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Pecchia spera per Bernabé, ma è dura: intanto deve risolvere l'enigma Man

La trasferta di Ascoli nasconde diverse insidie per il Parma di Fabio Pecchia, decimato dagli infortuni e alle prese con i vecchi problemi che hanno condizionato le ultime annate. La sconfitta nell’ultimo turno impone ai crociati una risposta convinta, forse ancora più di una vittoria serve una prestazione che certifichi come quello di sabato scorso contro la Ternana sia solo uno scivolone dopo il quale ci si è rialzati in maniera vigorosa.

Non sarà semplice, anche perché la gara di sabato scorso ha presentato un conto salato. Non solo si sono persi dei punti, mancano a Pecchia anche dei calciatori. Nella lista degli indisponibili ci sono diversi interpreti chiave per lo spartito del tecnico, che potrebbe dover fare a meno di Adrian Bernabé, indiziato a tornare dopo la sosta. Lo spagnolo sta lavorando a parte, il risentimento muscolare alla coscia sinistra non si è riassorbito del tutto. Pecchia e il suo staff vogliono il recupero completo del centrocampista, fondamentale negli equilibri del tecnico che già contro la Ternana ha avuto modo di notare la sua assenza in chiave di costruzione e rottura.

Ai lungodegenti come Cobbaut, che ieri si è operato in Belgio, e Mihaila, si è aggiunto Ansaldi che non sarà della gara. Assenze pesanti, che portano Pecchia a risolvere un problema che adesso presenta una doppia soluzione. Cambiare modulo o continuare con l’adattamento di Benedyczak e Tutino nel ruolo di esterno. Rispettivamente nascono prima e seconda punta, ma entrambi hanno mostrato una predisposizione al sacrificio che li porta a giocare in quella posizione. Non possono garantire quanto garantirebbe un esterno di ruolo, sia chiaro, ma al momento la coperta corta – anche per via di un mercato che non ha portato in dote il tanto decantato laterale d’attacco – impone sforzi a tutti.

Non sono solo gli infortuni a preoccupare Fabio Pecchia. Tra le spine nel fianco del tecnico ce n’è una che si chiama Dennis Man. Il romeno, che aveva cominciato alla grande prima di sgonfiarsi in maniera preoccupante nelle ultime uscite, è rimasto oggi l’unico calciatore di ruolo utilizzabile come esterno puro nel 4-2-3-1. Ma sta vivendo un momento complicato, non il primo della sua opaca storia a Parma. Se le difficoltà con il Genoa potevano essere considerate come un episodio isolato, la sua inefficacia con la Ternana è suonata come un campanello d’allarme. Passaggi scolastici, mai nel vivo del gioco, nessun tiro nello specchio e solo 26 passaggi positivi per 6 palloni persi. Il vero Man è un altro, quello che a Parma purtroppo si è visto poche volte. Il gol al Bari, nella partita inaugurale del torneo, è rimasto l’unico lampo del calciatore che avrebbe dovuto inventare calcio partendo da una parte del campo per arrivare all’altra. E tagliare dentro o servire i compagni in verticale. Ma è durato il tempo di un’illusione. 

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