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Penuria di elettricità, che farà davvero la Svizzera con le auto elettriche?

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Diversi quotidiani online hanno riportato la notizia che la Svizzera sta per bandire le auto elettriche per fare fronte alla penuria di approvvigionamenti energetici. Ma è davvero così? Fatti e approfondimenti

Nei giorni scorsi alcune testate hanno riportato con toni eccessivamente allarmistici alcune ipotesi (ripetiamo: ipotesi) giunte sul tavolo del Consiglio federale per fronteggiare periodi eccezionali di grave penuria di energia elettrica. I progetti di ordinanza si declinano in restrizioni d’impiego, interruzioni di corrente, contingentamento e divieti di varia natura che saranno oggetto di una consultazione abbreviata fino al 12 dicembre 2022. Tra questi, ha avuto particolare risonanza mediatica la possibilità che la Svizzera vieti le auto elettriche. Ma è davvero così?

svizzera auto elettriche

LA SVIZZERA METTE AL BANDO LE AUTO ELETTRICHE? NO

Non proprio. Perché appunto al momento il governo svizzero è ancora nella fase della raccolta (e riordino) delle idee. Dopodiché si deciderà che fare. Tra le opzioni in discussione c’è il bando delle auto elettriche, o meglio, tra i documenti ufficiali se ne trova traccia in questo a firma del Dipartimento federale dell’economia, della formazione e della ricerca DEFR (Domande e risposte: misure per contrastare la penuria di energia elettrica (consultazione)): “In caso di penuria persistente (fase 3), si può limitare l’uso privato delle auto elettriche al minimo indispensabile. Rimarrà lecito l’uso per spostamenti assolutamente necessari come la spesa, le visite mediche e l’esercizio della propria professione”.

Ma, appunto, si intitola: Domande e risposte: misure per contrastare la penuria di energia elettrica (consultazione), perciò è da intendere come una FAQ indirizzata ai cittadini sullo stato dell’arte della consultazione sulle misure per far fronte a un’eventuale penuria di elettricità. Riporta la data del 23 novembre.

Un documento analogo, Q&A Misure situazione di penuria di gas (consultazione), del 16 novembre, alla domanda: Perché non esiste un piano preciso? Presenta una risposta del governo circostanziata utile a capire come mai si sia di fronte ad allarmismo mediatico: Perché non è possibile predisporlo. È bene evitare di alimentare false speranze. In tutta Europa l’attenzione è rivolta a prevenire eventuali penurie. Se comunque si dovessero verificare situazioni simili, gli appelli al risparmio volontari e la commutazione degli impianti bicombustibili dovrebbero già essere sufficienti. I divieti di esportazione nei Paesi confinanti potrebbero tuttavia causare problemi di approvvigionamento improvvisi. La Svizzera deve dunque prepararsi ad affrontare anche questo tipo di scenario. Si è quindi tenuta una consultazione in merito a tutte le possibili misure da adottare in caso di situazione di penuria grave. Solo in caso di penuria molto grave si potrebbe pensare di mettere in atto tutte le disposizioni contemporaneamente. Le misure implementate devono sempre essere proporzionate e adeguate alla gravità della situazione di penuria contingente.

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E, ancora: Perché le misure vincolanti non vengono adottate già ora? Gli attuali progetti di ordinanza si basano sulla legge sull’approvvigionamento del Paese (LAP). In caso di una grave penuria di beni di importanza vitale questa legge consente interventi importanti all’interno nella sfera della libertà economica, che non possono tuttavia essere implementati da subito. Attualmente l’approvvigionamento della Svizzera è garantito. La Confederazione lancia quindi già oggi la sua campagna di risparmio e si affida all’impegno volontario della popolazione e dell’economia.

Insomma, al netto dei titoli sensazionalistici apparsi sul Web nelle ultime ore che non hanno mancato di suscitare apprensione sui social, occorre affermare due cose con chiarezza. In primis, siamo ancora nella fase di vaglio: le opzioni dovranno essere accettate dai Cantoni e tradotte in legge. In secondo luogo, si tratta di misure che scatterebbero solo nell’ipotesi di austerity di gravità maggiore, che il governo elvetico ha soprannominato “fase 3”. È insomma un piano per fare fronte a periodi eccezionali futuribili che potrebbero non verificarsi e il piano stesso è ancora tutto ancora da confermare. Non solo. Nessuno vero stop alle auto elettriche quanto piuttosto una generica (andrà normata nel dettaglio) limitazione “d’uso privato delle auto elettriche al minimo indispensabile. Rimarrà lecito l’utilizzo per spostamenti assolutamente necessari come la spesa, le visite mediche e l’esercizio della propria professione”.

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