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Nel nostro Paese è appena avvenuta un’importante scoperta

Gli scavi, in Italia, non finiscono mai e in moltissime occasioni riportano alla luce antichi e importanti tesori che per anni sono stati conservati sotto terra. È il caso della scoperta appena avvenuta nel Sud del nostro Paese, dove a seguito di alcuni scavi preventivi da parte dell’Enel sono emersi alcuni reperti storici molti importanti.

Cosenza: trovate tombe di epoca romana e altri reperti

Ci troviamo a Cosenza, in Calabria, e più precisamente su via Popilia, nei pressi del ponte di Calatrava. Proprio qui l’Enel stava facendo degli scavi guidati dalla Soprintendenza per i Beni architettonici e paesaggistici di Cosenza. Tuttavia, i lavori non sono andati come avrebbero dovuto poiché gli operai si sono imbattuti in veri e propri tesori che hanno costretto a rivedere i loro piani.

Più precisamente, sono emerse sei tombe “alla cappuccina”, risalenti presumibilmente all’epoca romana, che contenevano alcuni reperti storici e delle ampolle che sono stati recuperati e inviati ai laboratori della Soprintendenza.

Ora sarà compito degli archeologi effettuare gli studi preliminari sui vari materiali recuperati, al fine di stabilire l’esatto periodo storico a cui risalgono. Si tratta, in particolare, di oggetti che completano i corredi funerari. Gli esperti della Soprintendenza, dopo aver recuperato tali tesori, avrebbero inoltre effettuato una ricognizione dell’area circostante prima di dare il via libera alla bitumazione e alla conseguente riapertura al traffico.

Cos’è una tomba “alla cappuccina”

Le tombe “alla cappuccina” sono delle inumazioni etrusco-romane diffuse soprattutto in epoca imperiale e destinate per lo più alle classi meno agiate. In sostanza, il defunto non veniva cremato poiché il corpo veniva avvolto in un sudario e adagiato in una fossa scavata sotto il piano del terreno, deposto direttamente sulla terra o su delle lastre di terracotta o sopra un tavolato ligneo.

La tomba veniva poi chiusa nella parte superiore con coppi ed embrici e interrata. Il corredo era per la maggior parte dei casi minimo.

Ma perché queste tombe sono chiamate “alla cappuccina”? Questo tipo di sepoltura viene detto così perché, se guardato in sezione frontale, ha la forma di un triangolo come il cappuccio dei frati cappuccini.

Le dichiarazioni degli addetti ai lavori

A Cosenza, quindi, è stata ritrovata una vera e propria necropoli sotto l’asfalto. A tal proposito, la  Soprintendente di Cosenza, Paola Aurino, come riportato dai giornali locali si è detta “felicemente sorpresa e soddisfatta per la scoperta” Si tratta, infatti, di un’importante testimonianza storica della presenza romana sul territorio cosentino.

Un ritrovamento che potrebbe svelare anche molti dettagli sulla vita di quell’epoca grazie ai reperti che erano ancora conservati all’interno delle stesse tombe. Tra le altre cose, non è escluso che tale scoperta possa essere collegata al passaggio nella zona dell’antica Via Popilia. Infatti, non molto tempo fa anche i lavori per la costruzione del vicino parcheggio dei Due Fiumi vennero rallentati a causa del ritrovamento di alcuni reperti archeologici.

Una zona ricca di testimonianze che potrebbero gettare una nuova luce alla storia di questa zona del nostro Paese. Non resta che attendere i diversi approfondimenti per avere maggiori informazioni sul passato di questa bella città del Sud Italia.

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