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Ora anche Meloni chiede a Sboarina l’accordo con Tosi: “Coalizione da blindare”

Mancano otto giorni alla sfida che molto probabilmente decreterà l’esito definitivo delle elezioni amministrative. Perché va bene aver conquistato città importanti come Palermo e Genova, ma per il centrodestra Verona funge da cartina di tornasole degli equilibri della coalizione. E alla fine di questa campagna elettorale dirà chi ha vinto e chi ha perso. Ma soprattutto potrebbe produrre esiti molto diversificati tra Giorgia Meloni e Matteo Salvini.

Così, nel vivo del ballottaggio che vedrà opporsi Damiano Tommasi e Federico Sboarina, c’è mancata solo l’indisponibilità a sottoscrivere un apparentamento tra il sindaco uscente, arrivato secondo al primo turno, e l’ex primo cittadino Flavio Tosi, arrivato terzo. “Sboarina vorrebbe anche che i nostri consiglieri venissero considerati parte della minoranza. Una cosa inaccettabile”, ha detto oggi Tosi al Foglio. Facendo capire come le possibilità di raggiungere un accordo entro le prossime ore siano piuttosto residue.

Ma è proprio il rischio di vedersi sfilare una città in cui il centrodestra era già in carica, oltretutto con il peso simbolico che avrebbe una vittoria del Pd nela città scaligera, ad aver convinto i leader che vanno tentate tutte le strade. Proprio oggi ci aveva provato Salvini, parlando della decisione di Sboarina come di un “errore madornale“. E chiedendo che alla fine ci si sedesse a un tavolo per raggiungere un qualche accordo pur di non dividersi. Oggi è stata la volta di Giorgia Meloni, secondo cui la priorità è “blindare la coalizione”. Un messaggio con un destinatario in particolare: il sindaco Sboarina. Su questo punto, insomma, il segretario della Lega e la presidente di Fratelli d’Italia sembrano pensarla allo stesso modo. Seppur con obiettivi diversi.

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