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Raccomandata in ritardo, ecco quando si può richiedere il risarcimento e a quanto ammonta

La raccomandata che avete inviato non è ancora arrivata o ve ne è stata consegnata una in ritardo? Ecco quando è possibile chiedere un risarcimento e a quanto ammonta

Per la consegna di una raccomandata, Poste Italiane garantisce un numero specifico di giorni entro cui tale lettera sarà consegnata. Non sempre, però, questo periodo viene rispettato. Può capitare, infatti, che la consegna venga fatta in ritardo. Questo può arrecare danni anche importanti al mittente e/o al destinatario, che hanno diritto a un rimborso. In particolare, l’articolo 6 della Carta dei Servizi di Poste Italiane indica che si possono prevedere ristori, indennizzi o rimborsi. Questo, nel caso in cui si possano determinare, in modo certo o in base a riscontri obiettivi, quando si sono verificate la spedizione, la destinazione e la consegna e tutti i dati relativi a queste.

Per richiedere un rimborso è necessario inviare un reclamo tramite Pec, un fax o raccomandata a Poste Italiane in cui si indica il motivo della richiesta, che può essere un ritardo, un danneggiamento o anche un mancato recapito. L’indirizzo della Pec è reclamibusiness@postecert.it, il numero del fax è 06 98685921 e l’indirizzo per la raccomandata è “Casella Postale 600 – 00144 Roma“. Nel caso in cui si debba fare un reclamo business, invece, si consiglia di telefonare al numero verde numero 800 160 000 o di consultare la sezione del sito di Poste Italiane dedicata ai reclami e alle conciliazioni. Per i clienti non contrattualizzati è necessario, invece, compilare il modulo Lettera di richiamo, scaricabile sul sito delle Poste, e inviarlo nei modi segnalati precedentemente oppure consegnandolo direttamente all’ufficio postale.

Raccomandata in ritardo o danneggiata: ecco a quanto ammonta il risarcimento

Per aver diritto al risarcimento, come sottolineato precedentemente, è necessario dimostrare in maniera certa il ritardo, il danneggiamento o la mancata consegna. In aggiunta, il mittente dovrà fare una rinuncia formale, allegando una fotocopia del documento d’identità, perché le Poste possano autorizzare il risarcimento. Il ristoro può avere importi diversi, a seconda della situazione. Come spiega Money.it, nel caso di una raccomandata di tipo 1, se l’obiettivo di consegna è in zona J+1 e il ritardo è compreso tra i 3 e i 5 giorni, si avrà diritto a un ristoro del 150% del costo sostenuto. Stessa cosa nel caso in cui gli obiettivi di consegna siano una zona J+2 o J+3 e il ritardo sia compreso tra i 4 e i 15 giorni. Oltre il quindicesimo giorno, o se la raccomandata è stata danneggiata o non sia stata recapitata, l’importo del ristoro sarà di 100 euro.

La Corte di Cassazione ha deciso, attraverso l’ordinanza numero 5231 del 2022, che il mittente o il destinatario possono chiedere anche un ulteriore risarcimento. La richiesta dovrà essere presentata dalla persona danneggiata, supportata da un avvocato, in sede giudiziaria. Per aver diritto a questo ulteriore risarcimento, però, la parte lesa dovrà provare la sussistenza di un pregiudizio certo. Questa deve essere collegata al ritardo, al danneggiamento o al mancato recapito della raccomandata.

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