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Quali sono i programmi dei partiti su lavoro, pensioni, fisco ed energia?

Che cosa non dicono finora i partiti. L’analisi di Walter Galbusera e Claudio Negro della Fondazione Kuliscioff in vista delle elezioni del 25 settembre

 

L’appuntamento elettorale è fissato per il 25 settembre. Un tempo breve, ma è meglio non perdere tempo considerate le scadenze importanti e ravvicinate a cui bisognerà far fronte. Naturalmente ognuno farà la campagna elettorale che crede, ma un confronto politico fatto prevalentemente di insulti e reciproche delegittimazioni non contribuirà a rendere chiaro e diretto il rapporto con gli elettori.

C’è da dubitare anche che sia produttivo, se non per gli aspetti più polemici della propaganda elettorale, limitarsi ad una pur legittima ricerca delle responsabilità palesi ed occulte nel groviglio di una crisi che attanaglia il paese da un periodo ben più lungo di quello che è durato il governo di Mario Draghi. Forse sarebbe più utile chiedere alle forze politiche di indicare con quali programmi intendano governare e come intendano garantire gli equilibri di bilancio nel sostegno dell’economia e nella lotta all’inflazione. Non servono slogan palingenetici o frasi ad effetto, è necessario capire in concreto quali sarebbero le misure che si vorrebbero adottare sulle questioni di maggior rilievo economico-sociale che sono da anni al centro di un dibattito che sembra non finire mai.

Partiamo dalle pensioni. Nel 2023 si applicherà la riforma cosiddetta “Fornero” che fissa l’età della pensione al compimento de 67 anni di età? In caso si volesse costruire un’alternativa quali sarebbero i singoli provvedimenti correttivi e quanto costerebbero nel corso del tempo?

Se si ritiene di ridurre il cuneo contributivo (la somma degli oneri a carico di imprese e lavoratori che alimenta il pagamento delle pensioni) in che misura ciò avverrà, ne beneficeranno anche le imprese e quale sarà l’ammontare complessivo di tale onere da trasferire al bilancio dello Stato? Oppure si opterebbe per una proporzionale diminuzione della rendita pensionistica eventualmente bilanciata da Fondi Previdenziali Integrativi volontari, sul modello tedesco?

Se si intende ridurre la pressione fiscale nei confronti dei contribuenti non evasori, si dovrà indicare le imposte interessate al provvedimento e, per le imposte dirette, quale sarà la soglia di reddito (tenendo conto che al di sotto della soglia di 15.000 euro lordi il prelievo fiscale è già di fatto cancellato) indicata per beneficiare di tali misure. Si considera un obiettivo da realizzare l’abolizione dell’IRAP? E quale sarà l’onere complessivo da trasferire al Bilancio dello Stato? Infine, considerata come acquisita la revisione dei valori catastali, si esclude o meno un aumento del prelievo fiscale nel 2026?

Sarebbe interessante conoscere quali sarebbero i provvedimenti più efficaci da adottare per combattere l’evasione fiscale e quali i risultati prevedibili in tempi definiti circa l’ammontare delle imposte recuperate. Andrebbe stabilito un vincolo di utilizzo parziale o totale del recuperato per ridurre la pressione fiscale?

In materia di assistenza l’attuale impianto, né trasparente né governabile , è destinato ad una crescita inarrestabile. Si intende dar vita ad una Anagrafe dell’Assistenza affidando ai Comuni e alla Guardia di Finanza la responsabilità dei controlli e del rispetto delle norme in materia?

In caso di adozione del salario minimo orario occorre indicare quale misura specifica si intende adottare. Un valore assoluto, eventualmente differenziato per Regione o area del Paese o l’adozione di un valore determinato da un contratto specifico sottoscritto dalle organizzazioni sindacali e approvato dai lavoratori interessati?

Considerato l’obiettivo prioritario di ricuperare produttività, una delle vie più efficaci per combattere l’inflazione, si considera una priorità la detassazione degli aumenti retributivi derivati da contrattazione aziendale?

Fino a quando si considera possibile sostenere il caro bollette e il contenimento del prezzo degli idrocarburi? Questi provvedimenti possono diventare misure strutturali da estendere aggiungendo per esempio la gratuità del trasporto pubblico locale?

Si intende utilizzare nei limiti delle possibilità consentite tutte le risorse energetiche, in particolare i giacimenti di gas e avviare iniziative concrete per reintrodurre in sicurezza l’energia nucleare nel nostro paese rimettendo in moto anche la ricerca?

Naturalmente a queste domande se ne potrebbero aggiungere altre, ma la questione non sono le domande ma le risposte. Considerata la situazione generale a tutti ben nota, non si possono chiedere miracoli a nessuno e i continui “scostamenti di bilancio” possono, superato un certo limite, creare più danni che vantaggi. Per questo risposte chiare sono un dovere morale per tutte le forze politiche. E chissà che così facendo non si riduca l’astensionismo.

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