Fondazione bolognese.

    Ospite di palcoscenici come quello del Metropolitan di New York, della Royal Opera House di Londra, dell’Opéra di Parigi, del Teatro alla Scala e della Staatsoper di Vienna e di Berlino, Aleksandra Kurzak interpreterà gli struggenti “Vier letzte Lieder” (Quattro ultimi Lieder) di Richard Strauss, testamento musicale del compositore che li completò nel 1948, a 84 anni e a un anno dalla morte. Prima del capolavoro straussiano, Riccardo Frizza, che è direttore musicale del Festival Donizetti Opera di Bergamo e direttore principale dell’Orchestra Sinfonica della Radio Ungherese, proporrà il Trittico botticelliano di Ottorino Respighi, sorta di coda al recente Festival che Bologna ha dedicato al suo compositore, mentre a seguire toccherù alla Sinfonia N. 5 in mi minore di Piotr Ilic Ciajkovskij.

    “Si comincia con l’atmosfera rarefatta del Trittico botticelliano, realizzato da Respighi in stato di grazia, – commenta Riccardo Frizza – molto efficace nel rappresentare le forme e i colori della pittura di Botticelli. La luminosità del Trittico introduce e amplifica l’atmosfera dei Vier letzte Lieder di Strauss, il capolavoro che esalta tutto il lirismo delle parole di Joseph von Eichendorff e Hermann Hesse, esprimendo il tramonto sia del classicismo sia dell’eredità del compositore. Infine un altro capolavoro: la Quinta Sinfonia di Ciajkovskij, un brano struggente in cui incombe il tema del destino. Ma allo stesso tempo è un tesoro di così grande bellezza da essere una delle sinfonie più ispirate, amate e frequentemente eseguite”. (ANSA).

   

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