Orban chi molla

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Sovranismo

Entità variabile

Al momento in cui viene chiusa in tipografia questa rubrica, Matteo Salvini e Giorgia Meloni si stanno contendendo la possibilità di fare gruppo al parlamento europeo con Viktor Orban e con Jaroslaw Kaczynski, il leader polacco che ha tra l’altro istituito nel proprio Paese zone Lgbtq-free o, come direbbero gli elettori di Salvini e Meloni, «vietate ai ricchioni». Luoghi nei quali immagino non possa recarsi il suo compagno di partito, suo di Kaczinsky, che fu scoperto a Bruxelles mentre faceva (legittimamente, secondo me ma non secondo lui) un trenino con alcune persone del suo stesso sesso. Se la politica fosse un luogo in cui il rapporto causa-effetto è ancora oggetto di una seppur vaghissima pratica, l’idea di un’Internazionale del sovranismo verrebbe sepolta da una Woodstock delle pernacchie. Perché, come dicevano i noti intellettuali del Trioreno: o sovranista, o internazionalista. Ché le due cose insieme sono un po’ come l’unione tra animalisti e Assopellicce. Invece no. Perché il problema non sono né Meloni né Salvini e neppure forse Orban. Sono quelli che li votano. E, nel caso di Polonia e Ungheria, quelli che hanno permesso loro di torcere Stati democratici fino a condurli sul limite della dittatura. Dunque, in fondo, il problema è l’Europa che di concreto, finora, ha fatto scandalosamente poco.

Giudizio: Orban chi molla

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Photoshop

Soggetto politico

Annalisa Chirico, direttrice de lachirico.it, ha intervistato online Matteo Salvini, direttore de Labestia.argh, per celebrarne, come da titolo, i «primi 48 anni». Nel meme che annunciava il lieto evento, Salvini ne dimostrava al massimo 18, di anni. Presto, Chirico festeggerà analogamente anche il genetliaco della Lega. Titolo: «I loro primi 49 milioni».

Giudizio: nonnehoidea.com

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Benaltrismo

Fonte di ilarità

“Libero”, quotidiano satirico che al vostro scriba piace moltissimo, ha pubblicato giorni fa due notizie davvero divertenti. La prima riguarda l’esistenza di una copia del film “Don Camillo e i giovani d’oggi” interpretata da Gino Cervi e Fernandel prima che questi morisse, la quale, se restaurata e completata con le moderne tecniche digitali, sarebbe la prima lieta novella per il sottoscritto da almeno un anno a questa parte. La seconda attiene alle priorità giudiziarie. Nel raccontare di due tizi indagati a Napoli perché il primo (consigliere di Fratelli d’Italia) aveva festeggiato il secondo con una torta riproducente il volto di Benito Mussolini, “Libero” ha commentato che le priorità sarebbero ben altre. Certo: varrebbe sempre l’antica regola di equiparare la questione geograficamente: immaginate un tizio che celebra un altro esaltando Hitler, in Germania. Buttano via la chiave. Ma per una volta mi sento di essere d’accordo col mio quotidiano favorito nell’invitare i giudici a un atto di pietas. Perché conosco il pasticcere che aveva realizzato il dolce. E no, quella della farcia non era cioccolata.

Giudizio: Bon appetit

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Enrico Letta

Agnello sacrificale

Enrico, poi tu fai come vuoi, ma sappi solo che qualcuno sta già preparando il cancelletto per scrivere #staiserenobis.

Giudizio: Pater, ave e gloria