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Pnrr: per la diga foranea di Genova è tutto fermo. Guerra Caltagirone-Webuild

I lavori per la diga foranea di Genova dovrebbero iniziare il prossimo anno. Il progetto da 1,3 miliardi di euro (600 milioni finanziati dal Pnrr) è al centro di un contenzioso (consorzio perdente di Gavio e Caltagirone contro la cordata vincente capeggiata da Webuild). Tutti i dettagli

Genova è la città con la maggiore intensità di investimenti dei fondi stanziati dal PNRR. Questo per via dell’intervento da 600 milioni di euro nel porto del capoluogo ligure. Nel 2023 partirà la realizzazione della diga foranea, il nuovo frangiflutti che consentirà l’accesso a navi di nuova generazione, l’adeguata protezione delle banchine interne e l’innalzamento dei livelli di sicurezza delle manovre di ingresso ed evoluzione. Ad aggiudicarsi la realizzazione dell’opera il consorzio

A GENOVA 600 MILIONI PER LA DIGA FORANEA

L’opera nel suo complesso non costerà meno di 1,3 miliardi di euro, di cui 950 milioni per la prima, e più consistente, fase. La diga avrà la funzione di protezione dei bacini interni dalle mareggiate e da possibili cambiamenti climatici, e garantirà al porto una più razionale separazione fra traffico commerciale e passeggeri, riparazioni navali e area nautica da diporto. Un progetto indispensabile allo sviluppo del porto per continuare a essere competitivo nel sistema di scali e per accogliere le mega-navi cargo. Lo scorso anno il cargo Ever Given si impantanò nel Canale di Suez proprio per via delle sue dimensioni, rendere, dunque, le infrastrutture adeguate alle nuove dimensioni dei cargo è la priorità per il futuro della navigazione.

LE DUE FASI DELLA REALIZZAZIONE

La realizzazione della diga foranea si articolerà in 2 fasi. La fase A, relativa alla zona di Levante, prevede la demolizione di un tratto dell’attuale opera foranea e la realizzazione di un nuovo segmento di 4.200 metri. Nel secondo step, la fase B, lavorazioni riguarderanno il tratto di Ponente e permetteranno di completare il progetto con la costruzione di nuovi 2,2 km che assicurando una distanza dalle banchine esistenti di 400 metri.

DIGA FORANEA: ANCORA TUTTO FERMO

“Il primo bando per la più grande opera, la diga foranea di Genova, è andato deserto per la questione dei costi. Al secondo una ditta ha vinto e l’altra concorrente ha fatto subito ricorso al tribunale amministrativo regionale. Dunque, tutto fermo”, a dirlo è Carlo Bonomi, presidente di Confindustria. Ma cos’è successo con il progetto più ricco del PNRR italiano?

LA PRIMA GARA PER L’ASSEGNAZIONE DEI LAVORI È ANDATA DESERTA

Il primo bando di gara, dello scorso giugno, è andato deserto. Alla base un problema di costi che, secondo quanto scritto dalla presidente nazionale dell’Ance Federica Brancaccio a Paolo Emilio Signorini, commissario straordinario per la realizzazione della nuova diga foranea, erano sottostimati rispetto al preventivo per l’esecuzione in mare aperto dei lavori. A pesare anche l’aumento delle materie prime e i tempi stretti per la costruzione perché è un progetto finanziato dal PNRR. L’ex ministro Enrico Giovannini aveva detto che eventuali extracosti si sarebbero potuti assorbire. Le due cordate che avevano mostrato interesse, da una parte WeBuild, Fincantieri, Fincosit e Sidra, e dall’altra consorzio Eteria (Gavio Caltagirone) con Rcm e Acciona, non ci hanno creduto e hanno chiesto di rivedere le condizioni, tecniche ed economiche.

WEBUILD SI AGGIUDICA LA MAXIOPERA DELLA DIGA FORANEA

Il bando è stato, pertanto, riconvocato al 12 ottobre quando ad aggiudicarsi il mega appalto per la costruzione della diga è stata la cordata capeggiata da Webuild (con Fincantieri Infrastructure Opere Marittime, Fincosit e Sidra). Webuild ha presentato all’Autorità di Sistema Portuale di Genova un’offerta da 843 milioni di euro (contro gli 855 degli avversari) e la commissione di esperti nominata dalla AdSP Mar Ligure Occidentale ha giudicato questa proposta la più idonea per portare a compimento la grandiosa opera infrastrutturale, che cambierà il volto dello scalo portuale di Genova. “Grandissima soddisfazione per l’assegnazione dei lavori commentò il presidente di Regione Liguria Giovanni Toti  Siamo di fronte ad un evento che non è esagerato definire epocale e che cambierà la faccia del nostro porto e la competitività dell’intera logistica italiana. Genova e la Liguria continuano nel loro percorso di cambiamento e modernizzazione. L’assegnazione dei lavori della Diga è una di quelle notizie che entreranno della storia economica di questa regione”.

IL CONSORZIO ETERIA PRESENTA RICORSO AL TAR

Tutto liscio quindi? Non proprio perché lo scorso 8 novembre 2021 il consorzio Eteria ha presentato ricorso al Tar della Liguria impugnando l’aggiudicazione al consorzio capeggiato da Webuild. Il ricorso è stato accompagnato da una richiesta di sospensiva. La richiesta accolta dal Tar di Genova che ha “sospeso l’esecuzione del decreto di aggiudicazione”. La misura concerne solo la firma del contratto fra la cordata aggiudicataria e la stazione appaltante. Il Tar ha preso questa decisione perché “la normativa derogatoria di cui dispongono Bucci e Signorini” avrebbe permesso ai due commissari di accelerare i termini per la firma del contratto disinnescando, di fatto, il ricorso di Eteria. E impedendo la “comparazione dell’irreparabilità del danno lamentato dal ricorrente con l’interesse del soggetto aggiudicatore alla celere prosecuzione delle procedure”, che è invece prerogativa proprio del collegio. I lavori sono, di fatto, paralizzati fino al prossimo 2023.

IL TAR RIGETTA LA SOSPENSIVA, PREMIATO L’INTERESSE NAZIONALE

Dopo aver accolto la richiesta di discutere della sospensiva presentata nell’ambito del ricorso di Eteria la prima sezione del Tar Liguria ha rigettato la richiesta di sospensiva, e ha rinviato la discussione del ricorso nel merito al prossimo 27 gennaio 2023. Il tribunale amministrativo ha ritenuto di dover tutelare l’interessa nazionale. Infatti, la sospensiva avrebbe rappresentato una battuta d’arresto di almeno 6-8 mesi per la firma del contratto e l’avvio del cantiere della grande opera. Invece lo scorso 23 novembre 2022 è stato siglato l’accordo tra l’Autorità Portuale, WeBuild e Fincantieri. Procediamo con un’opera fondamentale per l’Italia e di straordinario respiro per la Liguria, Genova e il suo porto – ha detto il sindaco Bucci Ci sono state delle difficoltà e altre si incontreranno nel futuro: andranno affrontate con la stessa autorevolezza e professionalità con la quale in questi anni abbiamo saputo gestire altre situazioni importanti e delicate. Stiamo costruendo il futuro per i nostri figli e i figli dei nostri figli, oggi è una giornata epocale”. La progettazione definitiva ed esecutiva dell’opera può procedere secondo il cronoprogramma.

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