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Pippo Baudo, niente condono: la cifra che dovrà versare all’Agenzia delle Entrate mette i brividi

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Pippo Baudo, niente condono: la cifra che dovrà versare all’Agenzia delle Entrate mette i brividi

Pippo Baudo è uno dei presentatori più amati di sempre in Italia. Ritiratosi dalle scene da oltre dieci anni, dal 2020 in poi è apparso molto di rado in televisione. Le ultime due ospitate televisive, tuttavia, sono state di gran calibro: nel 2021 ha partecipato ad ‘Amici di Maria de Filippi’ come giudice del premio TIM. Dal 27 luglio al 10 agosto dello stesso anno ha collaborato con Rai Tre e con Antonio Di Bella per una serie di appuntamenti televisivi legati agli eventi musicali ambientati all’Arena di Verona. L’ultima apparizione televisiva in Rai risale a una delle primissime puntate della stagione 2021 di ‘Ballando con le Stelle’: il 16 ottobre partecipò come ‘Ballerino per una notte’ allo show di Milly Carlucci. Sulla sua vita privata sappiamo solo che ha avuto due matrimoni, entrambi finiti: il primo, risalente a quasi sessant’anni fa, con Mirella Adinolfi, da cui ha avuto i suoi unici due figli; il secondo, celebrato nel 1986 e finito nel 2004 (il divorzio è stato ufficializzato nel 2007) con Katia Ricciarelli. Tuttavia alcuni mesi fa si è parlato molto di una notizia relativa alla sua vita privata che non ha nulla a che vedere con la sfera sentimentale.

Nel novembre del 2018, con sentenza 30227/2018, la Corte Suprema di Cassazione stabilì che Pippo Baudo non avrebbe potuto usufruire del condono fisicale. Il conduttore aveva fatto ricorso fino al terzo grado di giudizio per evitare di pagare la somma di 257mila euro dovuta al Fisco. In estrema sintesi si tratta di imposte (Irpef e Ilor) non pagate nel 1996. L’indagine è partita nel 2002, quando ci furono degli accertamenti fiscali sul conduttore. Solo quando arrivò la cartella esattoriale, Baudo decise di impugnarla e di fare ricorso. La CTR Catania gli ha dato ragione ma l’Agenzia delle Entrate non ha mollato ed ha fatto ricorso in Cassazione. Come riporta ilsussidiario.net, il condono sarebbe dovuto scattare in un periodo differente di imposta, differente da quello indicato sull’avviso. L’Agenzia delle Entrate, invece, sosteneva l’esatto opposto.

Una legge del 2002, infatti, non prevede alcune correlazione tra i reati l’avviso di accertamento. Sulla base della legge 289, la Cassazione ha dato ragione all’Agenzia delle Ente ed ha annullato la sentenza della CTR. In estrema sintesi, per evitare tecnicismi, Baudo è stato condannato a pagare al Fisco quei 258mila euro rimasti in sospeso dal 1996 al 2018. L’unica magrissima consolazione per lui è rappresentata dal fatto che i giudici hanno compensato tra le due parti le spese di giudizio di tutto il processo. Insomma, una brutta storia. Forse non tutti ne conoscono un’altra simile, finita in maniera inusuale. Chi ha ottima memoria ricorderà che Baudo lavorò per un breve periodo a Mediaset. Per tornare in Rai, il conduttore siciliano decise di recedere in anticipo il suo contratto da Fininvest. Anziché pagare la penale in denaro, cedette un palazzo in centro a Roma al presidente della società, Silvio Berlusconi. Altra curiosità? In quegli edifici viene ancora registrato il TG5 e c’è la sede di Medusa Film.

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Edoardo Ciotola

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