pinsa-romana

La pinsa romana è un lievitato tipico, come potrete immaginare, della regione Lazio (e soprattutto della Capitale), ma che ormai si trova anche qui e lì nel resto d’Italia. Potrebbe sembrare semplicemente una pizza ovale, semplicemente una variante della pizza napoletana, e in effetti secondo alcuni si tratta di un’invenzione recente. In realtà, però, pare che abbia origini antiche, essendo descritta in banchetti dell’antica Roma come una focaccia di cereali, croccantina per via della cottura su pietra.
In realtà, però, la differenza con la pizza consta sia della miscela di farine che della lievitazione. La pinsa è infatti composta con una miscela di farine (solitamente grano, riso e soia) e deve sottostare a una lievitazione che va dalle 24 alle 48 ore, cosa che rende l’impasto estremamente leggero e digeribile.
Potete condire la vostra pinsa romana come preferite, proprio come la pizza 😉 L’unica difficoltà per realizzare la Pinsa, è trovare la farina che deve essere proprio specifica, altrimenti, tanto vale fare la classica pizza, io l’ho acquistata online 🙂

 

Procedimento per preparare la pinsa romana

Innanzitutto versate farina e lievito sbriciolato in una ciotola e iniziate a versare 700 ml di acqua, mescolando man mano con un cucchiaio e poi a mano, finché non sarà assorbita completamente (risulterà un impasto grezzo e piuttosto sodo, è normale).
Effettuate dei tagli sull’impasto (bastano 3 incisioni: serviranno a far assorbire meglio gli ultimi ingredienti) e aggiungete sale, olio e l’acqua restante.

Continuate a lavorare per almeno 10 minuti, in modo che tutti gli ingredienti siano perfettamente incorporati.
Lasciate riposare per almeno 15-30 minuti.

Spolverizzate il piano di lavoro con poca farina, rovesciateci sopra l’impasto, allargatelo un po’ con le mani ed effettuate delle pieghe, piegando 1/3 dell’impasto sopra quello centrale e poi ripiegandoci sopra il 1/3 finale: fatelo prima in orizzontale e poi in verticale (come vedete dalle foto).

Pirlate quindi l’impasto dandogli una forma tonda e trasferitelo in una ciotola unta d’olio, coprite con pellicola trasparente e lasciate lievitare per circa 2 ore o fino al raddoppio.
Infine trasferite l’impasto in frigorifero e lasciatelo lievitare per almeno 24 ore.

Preparate una ciotola con della semola.
Dividete l’impasto in 4 panetti, cercando di non lavorarlo troppo (sollevate un pezzo di impasto e strozzatelo sotto con la mano fino a staccarlo dal resto).
Uno per volta, pucciate i vari pezzi nella semola, solo dal lato liscio, quindi effettuate nuovamente un singolo giro di pieghe (solo in orizzontale).
Lasciate lievitare nuovamente ogni panetto per 3-4 ore o fino al raddoppio, su un vassoio cosparso di semola, a temperatura ambiente.
Preriscaldate il forno statico alla massima potenza, con il grill acceso e la teglia dentro, in modo che si scaldi per bene anch’essa (meglio ancora se avete una pietra refrattaria).
Infine, con le mani infarinate nella semola, stendete un panetto per volta, partendo dal centro e andando verso i lati, cercando di conferire all’impasto una forma ovale e di non toccare troppo i bordi, in modo da creare un bel cornicione gonfio: dovreste creare una pinsa di circa 20-22 cm di lunghezza e 33-35 cm di larghezza.
Fate cuocere per 7-8 minuti sulla teglia arroventata e rivestita di carta forno.

Condite con passata di pomodoro, sale, olio e mozzarella e cuocete per altri 2-3 minuti, giusto il tempo che si fondano tra loro i sapori, quindi sfornate e aggiungete il basilico.
In foto vedete una seconda pinsa con condimento diverso: salsiccia sbriciolata (già precotta) e provola.

La pinsa romana è pronta, non vi resta che servirla.

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