nursing-up:-i-dati-ocse-certificano-l’emergenza-infermieristica-nazionale-e-provinciale-ma-c'e-chi-si-aumenta-il-vitalizio.

Nursing Up: i dati OCSE certificano l’emergenza infermieristica nazionale e provinciale ma c'è chi si aumenta il vitalizio.

L’indagine condotta dall’Ocse è emblematica della situazione italiana, rispetto alla media Ocse l’Italia ha 2 infermieri ogni 1.000 abitanti in meno, in Trentino sono invece 1,5, una carenza strutturale quindi di centinaia di professionisti per il nostro territorio.

Ed in Trentino, che guarda alla Mitteleuropa, abbiamo una media di 7,5 infermieri per 1000 abitanti, tutto questo rappresenta un gap enorme, all’apparenza incolmabile, rispetto ai 18 per 1000 di Svizzera e Norvegia, agli 11 della Francia, i 13 della Germania e gli 8,2 del Regno Unito.

Si prevede

che il fabbisogno di infermieri continuerà ad aumentare nei prossimi anni a causa dell’invecchiamento della popolazione, visto il considerevole aumento degli ultrasessantacinquenni.

Questi sono i dati riportati nel report annuale

sulla sanità dell’Ocse redatto insieme alla Commissione europea. I nostri colleghi, nonostante abbiano svolto un ruolo centrale nei percorsi assistenziali nell’emergenza covid a livello ospedalieri e territoriale, non hanno ancora ricevuto le dovute attenzioni e riconoscimenti da parte delle istituzioni nazionali e provinciali.

Rispetto ai colleghi europei

sono infatti ancora sottopagati, male utilizzati in attività improprie, sempre più demotivati nell’intraprendere la carriera universitaria e con scarse possibilità di carriera.

A tal proposito

per evitare l’attuale appiattimento organizzativo, abbiamo ripetutamente sollecitato l’Apss ad assumere non solo professionisti infermieri e sanitari, ma anche figure di supporto e amministrative e ad attivare nel contempo le procedure per il riconoscimento delle funzioni specialistiche dei professionisti sanitari del comparto sanità, finanziate dal recente accordo che abbiamo sottoscritto.

A questo punto

nell’ottica di attivare ospedali di comunità e case della salute, strutture sicuramente necessarie e dove il personale infermieristico e sanitario giocherebbe un ruolo chiave fondamentale, occorre prevedere a livello provinciale un importante investimento economico sulle risorse umane, utilizzando i fondi del Pnrr, attualmente vincolati esclusivamente alla costruzione delle nuove strutture.

Si rammenta che

il decreto 77 del 2022 di riorganizzazione/potenziamento del territorio, istitutivo delle case, ospedali di comunità e centrali operative prevedeva circa 20.000 di “famiglia e comunità” attualmente difficilmente reperibili.

Durante la pandemia

il decreto-legge 34/2020 aveva previsto a livello nazionale l’assunzione di 9.600 unità, assumendone poi solo 3.500.

Nel recente incontro

avuto con l’Assessora alla salute Segnana abbiamo richiesto di destinare parte dei fondi Pnrr alla valorizzazione giuridico-economica del personale, per rendere finalmente attrattiva la nostra Provincia, visti i futuri 1000 pensionamenti di infermieri trentini nei prossimi anni.

Spiace invece constatare

che i nostri politici non riescano a destinare subito adeguate risorse ai rinnovi dei nostri contratti scaduti da un anno, salvo prevedere per loro una immediata rivalutazione automatica dei vitalizi pari al 12%, con un costo per le casse pubbliche di 770.000 euro, a fronte di riconoscimenti economici già in messere più che lauti! – è quanto si legge a termine della nota a firma di Cesare Hoffer, Coordinatore Nursing Up Trentino.

_______________________________________

  • Per chi volesse commentare questo servizio può scrivere a [email protected]
  • Iscrivetevi al gruppo Telegram di AssoCareNews.it per non perdere mai nessuna informazione: LINK
  • Iscrivetevi alla Pagina Facebook di AssoCareNews.itLINK
  • Iscrivetevi al Gruppo Facebook di AsssoCareNews.itLINK

Related Posts

Lascia un commento