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Patrimoniale, salario minimo più alto, green e digitale. Ecco il programma di Scholz (Spd)

Tutto il programma, capitolo per capitolo, del candidato socialdemocratico Olaf Scholz alla cancelleria nelle elezioni tedesche del 26 settembre

 

Clima, lavoro e maggiore giustizia sociale sono i cardini del programma economico con cui Olaf Scholz, ex sindaco di Amburgo e ministro delle Finanze uscente, vuol conquistare la cancelleria. Presentate e votate dai delegati già agli inizi di maggio, tali proposte erano finite un po’ all’angolo, complici i sondaggi catastrofici che avevano accompagnato i socialdemocratici sino all’estate. Poi, di colpo, la rinascita, il recupero e addirittura il sorpasso prima sui Verdi e poi sull’Unione. Oggi, a tre settimane dal voto del 26 settembre, Scholz è il favorito e quel programma è adesso letto e discusso come la probabile base di future trattative di governo.

Tre settimane sono lunghe, le incertezze per una campagna elettorale anomala (anche per le condizioni imposte dalla pandemia) sono tante e nessuno azzarda più previsioni, tanto più che secondo un rilevamento della tv pubblica Zdf l’89% degli elettori pensa che al momento non si possa dire chi vincerà le elezioni.

Ma se i sondaggi sono credibili, la tendenza delle ultime settimane non solo non si inverte ma si consolida: dopo la rimonta l’Spd stacca gli avversari e Olaf Scholz si rafforza come il candidato più credibile e affidabile. Il dopo Merkel potrebbe dunque parlare anseatico. È quindi utile andare a vedere le sue carte, estrapolando alcuni punti programmatici principali sul versante dell’economia.

CLIMA ED ENERGIA

Su quello che nella fase iniziale della campagna elettorale sembrava il tema principale, il clima, Olaf Scholz si è mantenuto nel solco della politica socialdemocratica, provando a coniugare il rinnovato impeto ecologista (specie dei giovani) con le esigenze di maggiore gradualità espresse da lavoratori e imprese di settori tradizionali e dalle fasce di popolazione più anziane. La road map dell’Spd verso un Paese a neutralità climatica è più elastica rispetto a quella dei verdi e prevede il suo raggiungimento entro il 2045. La difesa del clima è comunque una priorità dei prossimi anni e per renderla concreta e accettabile al complesso della società tedesca deve diventare il motore del lavoro futuro.

L’elettricità deve essere interamente prodotta da fonti rinnovabili entro il 2040 e Scholz promette una riforma del meccanismo di incentivi alle energie rinnovabili (la Erneuerbare-Energien-Umlage) che abbassi i costi elettrici. E affinché le politiche di protezione del clima possa funzionare socialmente, i maggiori costi per la CO2 per il riscaldamento dovrebbe essere a carico dei proprietari degli immobili e non riversarsi sugli affittuari.

SALARIO MINIMO A 12 EURO

Punto centrale della campagna socialdemocratica è l’innalzamento del salario minimo a 12 euro l’ora, un aumento di 2,50 euro rispetto ai 9,50 attuali. È diventato l’argomento principale, anche per rimarcare come la sua introduzione nel 2015 e gli adeguamenti avvenuti negli anni successivi siano stati una conquista dell’Spd al governo e non una medaglia al merito di Angela Merkel. I socialdemocratici hanno sofferto la prassi della cancelliera di appropriarsi di storiche battaglie dell’Spd, prendendosene poi i vantaggi elettorali. Il “Mindestlohn” a 12 euro è il tentativo di tornare a segnare il territorio guardando ai lavoratori a basso reddito, quelli impiegati nei minijob che più di tutti hanno pagato i lockdown per la pandemia. È una proposta che spaventa gli imprenditori, ma è guardata con favore da una parte degli economisti che la giudicano utile non solo dal punto di vista sociale, ma anche come stimolo per i consumi e quindi per la crescita. D’altronde la sua introduzione sei anni fa non ha prodotto quelle catastrofi che i datori di lavoro paventavano.

Obiettivo dell’Spd è tirar fuori dai minijob quanti più lavoratori possibile, favorendo il passaggio a forme contrattuali più regolari. Nel delicato e strategico settore dell’assistenza agli anziani, dove persiste una drammatica carenza di personale, i lavoratori dovranno essere retribuiti secondo tabelle tariffarie. Previste anche misure per i lavoratori delle piattaforme online: più salario e maggiori diritti.

DALLA FERITA DELL’HARTZ IV AL REDDITO DI CITTADINANZA

I socialdemocratici hanno sempre ricondotto – a torto o a ragione – il proprio declino elettorale alle riforme sull’assistenza varate da Gerhard Schröder con l’Agenda 2010, perdendo così l’occasione di appropriarsi anche dei successi economici prodotti di quella grande riforma. Il sussidio chiamato Hartz IV è ancora oggi una ferita sanguinante per l’Spd, specie per la sua ala più a sinistra. Scholz promette di trasformare il sussidio in un vero e proprio reddito di cittadinanza, che mantenga tutti gli stimoli (e obblighi) che favoriscono il reinserimento del percettore nel mercato del lavoro ma che preveda anche qualche allentamento nei controlli: ad esempio, per i primi due anni, su beni e appartamento.

Adeguamenti anche sul fronte delle indennità di disoccupazione, che dovrebbero essere corrisposte per un periodo più lungo ai contribuenti di lungo termine.

FISCO: NO ALLO SCHWARZE NULL MA DEBITI ENTRO IL TETTO

Gli investimenti pubblici devono crescere perché la modernizzazione del Paese ha bisogno anche della mano dello Stato. L’Spd si distanzia dalla politica dello Schwarze Null (il bilancio a zero senza nuovi debiti) che è stato il mantra di Wolfgang Schäuble anche negli anni della Grosse Koalition: sì dunque a nuovi debiti, ma sempre nei limiti concessi dallo Schuldbremse, il tetto (freno) all’indebitamento fissato in Costituzione.

Tasse più eque. Alleggerimenti per i redditi medi e bassi, aumenti invece per il 5% dei contribuenti più ricchi, per cui è prevista una tassa sul patrimonio dell’1%.

PROPOSTE CONCRETE SULLA DIGITALIZZAZIONE

Digitalizzazione. È il capitolo su cui la concorrenza fra i partiti è più serrata, dal momento che è consapevolezza comune il ritardo con cui la Germania insegue i Paesi concorrenti, specie asiatici e americani. Su questo terreno insistono soprattutto i liberali e l’Unione. Scholz ammette che “il futuro digitale della Germania non appare così roseo come vorremmo”. Non promette nuove strategie, ma mette sul piatto i finanziamenti già stanziati come ministro delle Finanze. Anche qui prova ad essere più concreto degli avversari e indica il vero problema tedesco: non mancano i soldi, ma la capacità di impegnarli in progetti validi.

Tre sono i canali su cui convogliare i 12 miliardi di euro stanziati dal suo ministero: intelligenza artificiale, sviluppo dei computer quantistici e start-up. Per progetti legati all’intelligenza artificiale sono impegnati 5 miliardi di euro, e Scholz fa sapere di aver dato l’esempio: “La stiamo impiegando nell’amministrazione finanziaria per poter disporre di previsioni più accurate su tasse e spese”, ha detto di recente a una manifestazione dell’associazione Bitkom. Due miliardi sono invece a disposizione di piani per lo sviluppo del quantum computing, settore nel quale i tedeschi vorrebbero ritagliarsi uno spazio riducendo il distacco soprattutto con le aziende statunitensi e finanziamenti esistono anche per ricerca e sviluppo dell’infrastruttura di telefonia mobile: il salto di qualità sarà appunto nel migliorare i meccanismi che permettano ai finanziamenti di raggiungere i progetti e diventare realtà.

Per le start-up il problema è invece un po’ più complesso, perché più che soldi e finanziamenti il variegato mondo delle imprese innovative chiede un ammodernamento del quadro normativo fiscale per l’impiego di dipendenti: le regole sono troppo restrittive e ostili all’innovazione, lamentano gli imprenditori, tra i quali si annida invece il serbatoio elettorale giovane e dinamico dell’Fdp. Su questo versante la “vecchia” Spd, più legata a un mondo del lavoro tradizionale, mostra qualche affanno e potrebbe al contrario giovarsi di un’alleanza di governo con i liberali.

POTENZIARE IL TRASPORTO PUBBLICO

Ampliamento dei sistemi di trasporto pubblico e ammodernamento del parco autobus e treni per raggiungere la neutralità climatica. È il cuore del programma di Olaf Scholz sui trasporti, che recepisce le strategie formulate per le società post-Covid. L’Spd è tradizionalmente favorevole allo sviluppo delle infrastrutture del trasporto pubblico cittadino e a differenza dei Verdi spinge nelle città per una crescita complessiva del sistema: sì allo sviluppo delle reti di metropolitana, mentre gli ecologisti puntano solo sui tram.

Anche sulla lunga percorrenza, non basta annunciare la maggiore sostenibilità climatica dei viaggi in treno rispetto agli aerei: bisogna riequilibrare i costi e rendere i primi più economici dei secondi. In programma anche l’ampliamento della rete ferroviaria, con il potenziamento di collegamenti diretti tra le grandi città. Non si parla invece dei treni notturni, segmento di mercato in grande ripresa ma da cui la Deutsche Bahn si è autoesclusa anni fa e non pare intenzionata a rientrare. Sono soprattutto gli austriaci dell’Obb a colmare questo vuoto sul territorio tedesco.

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