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Pochi uomini in area, l'attacco si è inceppato: Pecchia riparte da Mihaila

La sconfitta con il Modena non ha minato il cammino del Parma verso l’obiettivo della Serie A. La sbandata anche a distanza di giorni però, ha certificato il passo indietro lasciando in casa crociata la sensazione di essere rimasti con un pugno di mosche in mano: c’è la consapevolezza di aver mancato – per l’ennesima volta nell’era Krause – l’appuntamento con la gara della svolta, a maggior ragione dopo aver visto i risultati della domenica calcistica che ha sottolineato l’assenza di un padrone in una Serie B caratterizzata da equilibrio e incertezza. E proprio sull’equilibrio ha giocato Pecchia alla ripresa degli allenamenti in vista della sfida con il Cagliari. L’allenatore ha chiesto ai suoi, alla ripresa degli allenamenti, di non deprimersi dopo lo schiaffo del Modena. L’allenatore ha bisogno di vedere che la sconfitta è ormai alle spalle. Per il tecnico di Formia è importante imparare dagli errori e gestire con più lucidità i momenti – soprattutto quelli negativi – che possono capitare durante una partita. Pecchia ha dovuto lavorare sulla testa dei suoi, invitati a ripartire da zero e chiamati a cancellare il disastro dello scorso anno. 

C’è bisogno di attaccare con più convinzione la porta e migliorare i movimenti della linea difensiva (che ha commesso errori da matita rossa in occasione dei gol nel derby). Il dato sul possesso palla (68,7%) è rimasto nel calderone insipido dei numeri, senza che venisse sfruttato a dovere per vincere la partita. Nel post, Pecchia ha sottolineato come la prestazione i suoi l’abbiano fatta nonostante la sconfitta, mentre ha precisato come sia fondamentale per vincere le partite fare gol. E questo non può essere un dettaglio trascurabile: “Se riusciamo a segnare poi le partite diventano diverse e si aprono gli spazi” ha detto l’allenatore nel post gara. Ed è proprio su questo aspetto che Pecchia ha provato a calcare la mano alla ripresa dei lavori in vista di Cagliari. Con le squadre chiuse il Parma va annaspa, perde forze attaccando in maniera poco lucida. Il Parma ha calciato 16 volta verso la porta avversaria, 11 tiri sono finiti nello specchio, 5 fuori. Ma la qualità delle conclusioni non è stata eccelsa e prima ancora che questo, al tecnico non deve essere piaciuto il modo in cui i suoi hanno riempito l’area di rigore. Lo sviluppo del gioco sugli esterni ha portato Dennis Man a mettere dentro 8 traversoni. Numero accettabile, segno che le azioni potenziali il Parma le ha create. Se da un lato questo certifica che i tentativi ci sono stati, dall’altro mostra le difficoltà nell’attaccare con efficacia l’area di rigore. Dentro c’erano pochi uomini e ancora meno erano quelli pronti a raccogliere l’eventuale seconda palla. Il Modena se ne è rimasto li, fermo ad aspettare. Per alcuni tratti di gara aveva smesso anche di ripartire, tanto il Parma non graffiava. Un pizzico di imprevedibilità l’ha data al match l’ingresso in campo di Valentin Mihaila. Il suo ingresso in campo ha creato qualche sussulto, figlio della sua rapidità e della sua tecnica palla al piede. Il romeno ha un buon controllo in corsa, ma non ha ancora imparato a essere decisivo. Dei 16 tiri verso la porta di Gagno, c’è da dire che 5 sono stati i suoi. E c’è anche un altro dato che indica il romeno come l’uomo della ripartenza: in 22′, Mihaila ha dribblato più di tutti gli altri calciatori del Parma (4), creando la superiorità numerica. Un esterno vero, insomma, di quelli che servono a Pecchia che troppo spesso ha dovuto adattarne diversi. Su sette contrasti ne ha vinti sei. Altro dato dal quale riprendere a cucire la tela della promozione. Bisogna migliorare la fase offensiva che con il Modena, nella partita che poteva essere della svolta, si è rivelata disordinata e senza effetto. 

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