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Perché Ferrari cappotta in Cina

La Casa di Maranello ha richiamato 2.200 auto in Cina per problema freni e il titolo Ferrari sbanda in borsa

 

Problemi cinesi per la Casa di Maranello.

La Ferrari ha ritirato 2.200 auto sportive di lusso dalla Cina per un problema ai freni.

Un avviso pubblicato venerdì sul sito web dell’Amministrazione statale per la regolamentazione del mercato ha affermato che il richiamo riguardava le auto importate delle serie 458 Italia, 458 Speciale, 458 Speciale A, 458 Spider, 488 GTB e 488 Spider prodotte tra il 2 marzo 2010 e il 12 marzo 2019. La notizia dell’authority cinese, citata dall’agenzia Bloomberg è stata confermata dalla casa di Maranello, riporta l’Ansa.

Secondo i dati di Bloomberg Intelligence, questo è il volume equivalente di quasi tutte le auto che la Ferrari ha venduto nel paese dal 2018 fino a marzo 2022.

“La sicurezza e il benessere dei nostri clienti sono la nostra priorità. Operiamo secondo rigorose linee guida di sicurezza e protezione per garantire che i sistemi e le procedure corrette siano sempre in atto” ha commentato la società guidata da Benedetto Vigna.

Ma crolla il titolo Ferrari a Piazza Affari. Alle 13 l’azione perde il 3,1% a 197,90 euro contro un indice Ftse Mib in calo dell’1,67%.

Tutti i dettagli.

PERCHÉ LA CINA HA RICHIAMATO LE AUTO FERRARI

“I veicoli interessati dal richiamo possono andare incontro a un potenziale aumento del rischio di una perdita di liquido dei freni, con conseguente riduzione delle prestazioni dei sistemi di frenata o un loro guasto”, ha spiegato l’autorità cinese.

Pertanto, ha consigliato agli utenti di guidare il veicolo con cautela e, se si accende la spia di basso livello liquido dei freni, fermarsi immediatamente e predisporre un carro attrezzi. Il richiamo inizia il 30 maggio.

Per le auto in Cina, Ferrari International Trading (Shanghai) Co. sostituirà gratuitamente il tappo del serbatoio del liquido dei freni per i veicoli nell’ambito del richiamo, secondo l’avviso dell’autorità cinese di venerdì.

COSA FARÀ LA CASA DI MARANELLO

“Ferrari ha notificato alle autorità il fatto che procederà con un richiamo per alcuni veicoli delle serie 458 e 488. Dopo aver esaminato la questione, Ferrari e Bosch hanno identificato la causa principale del difetto del sistema frenante e si è scoperto che nei veicoli coinvolti nella campagna di richiamo il tappo del serbatoio del liquido dei freni potrebbe non sfiatare correttamente, creando così potenzialmente un vuoto all’interno del serbatoio del liquido dei freni”, ha spiegato la società. Il pezzo sarà sostituito gratuitamente e sarà riprogrammata la strumentazione per aggiornare il messaggio di avviso quando il livello del liquido dei freni è troppo basso.

LA QUESTIONE DEI FRENI

Come ricorda Bloomberg, già l’anno scorso Ferrari ha dovuto gestire un richiamo simile negli Stati Uniti sempre a causa di un sistema di frenata realizzato da Bosch. Il richiamo riguardava i modelli 458 e 488. provvederà a sostituire il tappo del serbatoio del liquido a titolo gratuito.

IL COMMENTO DI BESTINVER SECURITIES

Secondo l’analista di Bestinver Securities Andrea Trovarelli il ritiro è una notizia negativa per la Ferrari, aggiungendo comunque che qualsiasi impatto sarebbe a breve termine. “Ricordiamo ai lettori che nell’anno fiscale 21, Ferrari ha spedito circa 3.700 veicoli nell’area Apac (Asia-Pacifico), ovvero circa il 33% delle spedizioni totali”, ha scritto Trovarelli.

IL TITOLO IN BORSA

Infine, Bestinver Securities ha confermato il rating hold e il target price tra 200 e 220 euro sul titolo Ferrari che negli ultimi tre mesi ha perso quasi il 7% nonostante l’inizio di stagione positivo di Charles Leclerc che ha portato le aspettative ai livelli più alti degli ultimi anni da quando il sette volte campione del mondo, Michael Schumacher, ha ottenuto la settima vittoria nel 2006, la sua ultima stagione con la squadra italiana, segnala MF.

Al momento il titolo sta cedendo oltre il 3% negli scambi a Piazza Affari.

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