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“Polmonite misteriosa in Argentina”. Già preparano la prossima emergenza

Una nuova polmonite misteriosa si sta diffondendo l’Argentina. I giornali rilanciano la notizia. Si diffonde un po’ di paure e sembra quasi prepararsi già una nuova emergenza. Tre persone sono morte e altre sei sono affette da una “polmonite di origine sconosciuta”, come riporta il New York Post citando le autorità sanitarie argentine. Delle nove persone malate, otto erano operatori sanitari ed una era una paziente in terapia intensiva in una clinica privata di Tecumán, una regione 800 km a nord ovest di Buenos Aires.

Sulle persone contagiate sono stati effettuati 30 test, che hanno escluso la presenza di Covid, influenza, influenza di tipo A e B, hantavirus. Il ministro della sanità locale, Luis Medina Ruiz, ha confermato che “quello che questi pazienti hanno in comune è la severa condizione respiratoria con polmonite bilaterale e compromessa con immagini radiografiche molto simili al Covid, ma quest’ultimo è stato escluso”. Il Centro europeo per il Controllo delle malattie sta monitorando il caso e anche gli scienziati dell’Oms seguono la situazione.

Campioni del virus sconosciuto sono stati inviati all’istituto Malbran di Buenos Aires e all’Amministrazione nazionale dei laboratori e istituti della salute dell’Argentina. Il Corriere della Sera precisa che, dopo le prime infezioni, l’ospedale è stato messo in quarantena. Inoltre il quotidiano milanese fornisce dettagli sulle tre vittime: un’infermiera di 45 anni e un medico di 68 che lavoravano nella clinica privata. La vittima più recente, la terza, era una paziente di 70 anni, ricoverata per una operazione alla cistifellea. Si sospetta che questa anziana signora sia la “paziente zero”, anche se Ruiz dice che questi fattori stanno ancora “venendo valutati”. I primi sei pazienti avevano iniziato a manifestare i sintomi tra il 18 e il 22 agosto. Le manifestazioni iniziali sui tre pazienti più recenti si sono sviluppate tra il 20 e il 23 agosto: secondo il New York Post, due di loro stanno ricevendo trattamenti clinici, mentre il terzo viene controllato (vigile attesa?) a casa.

Dopo il panico iniziale, le dichiarazioni del segretario medico del Sistema sanitario provinciale, Miguel Ferre Contreras, sembrano maggiormente rassicuranti: “La situazione clinica va avanti da più di una settimana e non sono comparsi casi secondari, quindi possiamo dire che non abbiamo a che fare con un virus che si trasmette da persona a persona. In linea di principio è qualcosa che non sta circolando nella comunità”. Dunque si spera che non sarà necessaria alcuna corsa alle mascherine, salvo allarmismi dovuti agli strascichi della recente pandemia e a cui ci ha abituato “il giornale unico del virus”.

Il sospetto, continua il Corriere, è che il colpevole dell’infezione possa essere il batterio della Legionella che causa una patologia nota come la “malattia del legionario”, caratterizzata da polmonite con febbre alta. Gli ispettori locali stanno effettuando controlli nell’impianto di condizionamento e nelle cisterne d’acqua dell’ospedale, cioè negli ambienti dove in genere il microbo in questione potrebbe riprodursi.

Tutto questo, conclude il New York Post, accade due anni e mezzo dopo l’esplosione della pandemia di Covid 19. Da allora molte malattie hanno diffuso la paura di un’altra pandemia, con gli Stati Uniti che hanno addirittura dichiarato lo stato di emergenza per il vaiolo delle scimmie.

Andrea Gebbia, 3 settembre 2022

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