no-more-heroes-3:-non-basta-la-follia-a-reggere-un-gioco-intero

No More Heroes 3: non basta la follia a reggere un gioco intero

Il ritorno di Travis Touchdown su Nintendo Switch, dopo la conversione dei primi due capitoli, era scontato: No More Heroes 3 riprende il buono fatto nei primi due episodi e tenta di fonderli in un unico gioco, animato solo dall’incredibile potenza combattiva del suo protagonista, ma basterà il carisma di Trevis a rendere questo terzo capitolo qualcosa di indimenticabile?

La prima ora di gioco è incredibile: una presentazione stile anime annuncia un invasione aliena tra le più folli mai viste, completa di una nuova classifica degli assassini più forti dell’intera galassia, un richiamo davvero troppo forte per il protagonista; una presentazione che lascia intendere tutto il meglio dei precedenti capitoli, con cattivi eccentrici, tonnellate di sangue e battute che rompono la quarta parete di continuo. Ma purtroppo, sotto il cofano, il motore non è potente come ci si aspetterebbe.

La parte grafica non è assolutamente all’altezza dell’ego esplosivo dei suoi protagonisti, ambientazioni spoglie al limite del minimale fanno letteralmente a pugni con i colori psichedelici e le animazioni dei combattimenti, che rimangono per tutta la durata del titolo il vero fulcro e l’unico momento in cui il gioco mantiene un frame rate stabile e una grafica superiore al resto; fuori dai combattimenti, nell’open world mutuato dal primo titolo è la piattezza estetica, i continui pop-up mentre ci spostiamo in moto tra un combattimento con personaggi minori e qualche minigame ridicolo per allungare un brodo che ha un sapore davvero indefinito.

Se i combattimenti con i boss sono adrenalinici ed esagerati, tutto il contorno di No More Heroes 3 manca di mordente, è come se l’autore avesse voluto riempire i momenti tra un match e l’altro con il nulla, sia a livello estetico che narrativo, perché le poche idee che reggono il progetto erano state tutte distribuite tra introduzione e boss fight; un peccato davvero perché il capitolo precedente riproposto da poco su Switch, nonostante i suoi dieci anni di età, è decisamente migliore sotto ogni punto di vista.

Un rollercoaster di emozioni No More Heroes 3, tenuto in piedi dalla classe del suo protagonista, sboccato, anarchico, sempre oltre il limite, capace di far dimenticare il mezzo disastro del gioco solo con le fasi di combattimento e qualche frase azzeccata, e niente di più; questo ultimo episodio della saga non è all’altezza del passato, rimanendo incastrato in un videogame di serie B con qualche sprazzo di potenza incredibile e niente di più, augurandoci che una patch possa almeno sistemare il frame rate e la stabilità del gioco, No More Heroes 3 è un gioco che non consiglieremmo se non ai fan più accaniti della saga, e anche questi ultimi potrebbero storcere il naso… un’occasione gettata via, in quello che poteva essere davvero un gioco epocale.

L’articolo No More Heroes 3: non basta la follia a reggere un gioco intero proviene da Il Fatto Quotidiano.

Related Posts

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *