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Perché la Conte dei conti bacchetta Gse e comuni sugli incentivi alle energie pulite

Per la Corte dei conti è necessario un nuovo decreto Controlli per vigilare sugli incentivi agli impianti rinnovabili e sui contributi ai Comuni per l’efficientamento energetico. Tutti i dettagli

 

La Corte dei conti ha detto di ritenere necessaria l’emanazione, “in tempi brevi”, di un sistema per la verifica delle tante novità normative in materia di incentivi alla produzione di elettricità da fonti rinnovabili e dei contributi ai comuni per le operazioni di efficientamento energetico.

GLI OGGETTI DELL’INDAGINE DELLA CORTE DEI CONTI

L’indagine, approvata dalla Sezione centrale di controllo sulla gestione delle Amministrazioni dello Stato della Corte dei conti, ha riguardato “due distinti oggetti” ma collegati dagli “obiettivi di trasformazione energetica volti a contrastare il cambiamento climatico”.

Da una parte, l’organismo ha esaminato le verifiche del ministero dello Sviluppo economico sul sistema affidato al Gestore dei servizi energetici (GSE: la società controllata dal ministero dell’Economia e delle Finanze che ha da pochi giorni un nuovo vertice) per l’incentivazione delle fonti rinnovabili, i certificati bianchi (o titoli di efficienza energetica) e il conto termico.

Dall’altra parte, la Corte ha indagato sui contributi per l’efficientamento energetico in favore dei comuni presenti nel decreto Crescita del 2019.

LA TRANSIZIONE ENERGETICA E IL GSE

La Corte dei conti ha ricordato che, a partire dal 2011, il Gse ha intrapreso un percorso per la verifica degli impianti finanziati sulla base degli obiettivi di transizione energetica, che prevedono un graduale distacco dai combustibili fossili per la generazione di elettricità in favore di un maggiore utilizzo delle fonti rinnovabili. La crisi pandemica ha peraltro contribuito ad una crescita dell’ambizione di questi obiettivi, i quali – come voluto dalla Commissione europea – prevedono oggi un obbligo di riduzione delle emissioni nette di gas serra di almeno il 55 per cento entro il 2030, rispetto ai livelli del 1990.

QUANTO COSTANO I SUSSIDI ALLE RINNOVABILI

L’Italia, come gran parte dei paesi europei, ha adottato un modello di sostegno alle rinnovabili che non transita attraverso la fiscalità generale, ma si basa invece su un prelievo pagato dai consumatori nella bolletta elettrica.

Rispetto alla media europea, il supporto italiano alla produzione di elettricità da fonti rinnovabili è molto consistente: la spesa è pari a 36,43 euro per ogni megawattora, rispetto ai 17,60 euro per MWh in Europa. L’unico paese che spende più dell’Italia per sostenere l’elettricità rinnovabile è la Germania, con 37,67 euro per MWh.

LA TRANSIZIONE ENERGETICA NEL PNRR ITALIANO

“La rilevanza del tema”, sostiene la Corte dei conti, “spiega perché il PNRR italiano destini da qui al 2026 alla missione ‘Rivoluzione verde e transizione ecologica’ ben 68,6 miliardi di euro”.

“IRREGOLARITÀ E COMPORTAMENTI GRAVI”

Tuttavia, l’indagine della Corte ha stabilito che già nel 2019 – prima cioè dell’inizio della pandemia di coronavirus – si era registrata una “drastica diminuzione nel numero degli impianti soggetti a verifica” da parte del Gse. L’indagine della Corte “ha fatto emergere diffuse irregolarità e comportamenti gravi, anche di rilevanza penale”.

Una delle principali violazioni riscontrate dalla Corte dei conti riguarda l’utilizzo di moduli contraffatti, in particolare per gli impianti fotovoltaici assoggettabili a decadenza dagli incentivi per la produzione di energia a causa della mancanza delle necessarie certificazioni di conformità e/o di provenienza dei moduli fotovoltaici. Sulla base della disciplina del cosiddetto quarto conto energia del 2011, i produttori di energia elettrica da fotovoltaico hanno diritto alla corresponsione della tariffa incentivante da parte del GSE in presenza di impianti che rispondono a determinati requisiti tecnici. È previsto poi il riconoscimento di un’ulteriore maggiorazione premiale della tariffa in caso di impianti riconducibili ad una produzione interna all’Unione europea. Tanto la rispondenza alle norme tecniche, quanto la provenienza dei pannelli viene comprovata tramite certificazioni e attestazioni specifiche. Proprio tali certificazioni, nell’ambito delle procedure di controllo intraprese dal GSE, si sono spesso rilevate mancanti o incomplete o ancora non corrispondenti alle regole prescritte.

La Corte scrive che, “anche in considerazione dell’evoluzione giurisprudenziale nel merito, e nel riconoscimento della presumibile buona fede di alcuni operatori coinvolti (non sempre, ad esempio, la provenienza intra-UE dei pannelli solari era facilmente accertabile), il legislatore si è indotto a modificare ripetutamente il sistema dei rimedi applicabili a fronte delle descritte violazioni, intervenendo sul testo dell’art. 42 del d.lgs. n. 28/2011, in momenti diversi e con discipline differenziate sulla base della potenza dell’impianto”.

UN NUOVO DECRETO CONTROLLI

Per questo motivo, la Corte dei conti ritiene necessaria la rapida emanazione di un nuovo decreto Controlli “al fine di mettere a sistema le complesse novità normative intervenute nella disciplina primaria e rendere palesi agli operatori le interpretazioni che ne dà l’amministrazione”.

L’emanazione di un nuovo decreto in merito è stata affidata al neonato ministero della Transizione ecologica, al quale la Corte dei conti raccomanda di “procedere celermente”.

I CONTRIBUTI AI COMUNI PER L’EFFICIENTAMENTO ENERGETICO

In merito alla gestione dei contributi ai comuni per l’efficientamento energetico, introdotti dal decreto Crescita, la Corte dei conti osserva che la misura “ha avuto estesa e pronta attuazione”. Al 26 luglio 2021, infatti, le disposizioni totali di pagamento ammontano 339.695.049,54 euro: di questi, 225.948.680,97 euro sono relativi alle richieste di anticipo del 50 per cento; altri 113.746.368,57 sono invece relativi alle richieste di saldo a seguito della conclusione dei progetti.

I progetti hanno riguardato principalmente (nel 47,1 per cento dei casi) il rifacimento dell’illuminazione pubblica con tecnologia LED, il rifacimento degli impianti elettrici e la sostituzione di infissi e serramenti. Le iniziative si sono concentrate nel Nord-ovest d’Italia (nel 36,4 per cento dei casi, con 98.669.596,35 euro) e nel Sud e isole (33,6 per cento dei casi e 90.974.509,38 euro spesi).

IMPLEMENTARE UN SISTEMA DI VERIFICHE

Anche in questo caso, scrive la Corte dei conti, “la magistratura contabile segnala la necessità di implementare tempestivamente il previsto sistema delle verifiche riguardo all’effettiva destinazione dei contributi. Al riguardo, l’Amministrazione ha comunicato l’intenzione di procedere a controlli a campione sui progetti realizzati, secondo modalità da definirsi con apposito decreto ministeriale in fase di predisposizione”.

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